Sicilia Millennium - scrivi al direttore  

SPETTACOLO&CULTURA

 

© sicilia millennium™
quotidiano telematico diretto da Enza Garipoli
tutti i diritti riservati
sicilia millennium... e ti affacci al mondo

 

indice delle notizie

 
     vai al supplemento culturale Misura D'Amore www.misuradamore.it      
 


I ra-GATTI della vecchia, di Anna Mauro
Il successo di una “fiabola” di Natale davvero unica
La "mitica" recensione di Aldo Reina:

METTI UNA SERA A FIABALAND (2)

 
Il lupo e l'albero
 
Video I raGatti della Vecchia 3 -
clicca qui

Video I raGatti della Vecchia 4 - clicca qui

RECENSIONE SECONDA PARTE

Suona il vicino di casa. E’ scorbutico, balbuziente, ha paura dei gatti e non li può sopportare. “Io odio i gatti. Io detesto i gatti. Io li eliminerei dalla faccia della terra. Tutti! Non devono venire nel mio giardino altrimenti finisce male. Ha capito? (minaccia il Cattivo rivolgendosi all’inerme Vecchina)... male!”
“Maleducato, lasci stare i miei ragatti. Lei è un villanzone!” La Vecchia lo butta fuori della porta. I gatti le danno man forte e partecipano attivamente alla scena artigliando miagolii di assalto e difesa. La vecchia è inquieta. “Non dovete andare nel giardino di quel folle. E’ un tipo pericoloso, è capace di tutto. Cosa farei senza di voi…la solitudine mi ucciderebbe”. Si accascia sulla poltrona e si addormenta in preda all’angoscia.
In un soffio di musica e artificio cromatico la scena si addentra nel sogno, dove tutto è permesso, dove la realtà levita nella dimensione degli istinti.
L’angelo custode appare con tutta la sua vivacità. La sua fisicità è prorompente, allegra, frizzante, affascinante.
L’Angelo rimprovera bonariamente alla vecchia, avvolta nel sogno, che non può evocare i santi senza che questi, lassù, in paradiso, non siano pizzicati da santa invidia se viene chiamato l’uno piuttosto che l’altro. Cosa credi, anima mia in custodia, che i santi non abbiano carattere? Altrochè se l’hanno, un caratterino che non ti dico… Insisti? Vuoi San Francesco?… e sia!… plin plon, San Francesco in refettorio onirico, prego… Sulle note di Riz Ortolani le luci assumono colori vellutati e la scena s’impreziosisce, in soave rassegna, di costumanze e fattezze di attori animali, leone, lupo, farfalla, scimpanzè e per finire un delizioso panda.
 Poi, Lui, il frate dei frati, scivola in scena splendente di luce ascetica, con gli occhi al cielo e il cuore aperto ad ogni comprensione. “Cosa vuoi, sorella anziana?” “Desidero che proteggi i miei ragatti” “E che animali sono i ragatti?” “Gatti, scusa, ogni tanto mi lascio trasportare dagli affetti” “Gatti?... Un momento, qui c’è un equivoco, la mia santità ammaestra gli animali liberi e non certo gli animali domestici. Mi dispiace, sorella anziana, devi rivolgerti al santo giusto.”

 L’angelo custode è preso da forte imbarazzo e infine risolve il rischio di perdere le ali chiamando il giusto santo “Plin plon… plin plon, Sant’Antonio in refettorio onirico, prego…”
 Altra fantasia cromatica e altre mirabolanti costumanze ingrossano la scena in sembianze di attori criceto, mucca, cane, toro, galline e cavallo, e alla maestosità celestiale di Sant’Antonio Abate. “Sorella cara presta attenzione, a scanso di equivoco, io sono S. Antonio Abate e non ho niente da dividere e condividere con il mio omonimo di Padova, sia chiaro!” “ Certo, certo, santissimo, desidero che proteggi i miei gatti da un triste figuro che vuole fargli del male” “ Vediamo, vediamo un po’, vedo che i tuoi gatti corrono un grave pericolo, il triste figuro li vuole avvelenare con le polpette. Questo ho visto e questo ti ho detto. Scongiura il delitto, le polpette sono in giardino:”

Il pubblico è affascinato dall’atmosfera, gli attori animali e santi sfilano dalla scena guadagnando l’uscita per le quinte, la vecchia si sveglia. Un applauso spontaneo si manifesta come a voler suggellare un grazie del pubblico per la coinvolgente rappresentazione.
Mi sveglio anch’io e, nel ricordare la scena, mi accorgo di essermi lasciato andare a diverse digressioni rispetto a quello che si è visto; i lettori vorranno perdonarmi se nella recensione ho aggiunto qualcosa di mio. Una cosa è certa: la suggestione era tale e tanta che era impossibile non peccare e trascendere.
La vecchia maestra corre in giardino, trova il piattino con le polpette avvelenate e stizzita arrovella l’idea per la giusta punizione. Fa finta di mangiare anche lei le polpette, gridando ad alta voce “Ragatti, fatemi assaggiare una polpettina…sembrano così appetitose. Ragatti!”
Il vicino di casa sente le parole della vecchia e da dietro la quinta urla “No, signora, non lo faccia. Le polpette no! Sono avvelenate.” Bussa alla porta con disperazione. La vecchia lo fa entrare e lo prende subito di petto “Avvelenate? Brutto mascalzone, vigliacco, putrido animale immondo. Adesso chiamo la polizia.” Il vicino di casa comincia a pregarla di non farlo, le dice che è disposto a tutto pur di scongiurare la denuncia.
 La vecchia prende la palla al balzo e gli fa scrivere una dichiarazione “i gatti potranno visitare il giardino quando vorranno. Potranno stiracchiarsi al sole senza rischio alcuno per la loro incolumità e…e potranno fare anche i loro bisogni, se lo vorranno.” Il vicino, suo malgrado, scrive e sottoscrive.
 La vecchia si ammorbidisce e gli confessa che non potrebbe vivere senza i suoi gatti, sono la sua famiglia. Gli domanda perché li odia fino al quel punto e cerca di fargli accarezzare i gatti. L’uomo è recalcitrante, tuttavia si lascia convincere e tocca per la prima volta in vita sua i gatti. La sensazione è piacevole, comincia a prenderci gusto, continua ad accarezzarli, sono morbidi, dice senza balbettare, sono morbidi! Le paure si allontanano. La vecchia lo invita a pranzare con lei e… come ogni favola che si rispetti “Tutti vissero felici e contenti”.
Lo spettacolo è finito. Il pubblico applaude soddisfatto.

continua con la III parte                    clicca qui per la I parte

                                                               clicca  qui per la III parte

 

 

argomenti correlati
I raGATTI della Vecchia
di Anna Mauro

Personaggi:

La Vecchia

Circe, il raGATTO

Sciuscià, la raGATTA

Il Tizio cattivo

Il Pibigas

Il Garzone

L’Albero

L’Angelo

San Francesco

Sant’Antonio
Interpretati rispettivamente da:
Marisa Capone

Salvo Rubino

Alice Anselmo

Michele Molinelli

Davide Di Meglio

Claudio Mandalà

Maurizio Tusa

Clara Montalbano

Giulio Giardina

Francesco Vinci

Gli animali sono:

Silvana Sardina

Simonetta Genova

Giuseppe Cinà

Pietro Di Napoli

Patrizia Schiavone

Rebecca Ciani

Federica Cafiso

Dario Farina

Serena Mauro

Marta Modica

Marta Alabiso

Michela Inzirillo

M. Rosaria Mannella

Giovanni Mannella

Alessia Falsone

Giuseppe Maniscalco

Giulia Bruno

Scenografie e costumi di Valentina Raccuglia, Simonetta Genova

Allestimento di Marco Ferrazzi, Sonia Reina, Emanuela Di Meglio

Luci e fonica di Davide Velardi

Regia di Anna Mauro
 

LA PAGINA DEDICATA A
SPETTACOLO&CULTURA

PALERMO -“ CCA’ C’E’ SEMPRI U’ SULI ” - SOLE DI PASSIONE E D'ALLEGRIA
di Aldo Reina
....
per saperne di più