ARTE: prorogata di un mese la mostra di Renzo Bellanca ad
Agrigento - Le Fabbriche Chiaramontane aperte a
Ferragosto
AGRIGENTO - E’ stata prorogata fino al 30 agosto – e
sarà strategicamente aperta anche nella settimana di
Ferragosto (escluso 15 e 16) per accogliere i turisti d’arte
in vacanza in questo leggendario angolo della Sicilia, la
Valle dei Templi - la mostra di Renzo Bellanca “Doppio
Linguaggio” allestita negli spazi delle Fabbriche
Chiaramontane di Agrigento, la galleria permanente d’arte
moderna degli “Amici della pittura siciliana
dell’Ottocento”. Lo hanno deciso gli organizzatori alla luce
del grande successo di pubblico che sin dal giorno della sua
inaugurazione, lo scorso 26 giugno, ha registrato la mostra.
“Da privati – spiega Antonino Pusateri, presidente degli
“Amici della pittura siciliana dell’Ottocento”, - gestori di
uno spazio che abbiamo restaurato e adibito a officina
culturale, luogo d’elezione per il confronto di idee tra
turisti d’arte, intellettuali, appassionati o semplici
curiosi vogliamo dare un preciso segnale alle istituzioni.
Desideriamo semplicemente esserci e aprire le porte di
questo straordinario monumento ai tanti visitatori che fanno
rotta su Agrigento perché chi passi da queste parti possa
sentirsi accolto, come un tempo, in una terra ospitale e
generosa di arte e cultura”.
Oltre un migliaio i visitatori che dal 26 giugno hanno
varcato la soglia delle Fabbriche Chiaramontane per
conoscere da vicino l’arte di Renzo Bellanca. L'ingresso è
gratuito.
Curata dallo storico e critico d’arte spagnolo Juan Carlos
García Alía, “Doppio Linguaggio” è alla sua seconda
edizione: un anno fa ha infatti esordito nel Chiostro del
Bramante di Roma. Stavolta è toccato alle Fam di Agrigento -
uno splendido complesso architettonico chiaramontano che
comprende una chiesa e un convento nel tipico stile del XIV
secolo - ospitare la raccolta di opere di Bellanca,
originario di Aragona, comune della provincia. “Doppio
Linguaggio” si arricchisce e si completa con i testi
narrativi scritti “ad hoc” da autori come Gaetano Savatteri
e Luigi Galluzzo (con Bellanca ideatori del progetto),
Roberto Cotroneo, Fabrizio Falconi, Giosuè Calaciura, Davide
Camarrone, Giacomo Cacciatore, Amara Lakhous, Paola
Pastacaldi e Lia Bellanca.
Di grande spessore, infine, la serata-evento del 21 luglio
scorso “Verbum Dimissum – Parola Perduta” condotta dallo
stesso Savatteri che ha visto, nel ruolo di mattatore che
interroga e interloquisce con il pubblico, il medico-attore
(e regista) Totò Nocera: a lui il compito di portare sulla
scena i bei testi che accompagnano le opere di Bellanca in
mostra ad Agrigento. Colonna sonora del racconto era il
quartetto jazz formato da Gaetano Agrò, Alfonso Salamone,
Andrea Vanadia e Gaetano Mossuto, mentre la giovane stilista
Valentina Patermo ha rievocato sugli abiti delle sue modelle
i versi e i racconti dei brani di “Doppio Linguaggio”.
Renzo Bellanca, notizie
sull’artista
Siciliano di Aragona (Ag), residente a Roma da più di
vent’anni, Renzo Bellanca possiede una tecnica
personalissima, frutto di un’elaborata ricerca artistica e
di una profonda indagine sulla materia intesa non come puro
mezzo di rappresentazione ma come metafora delle esperienze
di vita vissuta nella quale, si deposita e si stratifica, il
flusso inarrestabile di continue coesioni e di incessanti
trasformazioni. “Ho visto lavorare gli archeologi nei siti –
racconta – e quel loro intercettare e scoprire, strato dopo
strato, epoca dopo epoca, la storia di un popolo mi ha
affascinato. Uso conglomerati di sabbia e resina, stucchi
sintetici e calce, e procedo con una lavorazione simile
all’affresco, anche se il mio non lo è. E poi, con strumenti
incisori e abrasivi, riporto alla luce la materia”.