ROMA -
“Il figlio della luna” la fiction italiana più premiata nel
mondo
ROMA
- La vicenda umana dello scienziato tetraplegico Fulvio
Frisone e di sua madre Lucia, raccontata nella fiction della
Rai “Il figlio della luna”, è stata la più premiata del 2007
in tutto il mondo. Per la tv pubblica italiana questo è stato
un anno di grandi soddisfazioni: 277 candidature, 74
partecipazioni in 29 Paesi e con 40 premi vinti, per la metà
da fiction. E a trionfare è stata proprio “Il figlio della
luna”, diretta con maestria da Gianfranco Albano e
interpretata da un’accorata Lunetta Savino nel ruolo di Lucia
Frisone e dall’attore palermitano Paolo Briguglia nei panni di
Fulvio Frisone. Il film per la tv – presentato in anteprima nel teatro
Sangiorgi di Catania il 19 febbraio scorso in una serata
organizzata dalla Fondazione Frisone, dalla Regione Siciliana
e dalla Rai -ha ottenuto ben quattro riconoscimenti: il Premio
Unesco al festival della Televisione di Montecarlo, la
Magnolia d'oro alla miglior regia al tredicesimo festival
della televisione di Shangai, il primo premio fiction Golden
Olive e il premio per la miglior regia al dodicesimo festival
della televisione di Bar, in Montenegro. Grande soddisfazione è stata espressa dagli interpreti del
film “Quella di Fulvio e di sua madre – ha affermato
Lunetta Savino – è una storia esemplare, che sono stata
onorata di raccontare. E che ha avuto il successo che
meritava. E’ il ruolo più importante che abbia mai fatto un
personaggio forte, un’autentica madre coraggio: sarebbe stato
perfetto per Anna Magnani.”.
“Sono felice – ha commentato il regista Gianfranco Albano –
perché quella che abbiamo raccontato è anche la storia di una
grandissima battaglia civile. E Fulvio e Lucia meritavano
questi riconoscimenti per aver fatto della propria vita una
testimonianza di speranza per moltissime persone”. “Questo film per la tv – ha sottolineato l’on. Salvo Fleres,
presidente della Fondazione Fulvio Frisone – ha aiutato e
aiuterà comunità diversissime tra loro a rompere quelle
barriere mentali che ci portano a considerare un disabile come
inutile, come poco più di un vegetale da relegare in istituti
specializzati. Lo stare a contatto ogni giorno con una persona
geniale come Fulvio Frisone e con quel tornado di sua madre,
che stimolando in continuazione il figlio lo ha fatto
diventare ciò che è, deve essere d’esempio a tutte le famiglie
che, nel mondo, si scontrano con il terribile problema
dell’handicap”.