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PALERMO - Grande successo per il Barbone di Partanna di
Anna mauro
rappresentato al Teatro Crystal di Palermo con la
Direzione Artistica di Mario Pupella
di Enza Garipoli

PALERMO - Ancora un successo, decisamente annunciato,
per il Teatro di Anna Mauro, l'autrice siciliana che sabato
e domenica scorsi ha portato sul palcoscenico del Teatro
Crystal il suo dramma in un atto unico "Il Barbone di
Partanna", da lei stessa diretto.
Dalla standing ovation agli applausi calorosi il pubblico,
completamente coinvolto dall'evento che prendeva corpo e
vita grazie ad attori di rara levatura, non è stato avaro di
consensi. Il cast, infatti, composto da 18 interpreti scelti
per l'occasione dalla nostra autrice e regista, ha
interpretato in maniera corale il dramma incentrato sul
"barbone" che e' in ognuno di noi. Ogni personaggio ha
evidenziato un mondo a se' stante, in cui le miserie
estreme, che affliggono e torturano l'essere umano, hanno
scolpito i vari caratteri: dalla lucida follia alla
rassegnazione alla tragedia.
In vari servizi a parte dedicheremo ampi spazi a tutti
gli attori del "Barbone", che hanno saputo emozionare e
catturare gli innumerevoli estimatori delle opere di Anna
Mauro, un'autrice di estrema attualita' la quale, partendo
da Palermo riesce ad arrivare al cuore del mondo.
Una citazione particolare per la suggestiva scenografia
realizzata, con Simonetta Genova, dalla pittrice
Gabriella Lupinacci, che ha anche interpretato l'intensa
e leggiadra Ariel.
Durante lo spettacolo abbiamo anche assistito ad un
procedimento di pittura in diretta da parte della stessa
Lupinacci durante la struggente "danza di Ariel".
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"Per la prima volta a Palermo, la regista attua un’operazione
coraggiosa che coinvolge professionisti dalla provenienza
più disparata: attori di prosa, di cinema, di cabaret,
danzatori, musicisti e la pittrice Gabriella Lupinacci che
incanta con la sua narrazione corporea e firma la
scenografia con i suoi colori, insieme a Simonetta Genova."

GABRIELLA LUPINACCI E' ARIEL
Personaggi e Interpreti
Surdìa è… Totò Borgese
Tarpa è… Benedetto Raneli
Guischi è… Salvatore Rubino
Barbie è… Pinella Barone
Tortoise è… Antonio Ribisi La Spina
Apelle è… Maria Teresa De Sanctis
Bebé è… Simonetta Genova
Diogene è… Francesco Vinci
Cicca è… Giuseppe Vacca
Catena è… Daniela Melluso
Mimì è… Sandra Zerilli
Ariel è… Gabriella Lupinacci
Il Regista è… Giulio Celano
I Tecnici sono… Matteo Coffaro, Elisa Celano, Giuseppe
Stancampiano
Le Scenografie sono di Gabriella Lupinacci e Simonetta
Genova
Audio e Luci sono di Giovanni Russo
Le tele di Gabriella Lupinacci: il Caos e il Dolore…
Le due tele di sei metri che adornano la scena sono
create dalla pittrice Gabriella Lupinacci con tecnica mista,
utilizzando un contrasto rosso/nero che risulta suggestivo
oltre che inquietante. Si intuisce la presenza di sagome
umane e frammenti architettonici che alludono alla
frantumazione dell'identità individuale e all'attesa di
ricostruzione di un mondo sismicamente devastato. Un mondo
che rappresenta non solo la Sicilia, ma anche l'Io che
aspira a raggiungere l'infinito e ricostituire la sua unità.
Estratto dalla brochure di sala
‘Signore e signori, la rappresentazione di stasera è
stata annullata.’ I tecnici stanno smontando la scena perché
il teatro è stato occupato dai barboni invitati ad assistere
a questo spettacolo, organizzato per loro a scopo di
beneficenza. Che individui sono questi? Senza dignità? Che
vita è la loro? Una vita apparentemente priva di senso: il
loro corpo compie gesti incomprensibili, ossessivi, assurdi
- significanti di un significato rimosso e ricacciato nei
più reconditi anfratti dell’anima. Un conflitto, un trauma
altrimenti rimosso: infanzia negata, amore negato, maternità
negata, emozioni negate. Chi è di preciso IL BARBONE DI
PARTANNA? È il barbone dentro di noi, quello che tutti noi
potremmo diventare se solo ci capitasse di romperci in mille
pezzi e non ritrovarne più nessuno. Perché sai, spettatore,
“ti putissi capitari puru a tia” anzi, peggio, ” ci putissi
capitari a to’ figghiu…”. Senza retorica, senza ostentazione
del dolore, ma con l’usuale divertita leggerezza con cui la
regista affronta temi di questa importanza, IL BARBONE DI
PARTANNA dà voce a chi si è smarrito, a chi è stato
emarginato, a coloro che sono stati travolti dagli eventi
della vita e ciononostante non hanno perso la loro fierezza.
Il barbone che Anna Mauro ci presenta lo ha un passato: il
suo vissuto è seppellito sotto le coperte, ma basta una
piuma per farlo riaffiorare. È restio a parlare di sé, ma se
ci si avvicina nel modo giusto si schiude, raccontando la
sua storia. Non ha perso la dignità, anzi spesso ha scelto
la sua condizione proprio per non avere accettato di
scendere a compromessi. Non è una persona incapace e
fallita: spesso istruita, creativa, con un’intelligenza
troppo vivace che le ha fatto vivere gli eventi della vita
in maniera più intensa. Simbolo di tutti i barboni, Ariel
dipinge con la voce e con il corpo tutta la gamma dei
sentimenti umani (di quell’Uomo che il barbone Diogene cerca
senza trovarlo): la libertà, la rabbia, la paura, la gioia,
il dolore, l’amore per l’arte e la natura. Cos’è allora IL
BARBONE DI PARTANNA ? Un viaggio di esplorazione fra coloro
che hanno chiuso con il mondo, che dal mondo si proteggono
con una coperta. Certi ipocriti benefattori o ricchi
frequentatori di teatro che a loro volta si fanno scudo con
lussuose pellicce, disprezzano i barboni perché essi mettono
a nudo le loro debolezze. Ma se, come sostiene l’Autrice, il
teatro è la voce degli invisibili, l’idea è che tu,
spettatore, uscendo dalla sala e incontrandone uno, sospenda
il giudizio, e ti chieda: cosa si nasconde dietro quella
coperta? (Simonetta Genova)
L'apposito conto corrente aperto dal
Banco di Sicilia (UniCredit Group), a cui e' gia' possibile
contribuire con versamenti per le vittime e i superstiti
dell'alluvione di Messina:
c/c n. 350350350 intestato a: "Vittime
alluvione in Sicilia" (Codice Iban:
IT54R0102004600000350350350)
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