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ROMA - A porte aperte si gioca solo in sei stadi di serie A:
Roma, Genova, Siena, Cagliari, Torino e Palermo
8 febbraio 2007

 

ROMA - A porte aperte si gioca solo in sei stadi di serie A: Roma, Genova, Siena, Cagliari, Torino e Palermo, che sono gli stadi italiani della massima serie in regola in base alle nuove norme del governo. Gli altri stadi sono risultati non a norma, si tratta degli stadi di: Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Catania, Cesena, Empoli, Firenze, Lecce, Livorno, Mantova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Parma, Perugia, Pescara, Piacenza, Reggio Calabria, Salerno, Trieste, Udine e Verona.

Nel fine settimana, si disputeranno tutte le partite di serie A domenica alle 15, ma con le porte chiuse negli stadi non agibili. Tutto questo in base al nuovo decreto del governo contro la violenza negli stadi, ispirato alla linea dura dopo l'uccisione a Catania dell'ispettore Raciti.
ESTENSIONE DELLA FLAGRANZA
Il provvedimento si compone di sette articoli. Si parte con l'estensione della flagranza differita da 36 a 48 ore; e un'aggravante speciale - carcere da cinque a 15 anni (attualmente si partiva invece da tre) - per chi commette violenza e resistenza a pubblico ufficiale "utilizzando il lancio di corpi contundenti o altri oggetti, compresi gli artifici pirotecnici". E' ispirato alla linea dura il decreto legge , del Consiglio dei ministri. Il disegno di legge prevede le misure in materia di svolgimento di manifestazioni sportive, dopo i tragici eventi in cui è morto l'ispettore di polizia Raciti.
Dal ddl viene irrigidito anche il Daspo: il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive può arrivare per i tifosi violenti sino a cinque anni (attualmente invece al massimo sino a tre). E chi non rispetterà la diffida sarà punito con la reclusione da 6 mesi a tre anni(ora è da tre a 18 mesi) e con la multa sino a 10mila euro. Ma nel caso di una condanna, il Daspo non solo diventa automatico (mentre prima era una misura discrezionale del giudice), insieme all'obbligo di recarsi in un ufficio di polizia per la firma durante lo svolgimento delle partite, ma può arrivare sino a sette anni (oggi il massimo in questi casi è due anni).

Il provvedimento prevede anche l'aumento delle pene per chi negli stadi o nei luoghi interessati alla sosta, al transito o al trasporto di chi partecipa alle manifestazioni sportive lancia e utilizza in modo da creare pericolo alle persone razzi, bengala, fuochi d'artificio, petardi, strumenti che emettono fumo o gas oppure bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti: si rischiano da uno a quattro anni di carcere (attualmente da sei mesi a tre anni).

E sono considerati commessi in questi luoghi i fatti che si verificano nelle 24 ore precedenti o successive allo svolgimento delle manifestazioni sportive. Pene più severe anche per chi è trovato in possesso allo stadio o nelle immediate vicinanze di questi oggetti o strumenti: si va dai 5 mesi ai tre anni di reclusione (ora da tre a 18 mesi) e alla multa da 500 a 2000 euro (attualmente ammenda da 150 a 500 euro).

Il giro di vite riguarda anche gli addetti ai controlli dei biglietti di accesso allo stadio: se privi dei "requisiti morali" rischiano una sanzione amministrativa da parte del prefetto, cioè il pagamento di una somma da 20mila a 100mila euro.







 

 

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