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CATANIA - "L'atroce attentato di Nassiryiah mi ha lasciato
annichilito, la Sicilia e Catania pagano ancora una volta il loro
tributo di sangue e di giovani vite al ruolo internazionale che
l'Italia svolge per garantire la pace nel mondo.”
Si è espresso così il sindaco di Catania e parlamentare europeo
Umberto Scapagnini nel momento in cui ha appreso la notizia
dell'attento in Iraq e della morte dei soldati italiani tra cui
diversi siciliani fra i quali: i carabinieri Horacio Majorana e Giovanni Modica.
“Mentre a Catania 500 delegati delle Nazioni Unite lavorano per
realizzare l'unione dei popoli del mediterraneo – dice ancora
Scapagnini - la furia cieca e omicida cerca di impedire qualsiasi
unità colpendo i nostri giovani che sono andati in Iraq per aiutare il
paese a rinascere”.
“Questo tremendo atto terroristico – continua – colpisce al cuore la
nostra presenza umanitaria e di sostegno in Iraq. Sapevamo che dopo
l'11 settembre tante cose sarebbero cambiate, ma nessuno di noi poteva
immaginare in maniera così veloce e così profonda e drammatica. Adesso
il rischio maggiore è quello di arrendersi o di demandare ad altri la
soluzione dei problemi. C'è bisogno di una forte solidarietà
interpartitica e interclassista per superare un momento in cui i
valori vacillano e le implicazioni economiche sono sempre più
preoccupanti e non fanno che aggravare la situazione. Adesso –
conclude Scapagnini - ognuno deve assumersi le proprie responsabilità
ma, per l'amor di Dio e per l'amore dei nostri figli, bisogna
assolutamente trovare una strada di convergenza, di rigorosa
integrazione e rimanere lontani dalle speculazioni. Nessuno le
capirebbe. La gente comune, come noi tutti, vuole assunzioni di
responsabilità e non parole o, peggio ancora, strumentalizzazioni
politiche”.
Il sindaco Scapagnini, infine, ha annunciato che sarà proclamata una
giornata di lutto cittadino in concomitanza con i funerali dei
carabinieri caduti mentre sin da domani le bandiere del comune
verranno abbrunite.
LONDRA - E nella capitale britannica
l’assessore regionale siciliano al Turismo, Francesco Cascio, presente
in questi giorni alla Borsa Internazionale del Turismo, questa mattina
ha annullato la conferenza stampa di presentazione di alcuni eventi,
che si terranno in Sicilia nel 2004, tra i quali Womad in Sicily e la
celebrazione dei cinquant’anni del Festival del Cinema di Taormina.
Dopo aver appreso la grave notizia della morte di alcuni soldati
italiani in Iraq l’assessore Cascio, costernato e addolorato, ha
infatti preferito rimandare in un’altra occasione la conferenza stampa
in programma oggi.
IRAQ
- SANGUE ITALIANO SULLA VIA DELLA LIBERTA'
UCCISI 15 ITALIANI - 14 MILITARI ED UN CIVILE
NELL'ATTENTATO TERRORISTICO DI OGGI A NASSIRIYAH
SI RITIENE CHE APPARTENGANO AI FEDAYIN DI SADDAM
I TERRORISTI KAMIKAZE CHE ERANO ALLA GUIDA
DEI DUE CAMIONCINI IMBOTTITI DI ESPLOSIVO
CHE HANNO PROVOCATO LA DISTRUZIONE DELLA PALAZZINA
DOVE SI TROVAVANO DECINE DI MILITARI ITALIANI
di Enza Garipoli
NASSIRIYAH - E' destinato ad aumentare il bilancio provvisorio di 15
vittime italiane, oltre ad almeno 8 civili iracheni, cadute
nell'attentato di oggi contro la caserma che ospitava gran parte del
contingente italiano di stanza in Iraq, che faceva parte della
missione denominata "Antica Babilonia". Fra i caduti, vi erano almeno
11 carabinieri, tre uomini dell'esercito ed un civile: tre dei
carabinieri morti erano siciliani, uno di Catania, un secondo di
Monreale in provincia di Palermo ed un terzo milite di origine
messinese.
Nel corso della mattinata, SI E' DIFFUSA COME UN FULMINE A CIEL
SERENO la terribile notizia del devastante attentato terroristico,
compiuto con due camion-bomba fatti esplodere nel campo base che
ospitava i carabinieri italiani, che come gli altri 2.700 connazionali
erano attivamente impegnati nel riportare la terra dell'antica
Babilonia alla normalità dopo la guerra lampo cominciata il 20 marzo
scorso e terminata a maggio con la sconfitta della dittatura di Saddam
Hussein.
Numerosi sono i feriti, ma si continua a scavare tra le macerie
temendo che la grave situazione possa peggiorare: quasi tutti i
familiari delle vittime - tutte identificate - sono stati avvertiti.
L'intero Paese ed il mondo civile condivide il dolore dei familiari
dei caduti e il grave lutto che oggi ha colpito l'Arma e gli Italiani.
Allarmata per la potente esplosione la popolazione si è riversata per
le strade mandando in tilt il traffico nella zona circostante la base
dei carabinieri.
Il Comando Generale dell' Arma dei Carabinieri ha attivato un numero
telefonico a disposizione dei familiari dei carabinieri di stanza
nella cittadina irachena. Al numero (06.80982152) possono rivolgersi
esclusivamente i parenti dei militari del corpo dei carabinieri
impegnati in Iraq, per eventuali informazioni .
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