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PALERMO - L'Associazione Radici di Sole presenta
STELLO PECORARO SALVO RUBINO GIUSEPPE CICI
in
"U CIURARU RU CAMPUSANTU"
di Anna Mauro
Palermo, Teatro Crystal, 25 maggio ore 21

PALERMO
- Come mi è stato detto da una bambina deliziosa e
intelligente, “Forse sono più grandi i piccoli che i grandi”.
E questa commedia parla di personaggi “piccoli”, ma capaci di
grande ironia e profondità: un fioraio, un musicista, un
becchino, i defunti del cimitero…
Fra un dramma e una farsa, fra un’opera cabarettistica
e una commedia, nell’orizzonte creativo di Anna Mauro di tanto
in tanto si insinua il lato tragico dell’esistenza, che
l’Autrice tratta con la consueta leggerezza fatta di
espressioni di comicità e momenti di simpatia etimologicamente
intesa. Come denota il titolo, i protagonisti di questa storia
si muovono attorno alla vita e alla morte, laddove certi vivi
sono morti per la società e certi morti sono vivi - nella
misura in cui le loro idee camminano sulle nostre gambe. Lo
spettacolo inizia mostrandoci due amici: un fioraio che ha la
sua baracchetta vicino al cimitero e un violinista che suona
ai funerali. Con le sue note, Totò “‘u Toco” è solito
accompagnare in paradiso l’anima del defunto che, mentre sale,
lo ringrazia e se ne va.
Zu Mimiddu, dal canto suo, parla con i suoi “armaluzzi”,
i fiori con cui lavora ogni giorno, ed è capace di conversare
con il giudice deceduto, lasciato solo persino dai soldati che
prima vegliavano sulla sua tomba. Artista pure lui, a modo suo
Zu Mimiddu mette l’accento sui momenti più importanti della
vita: matrimoni, nascite e … morti, che per certi familiari
sono occasione di grandi festeggiamenti. I due amici
chiacchierano e consumano rituali rassicuranti come la
preparazione del caffè e la lettura dei quotidiani
(rigorosamente passati, perché i giornali “quannu su frischi i
jurnata, i fissaria ca scrivinu sunnu comu i trona”).
Laddove il violinista ama il suo lavoro e sarebbe
disposto a farlo per tutti, ricchi o poveri, il becchino
Erasmo incarna invece la stolida ricerca del guadagno di chi
fa fatica ad arrivare alla fine del mese: il dolore degli
altri, infatti, non è per lui che un’occasione di “miettiri ‘a
pignata” - almeno finché la morte non arriva a toccarlo da
vicino. Fra un sorriso e una situazione a sorpresa, i tre
personaggi sciorinano tutte le possibili sfumature di colore
palermitano e non: i vigili che, dopo aver lasciato la
macchina in doppia fila, fanno la multa agli altri;
l’insofferenza per il parcheggio a pagamento nelle “zone blu”;
gli sprechi in occasione del Festino di Santa Rosalia che, per
potere passare sul suo enorme carro, dovrebbe costringere i
maldestri organizzatori a demolire e ricostruire pezzi di
storiche mura.
In un film sempre pensato e mai realizzato, Fellini immaginò
uno strano violoncellista smarrito di fronte all'idea della
morte (giunto lui stesso nell’aldilà o, forse, protagonista di
un sogno). Qui c’è invece un violinista smarrito di fronte
alla vita: Totò “’u Toco”, detto anche “’u mutàngaro”,
custodisce col suo silenzio un terribile segreto che lo
riguarda, un oscuro evento del suo passato che ne ha fatto un
morto vivente, un reietto della società. Totò riesce ad aprire
il suo cuore solo in presenza dell’amico fioraio, che d’altra
parte è l’unica ragione che finora lo ha tenuto attaccato alla
vita.
I commercianti spinti a denunciare gli usurai, il disagio
giovanile, i morti dimenticati dai loro cari, il divario fra
la legge e la giustizia … Sono tutti temi che fanno di questa
un’opera piena di verità. E la verità è fatta di
considerazioni semplici, di fatti che stanno sotto gli occhi
di tutti. Fra tragedia e commedia, fra dramma e giallo, quale
sarà nel frattempo l’esito della vicenda del violinista?
Dobbiamo rispondere con quello che per il senso comune è un
paradosso, ma dal punto di vista di un artista è la risposta
più prevedibile, ovvero l’unica. L’epilogo della storia non è
di Anna Mauro: come accade unicamente nelle opere realmente
ispirate, nelle quali il creatore diventa un semplice tramite
delle istanze dei personaggi, l’Autrice ha dovuto arrendersi
al destino dei suoi protagonisti, che hanno travalicato la sua
volontà fino alle estreme conseguenze e sono diventati i soli
artefici del loro destino scenico. (Simonetta Genova)
INTERPRETI
STELLO PECORARO SALVO RUBINO GIUSEPPE CICI
in "U CIURARU RU CAMPUSANTU" di Anna Mauro
Palermo, Teatro Crystal, 25 maggio ore 21
e con
Pinella Barone, Simonetta Genova, Domenico Pane, Sandra
Zerilli
e le voci di
Francesco Vinci, Giuseppe La Franca, I Piccoli Attori di Anna
Mauro e Sonia Reina
audioluci: Giuseppe Vacca
scenografie: S. Genova, G. La Franca
direttore di scena: Giuseppe La Franca
locandina: Simonetta Genova
REGIA: ANNA MAURO
Posto unico non numerato: 15 euro
Riduzione solo carte sconto: 12 euro
Patrocinio e sponsor:
Regione Sicilia Ass.to Beni Culturali e Identità Siciliana
Fideo Confcommercio
Gardenia Bar
Roccaforte Bomboniere
Ferrante Ignazio Fiorista Presidente AFAP Via Piemonte
ha gentilmente offerto i fiori del ciuraru
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