|
A Catania
il
1° Forum Nazionale sulla sicurezza nei Porti
di Alfio Pizzone
CATANIA
- Ha avuto luogo a Catania, nei saloni della
Camera di Commercio, il 1° Forum Nazionale sulla sicurezza
nei porti. L'iniziativa è stata promossa ed organizzata dalla Fai
Regione Sicilia diretta dal prof Pino Bulla, dalla Autorità
Portuale e della Camera di Commercio di Catania; con il
patrocinio del Comitato Centrale Nazionale dell'Albo degli
Autotrasportatori.
Sono stati invitati a relazionare il dott. Michelangelo
Garufi dell'Ispettorato del Lavoro, il dott. Salvatore
Leotta segretario della Cisl di Catania, Componenti del
comitato centrale dell'albo degli autotrasportatori, i
rappresentanti degli autotrasportatori presso le Autorità
Portuali d' Italia.
Obiettivo di questo primo Forum tracciare le linee guida
per una piattaforma che contempli ad ampio raggio la
Sicurezza nei porti, sia in mare che in banchina, a tutela
dei lavoratori, degli operatori, dei beni, delle
attrezzature, delle merci e dei veicoli industriali circolanti
nelle aree.
ECONOMIA MARITTIMA
Calano i crimini eppure nella nostra Italia
crescono a dismisura l'insicurezza ed i costi per affrontare
la Security.
Un italiano su 4 secondo gli ultimi sondaggi
dichiara di aver paura per il lavoro, per l'incolumità fisica
ed altro ancora: Siamo davanti ad una sindrome sicuritaria,
che si traduce molte volte in un appiattimento della
percezione dell'illegalità.
Sicurezza, sicurezza si chiede da ogni parte
Port Security: lo shipping protesta sui costi
-
Non si capiscono le differenze di tariffe tra le 26 Autorità
Portuali italiane. Il presidente di Confitarma, Nicola
Coccia:"Le surcharge danneggiano chi usufruisce dei traghetti"-
-
La decisione dell'Autorità portuale di Civitavecchia di
introdurre una tassa di 5 euro sui passeggeri in transito ha
scatenato la reazione di alcuni operatori, aprendo anche a
livello nazionale un dibattito sul costo della security, a più
di 6 anni dagli attentati del 11 settembre.
Se Civitavecchia fa pagare 5 euro, a Genova si paga
1,5 euro e a Napoli addirittura 50 cent, come
ricorda il presidente di Federagenti, Umberto Masucci. Il
caso di Napoli è particolare, perché i costi dipendono anche
dalla conformazione del porto. Genova non ha paragoni con
altri scali perché ha un numero maggiore di varchi". Il
discorso sulle security nel settore passeggeri, in
particolare per i traghetti, è sempre stato affrontato con
molta cautela. L'adozione delle misure di security utilizzate
nei terminal crociere e in quelli per contenitori, che possono
essere più capillari, diventavano paralizzanti se trasferite
su banchine dove passano ogni giorno, nei periodi di punta,
migliaia di passeggeri. E non è certo un caso che la questione
sia esplosa proprio alle soglie della stagione estiva, quando
è più facile lucrare sui passeggeri, magari senza
corrispondere un servizio di sicurezza adeguato ai costi.
Che è proprio il timore di Coccia. Per quanto riguarda invece
le merci, le paure di una turbativa della concorrenza nate
dopo il 2001 sembrano essersi ridimensionate con la
stabilizzazione dei costi per la security intorno ai 10 euro
per contenitore.
Sicurezza e Tutela Sociale nei Porti Italiani
dopo la Legge 84/94.
Mercoledì 4 Luglio 2007 a Roma – h 11 Centro
Convegni di via Napoli 36
- - - La Sicurezza e le Tutele Sociali nel Lavoro
Portuale ---
Assemblea Nazionale dei delegati sindacali di Cgil, Cisl ed
Uil e degli R.L. S. dei Porti italiani
Apertura del convegno con la relazione del segretario
nazionale Massimo Ercolani della Filt Cgil, a cui seguiranno
gli interventi del vice Ministro dei Trasporti Cesare
De Piccoli, di Gianpaolo Patta, sottosegretario del Ministero
Salute , Rosa Rinaldi sottosegretario del Ministero Lavoro.
Presiede il il convegno Claudio Tarlazzi della Uil Trasporti,
chiude l’assise Cinzia Frascheri della Cisl.
|