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mercato web:
Palermo, Mark Bresciano: “La Champions? Matematicamente
potremmo ancora farcela”
di Francesca Patanè
PALERMO -
L’aveva detto prima del fischio di inizio: in sala stampa non
sarebbe venuto. Dunque nessuno può dubitare che la sua assenza
all’incontro coi giornalisti nel dopo-partita Palermo-Parma
possa essere stata causata dall’ennesima sconfitta casalinga
(4 a 3 per la cronaca).
A fermare l’allenatore rosanero Francesco Guidolin è stata
solo un’allergia. Alla parietaria, probabilmente, vista la
stagione.
Il tarlo però scava, nella testa. E se anche l’allergia c’è, è
stata provvidenziale. Perché è vero che un allenatore viene
pagato fior di quattrini anche per questo, ma doversi
sottoporre alla raffica di domande scomode come quelle che
stavolta in molti non gli avrebbero risparmiato, non è
piacevole per nessuno, specie per un tecnico che più volte in
passato per molto meno ha dimostrato di non gradire le
critiche.
Più che una conferenza stampa, al Barbera di Palermo, è stato
uno strazio, due tempi netti, come una partita: il primo
dominato – vuoi il caso, vuoi la sottile perfidia del coltello
affondato nella piaga – proprio da tre ex-palermitani:
Parravicini, Gasbarroni e, dulcis in fundo, Ranieri,
l’allenatore, a chiudere le celebrazioni di un Parma
finalmente vittorioso dopo più di un anno che continuava in
trasferta ad andare in bianco.
Un’attesa snervante tra il primo e il secondo tempo – il
faccia a faccia con la stampa deve aver creato parecchi
problemi dietro le quinte dei rosanero - e finalmente un
debole, unico segnale dalla squadra del mister di Castelfranco
Veneto. Agnello sacrificale – non per niente siamo ancora
sotto Pasqua - quel Mark Bresciano – uno dei migliori in
campo, autore del primo inutile gol – con un’espressione in
volto che era tutta un programma.
“Non è facile giocare in dieci in seria A” – l’allusione
all’espulsione di Pisano all’inizio del secondo tempo – ma per
la Champions matematicamente potremmo ancora farcela”.
Certo parlare di Champions in casi come questo sembra quasi un
paradosso. Nemmeno i tifosi ci credono più (scorretto comunque
lasciare lo stadio prima della fine della partita, scorretto,
ineducato e controproducente per lo spirito dei propri
giocatori), ma se il mister avesse schierato la stessa
formazione della partita con l’Inter, quella che aveva aperto
di nuovo uno spiraglio all’ottimismo e che ogni tifoso si
sarebbe aspettato di vedere, forse, anche con una sconfitta
per 4 a 0, non sarebbe uscito dal campo di gioco sommerso dai
fischi di tutto lo stadio, come invece è accaduto.
La gente di Palermo non fa più sconti a nessuno.
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