CATANIA - appello di numerosissime associazioni, cittadini,
professionisti, tecnici e docenti universitari in difesa del
"Lungomare di Catania", contro il progetto di realizzazione di
un centro commerciale lungo 1,2 km a 10 metri sul livello del
mare
CATANIA - Le associazioni CittàInsieme, Centro
sociale “De Felice Giuffrida”, Comitato Civico Salute
Ambiente di Adrano, CO.P.E., Decontaminazione Sicilia,
Grilli dell’Etna, Italia Nostra, Legambiente Catania, LIPU,
Rifiuti Zero Catania, Tapallara, Vivisimeto, WWF Catania e
numerosissimi cittadini, professionisti, tecnici e docenti
universitari esprimono profonda indignazione e sconcerto per
le notizie pubblicate in questi giorni sui quotidiani e
riguardanti lo scempio che si sta per compiere nei riguardi
del lungomare di Catania.
Dietro la parola “waterfront”, adoperata agli inizi
degli anni 2000 dall’allora sindaco Scapagnini si
nascondono «400 mila metri quadri di sbancamento a 10 metri
sul livello del mare, 56 mila metri quadri di centro
commerciale e 48 mila mq di parcheggi a pagamento
spalmati tra una strada che doveva essere una via di fuga
antisismica e un pezzo di costa lungo 1200 metri, in
concessione per 38 anni ad un gruppo imprenditoriale ».
Tutti questi elementi cancellano gli intenti primordiali
del termine "waterfront" rimandanti, a detta dei suoi
promotori, alla volontà di consegnare ai cittadini catanesi,
ed ai pedoni in particolare, la fruibilità della costa del
lungomare di Catania spostando la viabilità veicolare a
monte. Il progetto sembra essere già in avanzato stato di
esecuzione. Ma i cittadini sono stati tenuti all’oscuro
di tutto, la documentazione relativa al progetto è di
difficilissima reperibilità ed il Consiglio Comunale non è
mai stato convocato per discuterne.
Alla luce di ciò, i firmatari della presente
esprimono un deciso no al progetto così come riportato sugli
organi di stampa; chiedono a gran voce che il Sindaco e
l’Assessore all’Urbanistica si rendano disponibili il prima
possibile ad un dibattito pubblico con i cittadini in modo
da fornire tutte le spiegazioni che quest’ultimi riterranno
opportuno richiedere; esortano le associazioni ed i
cittadini catanesi – in particolar modo i residenti del
quartiere Ognina Picanello – ad unirsi al nostro grido di
indignazione affinché il silenzio delle istituzioni di
questa città non continui ad incombere anche su questa
vicenda e possa essere scongiurato l’ennesimo scempio della
città che allontanerebbe a colpi di cemento i catanesi dal
mare.