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PALERMO - LA SEMENZOLOGA di Anna Mauro
Teatro dal vero: SULLA SCENA OLTRE LA SCENA
di Aldo Reina
18 aprile 2006



Nella foto: il cast al completo de LA SEMENZOLOGA

PALERMO -  La Semenzologa di Anna Mauro è ripresentata a grande richiesta.
Viene da domandarsi del perché di tanto successo.
L’Opera nasce come monologo cabarettistico; l’Autrice, per la prima volta, scrive a misura di talento per Agostina Somma, con l’intento di esaltarne le peculiarità artistiche.
Ricama il testo con filo d’ironia, affonda l’ago con gesto sarcastico, volteggia nel disegno fino ad evocare arabeschi tipici della nostra terra, colori e coloriture calde, pittoresche, linguaggio di borgata, familiare, realtà ataviche che tracciano la nostra discendenza culturale, schizzi irriverenti e parabole di passione quotidiane.
L’Autrice racconta la vita delle tante Agostina, venditrice di calia e semenza per virtù di discendenza, riuscendo a traslare il carattere antico del vero siciliano, svelandone le contraddizioni, le frustrazioni, la comicità insita nei paradossi, il travaglio profondo coevo ai tempi moderni.
Fin qui la prima stesura. Ulteriore prova di intelligente rappresentazione emulativa. Tuttavia l’Autrice capisce che manca ancora qualcosa per affrancare il Testo dal Cabaret classico e farne una Commedia.
La prima idea arriva con l’invenzione dello Specchio-attore: alter ego riflesso del bisogno di introspezione, pozzo da cui attingere i sogni e scaricare le paranoie, riflesso cui raccontare la propria vita.
La seconda idea con l’invenzione registica di rendere visibile il monologo attraverso quadri di racconto che rendono tangibili le evocazioni, in un gioco delle parti esteso ai variegati aspetti parossistici.
Agostina Somma, la protagonista, ha così modo di far rivivere la vita del personaggio rappresentato attraverso un corollario di frammenti temporali che raccolgono le vicissitudini della propria esistenza e con il supporto di attori che, nel sostenere ruoli di maniera, invero s’affermano come compagni d’avventura.
In questa definitiva versione la Semenzologa diventa “La Semenzologa & Company”, da cabaret diviene commedia.

C’è da dire, preliminarmente, che l’attuale Aula Universitaria, ex Cinema Edison, non è un vero e proprio Teatro, è sprovvisto della caratteristiche tecniche ed ambientali: manca il sipario, la profondità di scena, di un impianto luci adeguato. E’ tuttavia la semplice e striminzita ribalta dove gli attori si esibiscono non arreca nocumento alla conclamata corposità del testo.

La prima scena si apre nella penombra. Lo Psichiatra (Francesco Vinci), con enfasi professionale, arringa Agostina (Agostina Somma) circa la terapia da seguire per superare lo stato depressivo. Le consiglia di acquistare uno specchio gigantesco da piazzare in casa, cui riversare le proprie fobie, con cui trovare una sponda di dialogo per dare sfogo alle preoccupazioni, evocare il passato, ricostruire la sua storia, attraverso cui accettarsi e ritrovare l’amore per sé stessa per svincolarsi dal malessere.
La specchioterapia, nella seconda scena, assurge nell’assurdo. Lo Specchio (Gino Bonanno) si materializza e lo spettacolo s’incanala nei rivoli del divertimento puro. Lo Specchiopersonaggio non è un semplice riflesso imitativo, prende consistenza, ha personalità a sé stante. Lo Specchio dialoga, con un linguaggio mugolante, quanto mai eloquente dal punto di vista espressivo, contrasta, si svincola, partecipa, vive e fa vivere ad Agostina la vita da una prospettiva prodigiosamente comica.
Si affastellano, così, i vari personaggi, il monologo diventa recitazione pura attraverso l’avvicendarsi dei quadri di memoria. Agostina rimodella le proprie disgrazie dispiegando le scene di vita in mescolanza esilarante. Entrano in scena in sequenza:
il Naturopata (Salvo Rubino) - straordinario l’affiatamento fra i due attori – che fa salire livello di comicità e stimola le prime risate: il Popata vegetariano si scontra con il primo chakra otturato e la natura irreversibilmente carniana di Agostina; e poi altre gags con il Geometra del comune (Filippo Minneci), la Studentessa (Sonia Saladino), la Dietologa (Alice Anselmo), la Madre (Maria Teresa Ricotta), le Stracchiole di Brancaccio (Marilia Chiovaro – Silvana Sardina – Rosalia Barravecchia – Caterina Giardina - Pinella Barone), il dermatologo (Maurizio Tusa), la Maestra (Marisa Capone), il Chianchiere (Giuseppe Cinà), il Dentista (Michele Molinelli), l’Oculista (Stello Pecoraro), la Direttrice Cazz’art (Simonetta Genova), il Gruppo della Repubblica Ceca (Ilenia Nuccio – Alexia Oddo – Angelo Cimino – Alice Di Caccamo – Giovanna Vinci),
Insomma un’infinità di personaggi che offrono plasticità allo scenario, varietà di situazioni spassose in estensione di farsa esilarante.
Ragguardevole la resa comica di ogni singola scena, grazie alla perizia recitativa di ogni singolo attore.
Da rimarcare la notevole bravura di Gino Bonanno (lo specchio), Arlecchino e clown, duttile e corposa la sua recitazione con punte di istrionismo irresistibili; di Francesco Vinci, perfettamente aderente al personaggio dello psichiatra, con grande abilità apre la scena e ne traccia il prosieguo; di Salvo Rubino, naturopata per antonomasia, grande energia, mimica e giocosità al massimo livello nell’esprimere il personaggio.
Dulcis in fundo Agostina Somma, di bravura indiscutibile ha retto la scena con maestria, eclettismo, ha un grande istinto comico e la sua recitazione è stata talmente convincente che in alcuni frangenti della commedia sembrava addirittura che la sua non fosse recitazione ma un rappresentarsi. Il momento più alto, a testimonianza che ci troviamo di fronte ad un’attrice di rango, l’ha espresso nel monologo finale, quando, dopo tante risate regalate alla platea, ha saputo anche suscitare forti emozioni.
Lo spettacolo ha avuto un successo enorme.

Anna Mauro, qual è stata la scintilla che ti ha spinto a scrivere la “Semenzologa”?
- L’ottima riuscita del personaggio della semenzara in una mia precedente Commedia “Figlio di un dio burlone” -
Perché Agostina Somma?
- Perché possiede delle dote istintive, mimiche ed espressive che ne fanno un vero animale da palcoscenico -

Agostina Somma, cosa rappresenta per te la Semenzologa?
- Il riscatto di tutte quelle donne che a fatica combattono contro le ingiustizie dovute alla loro povera condizioni sociale. Di quelle donne che con mille sacrifici vendono il coppitiello di calia e semenza per affermare il diritto all’esistenza, con grande dignità. -


Ho notato che alla fine ti sei emozionata
- Sì, è vero, mi sento particolarmente legata a questo personaggio. Nel monologo finale non riesco a trattenere le lacrime. Questa donna che osa chiamarsi Semenzologa perché tutti i mestieri importanti finiscono in oga, questa donna, dai grandi valori morali, trova riscatto quando si accorge che la sua figura ha rilievo persino in una commedia e si convince che anche lei è importante, che non è un rifiuto della società. Ecco, questo momento di consapevolezza va oltre la recitazione, lo vivo profondamente e per questo non posso fare a meno di emozionarmi. -

"Album" di sensazioni dedicati a Marilia

La serata è fresca, sembra promettere bene.
Alle otto e mezza (20.30 per i raffinati) la tensione si taglia a fette e non solo: Giuseppe è alle prese con un bel tocco di musso, coltello alla mano e vino nel gargarozzo.
Comincia l’animazione, meglio dire zuffa, nel casino meditato più totale. Angolo mercatino: colore, curtigghio, strafalare a tignitè, prezzi drogati. Fra pisciappes, guepierres, calzette e mutande Caterina, Rosalia e Silvana si esibiscono con grazia sopraffina. Emulano volgarità ma non smarriscono la scorza di gran Signore (Bravissime).
Intanto Giuseppe, già bello e collocato, offre agli astanti quel che resta del musso, con gran generosità e slancio (con la barba impanata).
Maria Teresa corre a destra e sinistra, squittisce “babbaluciii” ma per il momento sembra che la merce offerta non trovi apprezzamento. (Deliziosa).
Gabriele, Ilenia e Simona, impettiti e inflautiti, suonano la melodia in sol be molle assordable. Sono belli i ragazzi, seri, sembrano usciti dal conservatorio (Stonati e professionali)
Filippo, il geometra del comune, si annaca fra le mura, con carpetta regolamentare e residuo di musso fra i denti (con nonchalance municipale).
Una voce rotolante offre mafalde cauvure e ova cotte (ciruse in realtà). Non sta fermo un minuto, Salvo II, su e giù per le scale, panaru e simpatia coinvolge e pazzia (Rutilante).
Poi uno strano figuro, simpatico in verità, con divisa da polentone, pantaloncini e maglietta rossigna, macchina fotografica a dimensioni di oggetto contundente e breviario di traduzione simultanea siculo-leghista e viceversa, si affaccia alla ribalta, pardon in scalinata prospiciente al teatro. E’ convinto e convince, sfruculia su tutto e su tutti con sketc estemporanei (una vera macchietta).
Le persone entrano, rimangono perplessi (verità o finzione?), esitano, si rilassano, cominciano a pistiare e alla fine si stracatafottono.
D’improvviso l’aria viene lacerata da un urlo “Al ladro, al ladro”, c’è un attimo di panico: Sonia, con perizia truffaldina, ha rubato la macchina fotografica al sig. Brambilla e s’invola come una libellula per le scale, seguita tragicamente dal settentrionale (uno spasso alla Ridolini).
Spettacolo in antipasto, ma ancora deve iniziare la portata più prelibata.

Bene, ci siamo, e ci siamo sì tutti dentro l’angusto locale, stretti come sardine in sudore ed eccellente stato d’animo.
Gli ultimi momenti frementi e la luce si spegne: inizia lo spettacolo.

Aldo

 

 

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PALERMO - La Semenzologa & Company
Opera di Anna Mauro
con Agostina Somma & Company
07-04-2006 - ore 21:30 – Aula Universitaria - ex Cinema Edison

Opera cabarettistica di Anna Mauro con: Agostina Somma, Gino Bonanno, Francesco Vinci, Salvo Rubino, Filippo Minneci, Maurizio Tusa, Giuseppe Cinà, Maria Teresa Ricotta, Alice Anselmo, Simonetta Genova, Marilia Chiovaro, Rosalia Barravecchia, Silvana Sardina, Caterina Giardina, Pinella Barone, Sonia Saladino, Ilenia Nuccio, Gabriele Impresario, Alessia Messina, Aurora Furma, Alfredo Furma, Vittoria Pupella, Adriana Barravecchia, Federica Renda, Vincenzo Taormina, Maurizio Lo Cicero, Denny Rotolo, Michele Molinelli, Marisa Capone.
Scenografie di Marco Ferrazzi
Allestimento di Sonia Reina
Luci e Suono di Davide Velardi
Regia di Anna Mauro


 


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