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PALERMO - LO SPETTACOLO DI VARIETA' "SKET...CIU'!":
UN CONTAGIO DI ALLEGRIA
di Aldo Reina
13 novembre 2006


DUE PICCOLI PROTAGONISTI DEL  CONTAGIOSO SPETTACOLO DI ANNA MAURO

PALERMO - Già nel titolo l’opera cabarettistica di Anna Mauro scompone l’idea teatrale. Se lo starnuto, infatti, è di per sé sgradevole, basta aggiungere una semplice parolina magica,“sket”, combinata a “ciù”, che d’incanto si propaga un contagio di allegria liberatoria.
Lo spettacolo è congegnato in una serie di quadri tematici senza soluzione di continuità che hanno come filo conduttore le interferenze comiche, piuttosto che scellerate, della vita quotidiana.
Ridere dei propri malesseri esistenziali è la terapia più intelligente per temperare le paure, affilare nel ridicolo le nostre frustrazioni, i nostri malcontenti, è balsamo per il nostro umore, pungolo salutare per il nostro stato d’animo.
Vedendo lo spettacolo si è portati a pensare che l’autrice-regista Anna Mauro abbia scritto le parti a misura degli attori, tale e tanta è la naturalezza con la quale questi si esprimono in scena, agevolmente connaturati nei personaggi e nelle situazioni sceniche.
La gamma delle gags comprende prevalentemente appunti di vita di ogni giorno e si estende all’immaginario collettivo della casalinga, degli studenti, dell’impiegata e persino dei cannibali non del tutto civilizzati, in un’ottica politica minimalista, per certi versi ahinoi rispondente alla realtà, dove l’uomo qualunque riversa il peso delle proprie depressioni, della propria cronica insoddisfazione, al potere tout court e a chi lo rappresenta.
Una parodia, quindi, che non può esimersi dall’analizzare l’incidenza sociale che determinati programmi televisivi di rilevante audience hanno sul comportamento del popolo televisivo.
La valenza dello spettacolo si eleva laddove la caratterizzazione di questi “teatrini” non si limita a solleticare puro divertimento, ma si allarga a riflessioni invero profonde circa la qualità della vita, le mode, e addirittura al modo di pensare che la stragrande maggioranza dei mass media ci impongono. La parodia diventa speculare, la risata si modella in una sorta di identificazione, critica ed autocritica che divarica il discernimento interpretativo e affranca dai condizionamenti.
Ogni recensione che si rispetti deve analizzare le varie parti dello spettacolo, il più e il meno, il momento teatrale di maggior effetto e quello di minore efficacia, qui confesso di aver recepito un livello qualitativo costante, lo spettacolo piace nella sua totalità, come un mosaico composto da tante tessere creative che definisce compiutamente il proprio corpo teatrale solo alla fine dell’ultima sequenza scenica.
Il Carrozzone apre, dunque, al meglio la propria stagione teatrale con un testo vivo e frizzante, con l’affermazione di un cast di attori di tutto rilievo, dove ognuno è integrato nel complesso, dove è palpabile l’armonia del gruppo, il piacere di recitare e di stare insieme.
Filippo Minneci e Maria Teresa Ricotta impersonano il secolare conflitto fra moglie e marito, recitano con disinvoltura e consolidata bravura, il loro recitativo è ben assortito, l’uno saetta freddure taglienti quasi di stampo anglosassone, l’altra esibisce una comicità irresistibile; sono gli attori che attraversano in presenza scenica tutte le fasi dello spettacolo.
Alice Anselmo e Salvo Rubino nel “Il mio uomo” si sbizzarriscono, in linguaggio e gestualità, nell’esaltare con brio l’ipotetica concordia e sintonia della coppia perfetta. Il “pezzo” è abbastanza sofisticato, proprio per questo originale e di grande effetto.
Francesco Vinci decanta la scuola di sesso, evoca gli imbonitori alla millionaire con buona presenza scenica e grande personalità attrattiva.
Simonetta Genova, l’insegnante californiana di sex appeal, merita un discorso a parte. Al di là delle ormai conclamate qualità artistiche dell’attrice, impressiona la capacità di immedesimazione nel personaggio, tanto che in scena è perfettamente compenetrata nel ruolo: lei è Sally, americana giunonica e prosperosa con accento americano e movenze decisamente sensuali. Esilarante lo sviluppo dello schetck con le “allieve” casalinghe.
“Uomini e Donne” apre alla parodia vera e propria. Felice la scelta dei personaggi: la tronista giuliva, il burino, il megalomane, il gay, il mattatore …, un vasto campionario di superficialità, finzione, esibizione: l’esaltazione del nulla. Assolutamente inaspettata la bravura degli attori Giulio Giardina, Clara Montalbano, Claudio Mandalà, Davide Di Meglio, Massimo Casino, freschi e attendibili nelle varie caratterizzazioni, inoltre per essere all’esordio teatrale hanno dimostrato un notevole talento.
Michele Molinelli interpreta, con buona approssimazione, l’uomo di mezza età pantofolaio che alla sera si piazza davanti al televisore e facendo zapping da un canale all’altro scarica stress e tensioni criticando pesantemente ogni tipo di trasmissione. Alla fine trova quello preferito: un programma hard. Buona l’atmosfera creata e i rilievi psicologi attestati.
Marilia Chiovaro, altra attrice storica del Carrozzone, in questa opera è impegnata in diversi ruoli, dalla sfigata alla mamma dei bambini di borgata (Federica Cafiso e Dario Farina), ma si supera nell’interpretare il monologo degli “Scaracchialchic”. Il testo non è dei più semplici e la Chiovaro dimostra una grande crescita artistica, soprattutto da un punto di vista tecnico.
Lo schetch della “Scuola” riapre al divertimento puro. Un deja vu che rievoca memorie goliardiche condivise, con un’ottima interpretazione di tutti i ragazzi, in particolar modo di Davide Di Meglio che in questa scena ha la possibilità di esibire tutta la sua vena clownesca. Da segnalare, inoltre, l’ottima prova di Pinella Barone, perfettamente calata nel personaggio dell’insegnante ignorante motteggiata dagli studenti.
Silvana Sardina, nell’impiegata Siae, interpreta il ruolo con puntuale rispondenza e buon realismo. In questa scena si ha modo di apprezzare anche la buona recitazione di Katia Russo, nel ruolo della poetessa incompresa, e di Alfredo Furma nel ruolo del plagiatore di Dante.
La colonna sonora del Titanic introduce alla scena dei cannibali. Questi, grazie al naufragio, si ritrovano con una buona scorta di “viveri” e ringraziano Dio per aver concesso loro il cibo quotidiano. Lo sketch, naturalmente, è una satira mordace che banalizza il rapporto degli indigeni con i missionari. La scena è ben proposta dagli attori Giuseppe Cinà, Caterina Giardina e Rebecca Ciani, anche se si avvertono alcune carenze interpretative che intuitivamente lasciano ampi margini di miglioramento per una successiva riproposizione.
“La giustizia”, altro quadro satirico di forte impatto. La brava Irene Ponte inscena la Giustizia, agghindata a donna dai facili costumi viene schernita dal popolo per essere venuta meno al principio di imparzialità. La metafora è chiara quanto pesante, un coup de theatre di grande suggestione.
Salvo Rubino trova terreno fertile per il suo talento nello schetck “Autobus”. Ben coadiuvato dalla brava Marisa Capone, spalla ideale, si esibisce in maniera magistrale con tutta la verve di cui è capace. Un exploit che riesce a coinvolgere il pubblico, rapito dalle sue movenze, dai suoi timbri vocali, dal suo grande carisma istrionesco.
Lo spettacolo chiude con la scena “Dal dottore”. Qui viene esaltata la comicità di gruppo (Maurizio Tusa – Michele Molinelli- Filippo Minneci – Maria Teresa Ricotta)
la composita formazione recita in sinergia con effetti esilaranti, grazie anche ad una certa estemporaneità di accenti.
Le ultime notazione riguardano l’oculata scelta delle musiche, gli ottimi ballerini Paolo Lombardo e Federica Catalano, il simpatico ed efficace cambio scena effettuato da Valentina Raccuglia e Sonia Reina, le belle voci di Alfredo e Aurora Furma, l’impeccabile gestione della fonica e delle luci da parte di Davide Velardi, la scenografia della stessa Valentina Raccuglia, l’allestimento di Marco Ferrazzi e Emanuela Di Meglio

Infine, Anna Mauro, dalla cui mente tutto è nato e il tutto è stato assemblato. Sono ben felice di rimettermi al giudizio del nostro direttore Enza Garipoli: “… alla vulcanica e mitica Anna Mauro che, oltre ai pregi artistici ed umani, oramai è come la Nutella!!! guai se non l'avessero inventata!”.


 

 

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28 ottobre 2006
Sket... ciù
Due parole di Aldo Reina

"Buongiorno a tutti, vorrei lasciare alcune impressioni ricevute durante lo spettacolo "Sket...ciù!". In primis non mi aspettavo una linea di continuità fra i vari quadri, Anna in questo senso è stata brava, e non immaginavo fosse così gradevole. In genere quando ci si diverte si lievita in allegria, ecco: questo è l'esatto stato d'animo in cui mi sono trovato. Ho apprezzato, in particolare, la cura con cui lo spettacolo è stato inscenato, la vivacità caricaturale dei giovani attori, la professionalità ormai consolidata dei cast del "Carrozzone", la freschezza del testi, con alcune battute veramente irresistibili, e altro ancora... che mi conservo per lo spettacolo di sabato prossimo in vista di una recensione più dettagliata. BRAVI, BRAVISSIMI !!!!

Sul palcoscenico noi, con le nostre ridicole manie, il buon senso allo stato grezzo e i comici malintesi. E poi la politica, la televisione, la falsa religiosità; le mode nuove e quelle dure a morire, entrambe superficiali e rassicuranti per i più.

SKET . . . CIU’! non è solo un’irritazione per le ingiustizie della vita, ma soprattutto una grassa risata alla vista dei comportamenti (altrui?), una risata infettiva che contagerà tutto il pubblico.


SKET...CIU’!
Testo di Anna Mauro
Scenografie di Valentina Raccuglia
Fonica e luci di Davide Velardi
Allestimento di Marco Ferrazzi, Emanuela Di Meglio

Interpreti: Filippo Minneci, Maria Teresa Ricotta, Alice Anselmo, Giulio Giardina, Francesco Vinci, Simonetta Genova, Silvana Sardina, Michele Molinelli, Pietro Di Napoli, Salvo Rubino, Marisa Capone, Marilia Chiovaro, Clara Montalbano, Claudio Mandalà, Davide Di Meglio, Sara Lucido, Pinella Barone, Katia Russo, Alfredo Furma, Aurora Furma, Vittoria Pupella, Paolo Lombardo, Federica Catalano, Sonia Reina, Dario Farina, Federica Cafiso, Maurizio Tusa, Irene Ponte, Rebecca Ciani

Regia di Anna Mauro
 

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PALERMO -“ CCA’ C’E’ SEMPRI U’ SULI ” - SOLE DI PASSIONE E D'ALLEGRIA
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