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Il Barbone di Partanna : l’espressività al di là della
narrazione
di Giovanna la Bua

PALERMO - Ricerca profonda sull’emarginazione e
attenzione per i sentimenti della gente, per le loro
sofferenze e speranze, lo spettacolo “Il barbone di
Partanna” si colloca come specchio delle estreme condizioni
umane.
Dodici mendicanti sul palco, protagonisti della piéce
teatrale e commovente testimonianza del dramma silente che
tocca ogni società. Lo spettatore, condotto per mano
attraverso la fitta trama tessuta dagli intimi sfoghi di
ogni singolo personaggio, assiste, si identifica e si
affeziona ai personaggi, ognuno interprete di una personale
storia.
“Cerco un uomo” ripete Diogene (Francesco Vinci);
“bevo per necessità” confida Guischi, (Savo Rubino)
mentre conforta i suoi compagni di avventura e terrorizza i
tecnici di scena (Matteo Coffaro, Elisa Celano, Giuseppe
Stancampiano); “sata, sata” urla Bebè (Simonetta
Genova) con ossessione alla sua bambola.
La solitudine, la paura ed il senso di abbandono aprono
dunque il dramma che si esaurisce nella solidarietà tra
i barboni, in una calorosa condivisione di umanità e
conforto dietro canti di unione e note malinconiche.
Un’ apologia del disagio, una vita o tante vite
condivise da durezza, alcool, storie vissute e fantasie
psichiche che si fanno strada attraverso la parola, la
musica e la gestualità anche degli altri straordinari
interpreti (Giulio Celano, Totò Borgese, Benedetto
Raneli, Pinella Barone, Antonio Ribisi La Spina, Maria
Teresa De Sanctis, Giuseppe Vacca, Daniela Melluso, Sandra
Zerilli).
La scena passa lentamente dall'ironia al dramma, dalla vita
alla morte in un'alternanza di sensazioni e sentimenti che
necessitano di un corpo per esplodere. Sarà la barbona
Ariel (Gabriella Lupinacci) a dipingere di fatto sulla
scena, con la voce ed il corpo, oltre che con i colori
reali, tutta la gamma dei sentimenti umani: la tenerezza, la
paura, la gioia, l'angoscia.
Lo spettacolo è un perfetto amalgama di ciò che la
regista siciliana Anna Mauro ha voluto esprimere
attraverso il suo creare: la ricerca di una espressività che
vada oltre la narrazione e le parole. Osservatrice acuta ed
attenta della società contemporanea, Anna Mauro, cerca la
strada dell'arte per dare voce agli invisibili e mettere in
luce contraddizioni, fallimenti, smarrimenti ed equivoci di
un'epoca che aliena ed inganna continuamente, dietro la
facciata del progresso e del successo.
Ancora una volta, la regista ha dedicato il suo
impegno per sostenere il teatro e la cultura in senso lato
con dedizione ed entusiasmo, dando spicco e spazio ad un
cast di attori professionisti di alto valore interpretativo.
Eccellente anche la direzione artistica di Mario Pupella,
sapiente e veterano attore e regista, direttore della scuola
di teatro del Crystal, consapevole che non occorre guardare
lontano per trovare la freschezza di un'ispirazione onesta e
autentica, ma che al contrario, la nostra terra, è generosa
di esperienze, nell'arte e nella vita.
L'apposito conto corrente aperto dal
Banco di Sicilia (UniCredit Group), a cui e' gia' possibile
contribuire con versamenti per le vittime e i superstiti
dell'alluvione di Messina:
c/c n. 350350350 intestato a: "Vittime
alluvione in Sicilia" (Codice Iban:
IT54R0102004600000350350350)
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