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Enza Garipoli
Direttore
  
SICILIA MILLENNIUM       

ANTICA BABILONIA - ITALIAN MISSION


TRAGEDIA DI NASSIRIYA
IL SINDACO DI CATANIA SCAPAGNINI:
“ANCORA UN TRIBUTO DI SANGUE E DI GIOVANI VITE DEL SUD”
“MA IL DIALOGO TRA I POPOLI NON DEVE FERMARSI”
L'ASSESSORE AL TURISMO SICILIANO, CASCIO,
ANNULLA CONFERENZA STAMPA AL BIT DI LONDRA
12 novembre 2003




CATANIA - "
L'atroce attentato di Nassiryiah mi ha lasciato annichilito, la Sicilia e Catania pagano ancora una volta il loro tributo di sangue e di giovani vite al ruolo internazionale che l'Italia svolge per garantire la pace nel mondo.”
Si è espresso così il sindaco di Catania e parlamentare europeo Umberto Scapagnini nel momento in cui ha appreso la notizia dell'attento in Iraq e della morte dei soldati italiani tra cui diversi siciliani fra i quali: i carabinieri  Horacio Majorana e Giovanni Modica.
“Mentre a Catania 500 delegati delle Nazioni Unite lavorano per realizzare l'unione dei popoli del mediterraneo – dice ancora Scapagnini - la furia cieca e omicida cerca di impedire qualsiasi unità colpendo i nostri giovani che sono andati in Iraq per aiutare il paese a rinascere”.
“Questo tremendo atto terroristico – continua – colpisce al cuore la nostra presenza umanitaria e di sostegno in Iraq. Sapevamo che dopo l'11 settembre tante cose sarebbero cambiate, ma nessuno di noi poteva immaginare in maniera così veloce e così profonda e drammatica. Adesso il rischio maggiore è quello di arrendersi o di demandare ad altri la soluzione dei problemi. C'è bisogno di una forte solidarietà interpartitica e interclassista per superare un momento in cui i valori vacillano e le implicazioni economiche sono sempre più preoccupanti e non fanno che aggravare la situazione. Adesso – conclude Scapagnini - ognuno deve assumersi le proprie responsabilità ma, per l'amor di Dio e per l'amore dei nostri figli, bisogna assolutamente trovare una strada di convergenza, di rigorosa integrazione e rimanere lontani dalle speculazioni. Nessuno le capirebbe. La gente comune, come noi tutti, vuole assunzioni di responsabilità e non parole o, peggio ancora, strumentalizzazioni politiche”.
Il sindaco Scapagnini, infine, ha annunciato che sarà proclamata una giornata di lutto cittadino in concomitanza con i funerali dei carabinieri caduti mentre sin da domani le bandiere del comune verranno abbrunite.

LONDRA - E nella capitale britannica l’assessore regionale siciliano al Turismo, Francesco Cascio, presente in questi giorni alla Borsa Internazionale del Turismo, questa mattina ha annullato la conferenza stampa di presentazione di alcuni eventi, che si terranno in Sicilia nel 2004, tra i quali Womad in Sicily e la celebrazione dei cinquant’anni del Festival del Cinema di Taormina.
Dopo aver appreso la grave notizia della morte di alcuni soldati italiani in Iraq l’assessore Cascio, costernato e addolorato, ha infatti preferito rimandare in un’altra occasione la conferenza stampa in programma oggi.


IRAQ - SANGUE ITALIANO SULLA VIA DELLA LIBERTA'
UCCISI 15 ITALIANI - 14 MILITARI ED UN CIVILE
NELL'ATTENTATO TERRORISTICO DI OGGI A NASSIRIYAH
SI RITIENE CHE APPARTENGANO AI FEDAYIN DI SADDAM
I TERRORISTI KAMIKAZE CHE ERANO ALLA GUIDA
DEI DUE CAMIONCINI IMBOTTITI DI ESPLOSIVO
CHE HANNO PROVOCATO LA DISTRUZIONE DELLA PALAZZINA
DOVE SI TROVAVANO DECINE DI MILITARI ITALIANI

di Enza Garipoli

NASSIRIYAH - E' destinato ad aumentare il bilancio provvisorio di 15 vittime italiane, oltre ad almeno 8 civili iracheni, cadute nell'attentato di oggi contro la caserma che ospitava gran parte del contingente italiano di stanza in Iraq, che faceva parte della missione denominata "Antica Babilonia". Fra i caduti, vi erano almeno 11 carabinieri, tre uomini dell'esercito ed un civile: tre dei carabinieri morti erano siciliani, uno di Catania, un secondo di Monreale in provincia di Palermo ed un terzo milite di origine messinese.
 Nel corso della mattinata, SI E' DIFFUSA COME UN FULMINE A CIEL SERENO la terribile notizia del devastante attentato terroristico, compiuto con due camion-bomba fatti esplodere nel campo base che ospitava i carabinieri italiani, che come gli altri 2.700 connazionali erano attivamente impegnati nel riportare la terra dell'antica Babilonia alla normalità dopo la guerra lampo cominciata il 20 marzo scorso e terminata a maggio con la sconfitta della dittatura di Saddam Hussein.
Numerosi sono i feriti, ma si continua a scavare tra le macerie temendo che la grave situazione possa peggiorare: quasi tutti i familiari delle vittime - tutte identificate - sono stati avvertiti. L'intero Paese ed il mondo civile condivide il dolore dei familiari dei caduti e il grave lutto che oggi ha colpito l'Arma e gli Italiani.
Allarmata per la potente esplosione la popolazione si è riversata per le strade mandando in tilt il traffico nella zona circostante la base dei carabinieri.
Il Comando Generale dell' Arma dei Carabinieri ha attivato un numero telefonico a disposizione dei familiari dei carabinieri di stanza nella cittadina irachena. Al numero (06.80982152) possono rivolgersi esclusivamente i parenti dei militari del corpo dei carabinieri impegnati in Iraq, per eventuali informazioni .
 

 

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