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CATANIA -
RASSEGNA DEDICATA AGLI ANTIEROI
Il 13 DICEMBRE alle 16 presso il Coro di notte dell'ex
Monastero dei Benedettini in piazza Dante a Catania, secondo
appuntamento con City of God, film del regista brasiliano
Fernando Meirelles

CATANIA
- Dopo il successo della prima giornata, il 5 Dicembre con la
proiezione di "Flags of our fathers", continua la rassegna
cinematografica dedicata agli ANTIEROI.
GIOVEDì 13 DICEMBRE alle ore 16 presso il Coro di notte
dell'ex Monastero dei Benedettini in piazza Dante a Catania,
secondo appuntamento con City of God, film del regista
brasiliano Fernando Meirelles. L'ingresso è gratuito
ANTIEROI - Uomini dal passo incerto, in preda a
tensioni ordinarie e straordinarie. Uomini, non modelli ideali
di comportamento, proiezioni dei nostri desideri e delle
nostre aspirazioni. Il cinema di consumo propone un
immaginario cinematografico di eroi, dalle grandi qualità
fisiche e morali, risoluti e sempre vittoriosi.
Primissimi piani da star, corpi aderenti ai canoni di bellezza
contemporanei, scelte effettuate al posto giusto nel momento
giusto: tutto è perfetto, ogni tessera si incastra.
L'uomo ama la perfezione, fa di essa lo scopo della sua vita.
La si chiami scienza, sentimento, filosofi a, religione.
Perfezione è completezza, e fine della storia. Una volta
perfetti, avremo esaurito il nostro bisogno di porre delle
domande in continuazione. La ricerca della perfezione è invero
il tentativo di sfuggire alla condizione umana, alla nostra
umanità. E' il tentativo di non aderire alla realtà. Gli eroi,
per quanto perfetti, non sono reali. E il cinema può scegliere
un'altra via. Può scegliere di guardare il mondo da una
prospettiva antieroica, mettere a fuoco l'uomo nel suo eterno
confronto con la realtà.
La scelta dell'antieroe è il rifiuto del modello perfetto.
L'antieroe
suda, talvolta è goffo, aggressivo o impacciato, si muove in
contesti che richiedono un reale adattamento alle loro
caratteristiche: i suoi piedi sono ben saldi in terra.
L'antieroe è un soldato che ha nostalgia di casa, in guerra
senza bandiere o amor patrio (Doc e Saigo - Flags of our
fathers e Lettere da Iwo Jima), un attore-artista che si
prende troppo sul serio e suscita ironia (Kristoffer – Il
grande capo); un uomo che cerca di uscire silenziosamente
dalla deprivazione sociale ed economica del luogo natio (Buscapé,
Città di Dio – Giovanni e Pietro, Così ridevano), dalla noia e
dalle convenzioni del quotidiano (Ed Crane – L'uomo che non
c'era) o dalle gabbie della depravazione e del vizio (Il
cattivo tenente). Nel caso più estremo, l'antieroe non sa
nulla, è un uomo senza passato, privo della sua memoria e
costretto al confronto continuo con una nuova realtà (L'uomo
senza passato).
Una lettura antieroica resta pur sempre una lettura parziale,
come ogni forma artistica. Ma, contrariamente all'eroismo
ideale e gratuito, può rivendicare la sua aderenza alla realtà
e negoziare significati "umani" con lo spettatore. E' un
cinema imperfetto, come l'uomo. Un cinema umano.
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