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CATANIA -
Vitaliano Brancati nel centenario della nascita
L’omaggio della città etnea ad uno dei suoi figli più illustri
in occasione del centenario della nascita
di Maria Valeria Sanfilippo

CATANIA
- In occasione del centenario della nascita di Vitaliano
Brancati a “Le Ciminiere” è stata inaugurata da Anna Proclemer
e dalla figlia Antonia la raffinata Mostra “Dalla Sicilia
all’Europa l’Italia di Vitaliano Brancati”. Una splendida
occasione culturale a cui ha fatto da cornice un pubblico
d’eccezione, con Giorgio Albertazzi, autorità, intellettuali,
studenti.
La Mostra (e il relativo catalogo riccamente
illustrato), promossa dall’assessore provinciale alle
Politiche Culturali Serafina Perra e dall’Apt, nell’ambito di
Etnafest, con la collaborazione dell’Istituto di Storia dello
Spettacolo Siciliano, e curata da Sarah Zappulla Muscarà e
Enzo Zappulla, mette a fuoco l’itinerario esistenziale (i
genitori, il fratello Corrado, la moglie Anna Proclemer, la
figlia Antonia), ed artistico del grande scrittore siciliano,
restituendo nell’elegante allestimento di Checco Rovella, uno
straordinario universo creativo e spettacolare insieme
raccontato attraverso linguaggi di diversa densità artistica.
Un copioso materiale documentario, in gran parte
inedito, multiforme e intrigante: manoscritti, copioni,
fotografie e giornali d’epoca, materiale pubblicitario,
caricature, locandine e gigantografie cinematografiche. Una
ricca galleria di cimeli cinematografici, in cui si stagliano
personaggi-cult, che hanno fatto la storia dello spettacolo:
Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Giancarlo Giannini,
Turi Ferro, Silvana Pampanini, Gino Cervi, Totò, Aldo Fabrizi,
Michéle Morgan, George Sanders, Henri Vidal e molti altri.
Riaffiorano, in tal modo, nomi di artisti ormai cristallizzati
nell’immaginario collettivo, ma anche di addetti ai lavori
(autori, registi, sceneggiatori, critici, giornalisti) a volte
ingiustamente obliati, nonché trasposizioni cinematografiche
di opere brancatiane quali “Il bell’Antonio”, “Paolo il
caldo”, “Don Giovanni in Sicilia”, “La governante” e molti
altri film in cui il Nostro ha collaborato al soggetto o alla
sceneggiatura, non di rado in tandem con Ercole Patti, altra
“gloria” siciliana. Emergono, altresì, particolari sfiziosi,
che mostrano aspetti inediti dei due intellettuali isolani,
come il cimentarsi in cucina per preparare manicaretti agli
amici o il sottoporsi a caricature. Ercole Patti, Francesco
Guglielmino, il suo maestro, Emanuele Giardina, Enzo Maganuco.
E ancora gli editori Valentino Bompiani, Giulio Einaudi, Vito
Laterza. Presenti carteggi di estremo interesse con
Giuseppe Antonio Borgese, Leonardo Sciascia, Luchino Visconti,
Eugenio Montale, Benedetto Croce, Luigi Russo, Sarah Ferrati,
Orazio Costa, Paolo Grassi, Luigi Chiarini, Arrigo Benedetti,
Ignazio Silone, per ricordare solo alcuni nomi. Preziosa la
funzione delle carte d’archivio e del materiale iconografico,
che danno visibilità a eventi quotidiani e d’eccezione
riconfermando lo stretto rapporto fra scrittori e produzione
artistica, fra mondo sociale e mondo testuale.
La mostra ricostruisce in tal modo un’intera stagione
letteraria di notevole interesse, documentata anche attraverso
bellissime prime edizioni, oltre che di Brancati, di Capuana,
Verga, De Roberto, Pirandello, Martoglio, Patanè, Villaroel,
Centorbi, Aniante, Pettinato: l’affresco di una Catania
gloriosa fucina intellettuale, l’atmosfera e le suggestioni
dei Caffè letterari di via Etnea e di via Veneto (dove si
incontrava con Moravia, Cardarelli, Flaiano, Palazzeschi, Levi
e con i pittori della scuola romana).
Un’indagine, dunque, a tutto tondo, sulla vita,
l’opera, l’attività letteraria, giornalistica, teatrale e
cinematografica del maestro del “gallismo” e sui difficili
rapporti con la censura, che consente di portare a galla
gustose curiosità. Si pensi, ad esempio, alle travagliate
vicende de “La governante”, il cui nulla-osta per la
rappresentazione fu negato dal sottosegretario Giulio
Andreotti, donde le lettere di incoraggiamento giunte allo
scrittore siciliano da un Montale e da un Visconti. L’opera
(scritta per Anna Proclemer) verrà rappresentata solo nel
gennaio 1965, ottenendo lusinghieri consensi di pubblico e di
critica.
E inoltre ‘segni’ culturali molteplici, da un abito di
una stilista dal tratto di estrema eleganza quale Marella
Ferrera ai pupi dei fratelli Napoli, dai dipinti di Nerina
Chiarenza alla ceramica, tutte componenti forti che, attivando
la memoria, sottolineano la modernità di uno scrittore quale
Brancati, radicato in un’illustre tradizione letteraria,
testimone del suo tempo e insieme proiettato nel futuro.
La Mostra intrisa di forti valenze storico-culturali tributa
così un omaggio non soltanto alla poliedrica figura di
Brancati ma anche alla cultura tout court. La chiusura della
mostra è prevista per il 12 agosto ma è auspicabile che sia
prolungata, dato il suo alto valore didattico, fin dopo
l’apertura di scuole e Università per consentirne la fruizione
anche agli studenti.
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