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ANTEPRIME

7 novembre 2007


CATANIA - SUCCESSO DELL'ANTEPRIMA DE I VICERE', IL FILM DI ROBERTO FAENZA, CON ALESSANDRO PREZIOSI, LANDO BUZZANCA, CRISTIANA CAPOTONDI E LARISSA VOLPENTESTA
di Enza Garipoli


LARISSA VOLPENTESTA E' CONCETTA, SEDOTTA CON VIOLENZA DA CONSALVO

CATANIA - E' stata un’anteprima molto attesa, quanto gradita, quella de "I Vicerè", il film di Roberto Faenza, in gran parte girato a Catania e in uscita in tutta Italia il prossimo 9 novembre. Il regista si confronta una seconda volta con un'opera letteraria ambientata in Sicilia, dopo il successo avuto con "Marianna Ucria" tratto dal libro di Dacia Maraini.
Un film destinato ad un grande successo, costruito dalla sapiente regia e dagli attori di sicuro spessore: dai "mostri sacri" come Lando Buzzanca, Alessandro Preziosi e Lucia Bosè, ma anche dagli interpreti più giovani, come Cristiana Capotondi, Larissa Volpentesta, Vito, Caprino, Bianciaroli e gli altri.
"I viceré" di Federico De Roberto, è stato un libro a lungo dimenticato, a seguito,viene sottolineato, di una stroncatura di Benedetto Croce. Ma poi riscoperto e riabilitato da Carlo Bo. Ma dovrà passare ancora del tempo prima di avere giustizia per De Roberto, che oggi è considerato fra i grandi della nostra letteratura.
Ne I Vicerè si narra la storia della famiglia Uzeda di Catania, discendente dei viceré spagnoli, vicenda che si interseca alle vicende del nascente Stato italiano.
L'unica preoccupazione del capofamiglia, il principe Giacomo (Lando Buzzanca), è il mantenimento del patrimonio familiare e della sua autorità, scopo per cui non indietreggia davanti a nulla, pronto a sacrificare tutto, compresa la vita dei figli.
Teresa (Cristiana Capotondi) andrà sposa contro la sua volontà e Consalvo (Alessandro Preziosi) in perenne lotta col padre, finirà inevitabilmente per assomigliargli.
Viene rivelato senza falsi pudori un mondo fatto di inganni, rancori, tradimenti, che fa da sfondo all'ingresso della Sicilia nel nuovo stato italiano che ha inizio con la venuta di Garibaldi.
Quando il film si sofferma sui dati della Storia, tocca vertici di straordinaria attualità, per cui il regista, Roberto Faenza, ha precisato che i dialoghi sono tutti originali essendo fedelmente riportati dalle pagine di De Roberto. Questo per escludere ogni sospetto che gli sceneggiatori avessero voluto fare dell'antipolitica.
Infatti, estremamente attuale sembra la frase: "Destra Sinistra, oggi non significano più niente! Di questi tempi tutto cangia talmente velocemente che non possiamo più stare appresso alle etichette...» Queste le parole del duca zio, senatore del regno, che vogliono servire da insegnamento al giovane Consalvo che vuole entrare in politica. E lui impara bene la lezione: il giovane ribelle abbandonerà presto gli ideali giovanili per dedicarsi all'unica cosa che ha significato ai suoi occhi, il potere, divenendo, di fatto, simile al padre a cui non aveva voluto piegarsi.
Il  comizio elettorale di Consalvo, impersonato da un bravo e affascinante Alessandro Preziosi, è un capolavoro di opportunismo: «Io auguro la formazione di un partito ... Che protegga i laici ma anche la Chiesa. Che realizzi riforme ma conservi anche le tradizioni. Il passato e l' avvenire. Machiavelli ma anche Bacone. E dopo aver studiato Proudhon sono convinto che la proprietà è un furto. Ci sono tuttavia delle proprietà che dobbiamo riconoscere legittime. Viva il Re! Viva la Rivoluzione! Viva Sua Santità!».

Ma il film, oltre ad averci tristemente mostrato l'impossibilità di sconfiggere i mali del nostro tempo, che rimangono uguali a quelli del passato, ci ha , invece, felicemente riportato un grande attore come Lando Buzzanca.
Buzzanca si è divertito a stupirci in un ruolo drammatico e grottesco, interpretando un personaggio non facile, ma che ha saputo rendere fino in fondo: facendosi quasi odiare e questo dimostra le sue ottime doti anche nei panni di attore drammatico.
Il film è  coprodotto dalla RAI, che ne ha ricavato anche una versione lunga da trasmettere in due puntate.


 

Liberamente ispirato al romanzo di Fedrerico De Roberto, I Vicerè è un film di sconcertante attualità, per cui calza magnificamente la definizione che il prof. Di Grado - attento studioso di De Roberto - aveva dato del romanzo : "l’impietosa autobiografia di una nazione". I Vicerè rappresentano un feroce affresco di quello che siamo noi italiani, un quadro che fa venire in mente le tinte forti di Goya. E non è un caso che la famiglia al centro delle trame sia infatti di origine spagnola.
Il racconto comincia a metà del ‘800, negli ultimi anni della dominazione borbonica in Sicilia, alla vigilia della nascita dello stato italiano. Le esequie della principessa Teresa sono l'occasione per presentare i personaggi della famiglia Uzeda, discendenti dei Vicerè di Spagna.
Lo spettatore è subito introdotto in un mondo di fasto, di splendore, ma anche di prepotenza e di miseria, che appare agli occhi contemporanei familiare ed estraneo al tempo stesso. E' questo uno dei punti di forza della storia: il mescolarsi del favoloso con il reale in un impasto di profondo fascino.
Attraverso gli occhi di un ragazzino, Consalvo, l'ultimo erede degli Uzeda, si svelano i misteri, gli intrighi, le complesse personalità degli appartenenti alla famiglia, tutti dominati da grandi ossessioni e passioni. In lotta l'uno con l'altro, gli Uzeda si combattono per l'eredità della principessa defunta e per i desideri contrastanti di ognuno di loro.
Il piccolo Consalvo cresce così in una famiglia in perpetua guerra e la sua storia avanza con un percorso di formazione emblematico: dopo essere stato esiliato dal padre nel mondo di un monastero benedettino - tra privazioni, corruzione e fasti spagnoleschi - si affaccia a una giovinezza scapestrata da ribelle, simile nello spirito a quella di tanti giovani d'oggi. Ed il suo tragitto assume una forte attinenza con il nostro presente: dal mondo che lo circonda, fatto di compromessi e viltà, Consalvo coglie una profonda lezione di vita e alla fine sceglie di impossessarsi del potere per non lasciarsi sopraffare da quello stesso mondo.
La famiglia, lo Stato, la Chiesa sono i motori attorno ai quali gira il racconto, uniti in un solo credo: la sopraffazione. È la sopraffazione dei forti sui deboli, dei ricchi sui poveri, dei potenti sul popolo a guidare i personaggi, i quali in nome di un distorto senso del dominio calpestano e travolgono tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Ciò che siamo stati e ciò che siamo, i vizi che ci affliggono, la resistenza a ogni cambiamento e, per contro, la vocazione al conformismo, la tempestività a chinare la schiena di fronte ai vincitori… questa la materia di cui è fatta la pellicola, che si snoda impiegando i tratti del dramma e del grottesco.

I VICERE’ è prodotto da Jean Vigo Italia e Rai Radiotelevisione Italiana, è distribuito da 01 Distribution e uscirà in Italia il 9 novembre 2007.
CAST
Consalvo - Alessandro Preziosi
Principe Giacomo - Lando Buzzanca
Teresa - Cristiana Capotondi
Giovannino - Guido Caprino
Donna Ferdinanda - Lucia Bosè
Conte Raimondo - Franco Branciaroli
Duchessa Radalì - Assumpta Serna
Don Gaspare - Sebastiano Lo Monaco
Lucrezia Giselda - Volodi
Benedetto Giulente - Paolo Calabresi
Baldassarre - Biagio Pelligra
Graziella - Giovanna Bozzolo
Don Blasco - Pep Cruz
Fra’ Carmelo - Vito
Michele Radalì - Jorge Calvo
Chiara - Anna Marcello
Donna Margherita - Katia Pietrobelli
Concetta - Larissa Volpentesta
Federico - Danilo Maria Valli
Donna Isabella - Magdalena Grochowska
Lucia - Daniela Terreri
Matilde - Maria Rita Fenzato
Conte Fersa - Pino Calabrese
Garino - Mario Pupella
Ludovico - Piergiuseppe Giuffrida
Rosa - Giorgia Biferali

e con i giovani

Consalvo - Matthieu Tornatore Legavre
Giovannino - Edoardo De Gennaro
Tancredi (8 anni) - Mimmo Esposito
Tancredi (4 anni) - Federico Baroni
Michele - Ciro Di Capua
Teresa - Shania Sargentoni
 

 

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IL 6 NOVEMBRE 2007 PRESENTAZIONE ALLA STAMPA DEL FILM DI FAENZA "I VICERE'", GIRATO QUASI INTERAMENTE A CATANIA
Il presidente della Catania Film Commission Fabio Fatuzzo annuncia nuove misure in favore del cinema in occasione della presentazione de "I Viceè"

L'assessore comunale al Turismo e presidente della Catania Film Commission Fabio Fatuzzo è intervenuto questa mattina, con il direttore del Turismo e vice presidente della Catania Film Commission Salvatore Costanzo, alla conferenza stampa di presentazione del film I Viceré, tenutasi presso l'Hotel Excelsior.
Presenti all'incontro con i giornalisti il regista Roberto Faenza, gli attori Lando Buzzanca, Alessandro Preziosi e Larissa Volpentesta, la produttrice Elda Ferri, il sindaco Umberto Scapagnini, l'assessore regionale ai Beni Culturali Lino Leanza, il direttore Versace e il vice presidente della Etna Film Commission Pippo Cutuli.
L'assessore Fatuzzo ha voluto sottolineare, con la sua presenza, la volontà della Catania Film Commission e del Comune di Catania di farsi volano dell'industria del cinema in città , in sinergia con le Film Commission regionale e provinciale. L'on. Fatuzzo si è¨ impegnato alla stipula di una convenzione con la Scuola di formazione teatrale dello Stabile di Catania, in modo da venire incontro alle vocazioni degli artisti catanesi e creare opportunità lavorative nel settore cinematografico e audiovisivo. Fatuzzo ha anche elogiato il lavoro di Faenza (realizzato quasi totalmente a Catania) che, traendo spunto da uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana e mondiale ha disegnato un crudele spaccato della società , lasciando spazio, al tempo stesso, alla speranza che nasce dalla volontà di reagire alla ipocrisia e alla grettezza.

 


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