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CATANIA -
SUCCESSO DELL'ANTEPRIMA DE I VICERE', IL FILM DI ROBERTO FAENZA,
CON ALESSANDRO PREZIOSI, LANDO
BUZZANCA, CRISTIANA CAPOTONDI E LARISSA VOLPENTESTA
di Enza Garipoli

LARISSA VOLPENTESTA E' CONCETTA, SEDOTTA
CON VIOLENZA DA CONSALVO
CATANIA - E' stata un’anteprima molto
attesa, quanto gradita, quella de "I Vicerè", il film di
Roberto Faenza, in gran parte girato a Catania e in
uscita in tutta Italia il prossimo 9 novembre. Il regista si
confronta una seconda volta con un'opera letteraria ambientata
in Sicilia, dopo il successo avuto con "Marianna Ucria" tratto
dal libro di Dacia Maraini.
Un film destinato ad un grande successo, costruito dalla
sapiente regia e dagli attori di sicuro spessore: dai "mostri
sacri" come Lando Buzzanca, Alessandro Preziosi e Lucia Bosè,
ma anche dagli interpreti più giovani, come Cristiana
Capotondi, Larissa Volpentesta, Vito, Caprino, Bianciaroli e
gli altri.
"I viceré" di Federico De Roberto, è stato un libro a lungo
dimenticato, a seguito,viene sottolineato, di una stroncatura
di Benedetto Croce. Ma poi riscoperto e riabilitato da Carlo
Bo. Ma dovrà passare ancora del tempo prima di avere giustizia
per De Roberto, che oggi è considerato fra i grandi della
nostra letteratura.
Ne I Vicerè si narra la storia della famiglia Uzeda di
Catania, discendente dei viceré spagnoli, vicenda che si
interseca alle vicende del nascente Stato italiano.
L'unica preoccupazione del capofamiglia, il principe
Giacomo (Lando Buzzanca), è il mantenimento del patrimonio
familiare e della sua autorità, scopo per cui non indietreggia
davanti a nulla, pronto a sacrificare tutto, compresa la vita
dei figli.
Teresa (Cristiana Capotondi) andrà sposa contro la sua
volontà e Consalvo (Alessandro Preziosi) in perenne lotta col
padre, finirà inevitabilmente per assomigliargli.
Viene rivelato senza falsi pudori un mondo fatto di inganni,
rancori, tradimenti, che fa da sfondo all'ingresso della
Sicilia nel nuovo stato italiano che ha inizio con la venuta
di Garibaldi.
Quando il film si sofferma sui dati della Storia, tocca
vertici di straordinaria attualità, per cui il regista,
Roberto Faenza, ha precisato che i dialoghi sono tutti
originali essendo fedelmente riportati dalle pagine di De
Roberto. Questo per escludere ogni sospetto che gli
sceneggiatori avessero voluto fare dell'antipolitica.
Infatti, estremamente attuale sembra la frase: "Destra
Sinistra, oggi non significano più niente! Di questi tempi
tutto cangia talmente velocemente che non possiamo più stare
appresso alle etichette...» Queste le parole del duca zio,
senatore del regno, che vogliono servire da insegnamento al
giovane Consalvo che vuole entrare in politica. E lui impara
bene la lezione: il giovane ribelle abbandonerà presto gli
ideali giovanili per dedicarsi all'unica cosa che ha
significato ai suoi occhi, il potere, divenendo, di fatto,
simile al padre a cui non aveva voluto piegarsi.
Il comizio elettorale di Consalvo, impersonato da un
bravo e affascinante Alessandro Preziosi, è un capolavoro di
opportunismo: «Io auguro la formazione di un partito ...
Che protegga i laici ma anche la Chiesa. Che realizzi riforme
ma conservi anche le tradizioni. Il passato e l' avvenire.
Machiavelli ma anche Bacone. E dopo aver studiato Proudhon
sono convinto che la proprietà è un furto. Ci sono tuttavia
delle proprietà che dobbiamo riconoscere legittime. Viva il
Re! Viva la Rivoluzione! Viva Sua Santità!».
Ma il film, oltre ad averci tristemente mostrato
l'impossibilità di sconfiggere i mali del nostro tempo, che
rimangono uguali a quelli del passato, ci ha , invece,
felicemente riportato un grande attore come Lando Buzzanca.
Buzzanca si è divertito a stupirci in un ruolo drammatico e
grottesco, interpretando un personaggio non facile, ma che ha
saputo rendere fino in fondo: facendosi quasi odiare e questo
dimostra le sue ottime doti anche nei panni di attore
drammatico.
Il film è coprodotto dalla RAI, che ne ha ricavato
anche una versione lunga da trasmettere in due puntate.
Liberamente ispirato al romanzo di Fedrerico De Roberto,
I Vicerè è un film di sconcertante attualità, per cui calza
magnificamente la definizione che il prof. Di Grado - attento
studioso di De Roberto - aveva dato del romanzo :
"l’impietosa autobiografia di una nazione". I Vicerè
rappresentano un feroce affresco di quello che siamo noi
italiani, un quadro che fa venire in mente le tinte forti di
Goya. E non è un caso che la famiglia al centro delle trame
sia infatti di origine spagnola.
Il racconto comincia a metà del ‘800, negli ultimi anni
della dominazione borbonica in Sicilia, alla vigilia della
nascita dello stato italiano. Le esequie della principessa
Teresa sono l'occasione per presentare i personaggi della
famiglia Uzeda, discendenti dei Vicerè di Spagna.
Lo spettatore è subito introdotto in un mondo di fasto,
di splendore, ma anche di prepotenza e di miseria, che appare
agli occhi contemporanei familiare ed estraneo al tempo
stesso. E' questo uno dei punti di forza della storia: il
mescolarsi del favoloso con il reale in un impasto di profondo
fascino.
Attraverso gli occhi di un ragazzino, Consalvo,
l'ultimo erede degli Uzeda, si svelano i misteri, gli
intrighi, le complesse personalità degli appartenenti alla
famiglia, tutti dominati da grandi ossessioni e passioni. In
lotta l'uno con l'altro, gli Uzeda si combattono per l'eredità
della principessa defunta e per i desideri contrastanti di
ognuno di loro.
Il piccolo Consalvo cresce così in una famiglia in perpetua
guerra e la sua storia avanza con un percorso di
formazione emblematico: dopo essere stato esiliato dal padre
nel mondo di un monastero benedettino - tra privazioni,
corruzione e fasti spagnoleschi - si affaccia a una giovinezza
scapestrata da ribelle, simile nello spirito a quella di tanti
giovani d'oggi. Ed il suo tragitto assume una forte attinenza
con il nostro presente: dal mondo che lo circonda, fatto di
compromessi e viltà, Consalvo coglie una profonda lezione di
vita e alla fine sceglie di impossessarsi del potere per non
lasciarsi sopraffare da quello stesso mondo.
La famiglia, lo Stato, la Chiesa sono i motori attorno
ai quali gira il racconto, uniti in un solo credo: la
sopraffazione. È la sopraffazione dei forti sui deboli, dei
ricchi sui poveri, dei potenti sul popolo a guidare i
personaggi, i quali in nome di un distorto senso del dominio
calpestano e travolgono tutto ciò che incontrano sul loro
cammino. Ciò che siamo stati e ciò che siamo, i vizi che ci
affliggono, la resistenza a ogni cambiamento e, per contro, la
vocazione al conformismo, la tempestività a chinare la schiena
di fronte ai vincitori… questa la materia di cui è fatta la
pellicola, che si snoda impiegando i tratti del dramma e del
grottesco.
I VICERE’ è prodotto da Jean Vigo Italia e Rai
Radiotelevisione Italiana, è distribuito da 01 Distribution e
uscirà in Italia il 9 novembre 2007.
CAST
Consalvo - Alessandro Preziosi
Principe Giacomo - Lando Buzzanca
Teresa - Cristiana Capotondi
Giovannino - Guido Caprino
Donna Ferdinanda - Lucia Bosè
Conte Raimondo - Franco Branciaroli
Duchessa Radalì - Assumpta Serna
Don Gaspare - Sebastiano Lo Monaco
Lucrezia Giselda - Volodi
Benedetto Giulente - Paolo Calabresi
Baldassarre - Biagio Pelligra
Graziella - Giovanna Bozzolo
Don Blasco - Pep Cruz
Fra’ Carmelo - Vito
Michele Radalì - Jorge Calvo
Chiara - Anna Marcello
Donna Margherita - Katia Pietrobelli
Concetta - Larissa Volpentesta
Federico - Danilo Maria Valli
Donna Isabella - Magdalena Grochowska
Lucia - Daniela Terreri
Matilde - Maria Rita Fenzato
Conte Fersa - Pino Calabrese
Garino - Mario Pupella
Ludovico - Piergiuseppe Giuffrida
Rosa - Giorgia Biferali
e con i giovani
Consalvo - Matthieu Tornatore Legavre
Giovannino - Edoardo De Gennaro
Tancredi (8 anni) - Mimmo Esposito
Tancredi (4 anni) - Federico Baroni
Michele - Ciro Di Capua
Teresa - Shania Sargentoni
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