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PALERMO - La compagnia "Il
Carrozzone" replica lo spettacolo d'apertura della stagione teatrale di
quest'anno:
,,, Sket...ciù! ,,, di Anna Mauro ritorna il 13 febbraio al Teatro Crystal,
alle 21.15
Dopo il successo della prima, torna la più esilarante girandola di sketch
messa in scena dal Carrozzone
9 febbraio 2007
SALVO
RUBINO E ALICE ANSELMO
DUE DEI PROTAGONISTI DEL
CONTAGIOSO SPETTACOLO DI ANNA MAURO
UNA VENTATA DI ALLEGRIA
di Aldo Reina
PALERMO - Già nel titolo l’opera cabarettistica di
Anna Mauro scompone l’idea teatrale. Se lo starnuto, infatti, è di per sé
sgradevole, basta aggiungere una semplice parolina magica,“sket”, combinata
a “ciù”, che d’incanto si propaga un contagio di allegria liberatoria.
Lo spettacolo è congegnato in una serie di quadri tematici senza soluzione
di continuità che hanno come filo conduttore le interferenze comiche,
piuttosto che scellerate, della vita quotidiana.
Ridere dei propri malesseri esistenziali è la terapia più intelligente per
temperare le paure, affilare nel ridicolo le nostre frustrazioni, i nostri
malcontenti, è balsamo per il nostro umore, pungolo salutare per il nostro
stato d’animo.
Vedendo lo spettacolo si è portati a pensare che l’autrice-regista Anna
Mauro abbia scritto le parti a misura degli attori, tale e tanta è la
naturalezza con la quale questi si esprimono in scena, agevolmente
connaturati nei personaggi e nelle situazioni sceniche.
La gamma delle gags comprende prevalentemente appunti di vita di ogni giorno
e si estende all’immaginario collettivo della casalinga, degli studenti,
dell’impiegata e persino dei cannibali non del tutto civilizzati, in
un’ottica politica minimalista, per certi versi ahinoi rispondente alla
realtà, dove l’uomo qualunque riversa il peso delle proprie depressioni,
della propria cronica insoddisfazione, al potere tout court e a chi lo
rappresenta.
Una parodia, quindi, che non può esimersi dall’analizzare l’incidenza
sociale che determinati programmi televisivi di rilevante audience hanno sul
comportamento del popolo televisivo.
La valenza dello spettacolo si eleva laddove la caratterizzazione di questi
“teatrini” non si limita a solleticare puro divertimento, ma si allarga a
riflessioni invero profonde circa la qualità della vita, le mode, e
addirittura al modo di pensare che la stragrande maggioranza dei mass media
ci impongono. La parodia diventa speculare, la risata si modella in una
sorta di identificazione, critica ed autocritica che divarica il
discernimento interpretativo e affranca dai condizionamenti.
Ogni recensione che si rispetti deve analizzare le varie parti dello
spettacolo, il più e il meno, il momento teatrale di maggior effetto e
quello di minore efficacia, qui confesso di aver recepito un livello
qualitativo costante, lo spettacolo piace nella sua totalità, come un
mosaico composto da tante tessere creative che definisce compiutamente il
proprio corpo teatrale solo alla fine dell’ultima sequenza scenica.
Il Carrozzone apre, dunque, al meglio la propria stagione teatrale con un
testo vivo e frizzante, con l’affermazione di un cast di attori di tutto
rilievo, dove ognuno è integrato nel complesso, dove è palpabile l’armonia
del gruppo, il piacere di recitare e di stare insieme.
Filippo Minneci e Maria Teresa Ricotta impersonano il secolare conflitto fra
moglie e marito, recitano con disinvoltura e consolidata bravura, il loro
recitativo è ben assortito, l’uno saetta freddure taglienti quasi di stampo
anglosassone, l’altra esibisce una comicità irresistibile; sono gli attori
che attraversano in presenza scenica tutte le fasi dello spettacolo.
Alice Anselmo e Salvo Rubino nel “Il mio uomo” si sbizzarriscono, in
linguaggio e gestualità, nell’esaltare con brio l’ipotetica concordia e
sintonia della coppia perfetta. Il “pezzo” è abbastanza sofisticato, proprio
per questo originale e di grande effetto.
Francesco Vinci decanta la scuola di sesso, evoca gli imbonitori alla
millionaire con buona presenza scenica e grande personalità attrattiva.
Simonetta Genova, l’insegnante californiana di sex appeal, merita un
discorso a parte. Al di là delle ormai conclamate qualità artistiche
dell’attrice, impressiona la capacità di immedesimazione nel personaggio,
tanto che in scena è perfettamente compenetrata nel ruolo: lei è Sally,
americana giunonica e prosperosa con accento americano e movenze decisamente
sensuali. Esilarante lo sviluppo dello schetck con le “allieve” casalinghe.
“Uomini e Donne” apre alla parodia vera e propria. Felice la scelta dei
personaggi: la tronista giuliva, il burino, il megalomane, il gay, il
mattatore …, un vasto campionario di superficialità, finzione, esibizione:
l’esaltazione del nulla. Assolutamente inaspettata la bravura degli attori
Giulio Giardina, Clara Montalbano, Claudio Mandalà, Davide Di Meglio,
Massimo Casino, freschi e attendibili nelle varie caratterizzazioni, inoltre
per essere all’esordio teatrale hanno dimostrato un notevole talento.
Michele Molinelli interpreta, con buona approssimazione, l’uomo di mezza età
pantofolaio che alla sera si piazza davanti al televisore e facendo zapping
da un canale all’altro scarica stress e tensioni criticando pesantemente
ogni tipo di trasmissione. Alla fine trova quello preferito: un programma
hard. Buona l’atmosfera creata e i rilievi psicologi attestati.
Marilia Chiovaro, altra attrice storica del Carrozzone, in questa opera è
impegnata in diversi ruoli, dalla sfigata alla mamma dei bambini di borgata
(Federica Cafiso e Dario Farina), ma si supera nell’interpretare il monologo
degli “Scaracchialchic”. Il testo non è dei più semplici e la Chiovaro
dimostra una grande crescita artistica, soprattutto da un punto di vista
tecnico.
Lo schetch della “Scuola” riapre al divertimento puro. Un deja vu che
rievoca memorie goliardiche condivise, con un’ottima interpretazione di
tutti i ragazzi, in particolar modo di Davide Di Meglio che in questa scena
ha la possibilità di esibire tutta la sua vena clownesca. Da segnalare,
inoltre, l’ottima prova di Pinella Barone, perfettamente calata nel
personaggio dell’insegnante ignorante motteggiata dagli studenti.
Silvana Sardina, nell’impiegata Siae, interpreta il ruolo con puntuale
rispondenza e buon realismo. In questa scena si ha modo di apprezzare anche
la buona recitazione di Katia Russo, nel ruolo della poetessa incompresa, e
di Alfredo Furma nel ruolo del plagiatore di Dante.
La colonna sonora del Titanic introduce alla scena dei cannibali. Questi,
grazie al naufragio, si ritrovano con una buona scorta di “viveri” e
ringraziano Dio per aver concesso loro il cibo quotidiano. Lo sketch,
naturalmente, è una satira mordace che banalizza il rapporto degli indigeni
con i missionari. La scena è ben proposta dagli attori Giuseppe Cinà,
Caterina Giardina e Rebecca Ciani, anche se si avvertono alcune carenze
interpretative che intuitivamente lasciano ampi margini di miglioramento per
una successiva riproposizione.
“La giustizia”, altro quadro satirico di forte impatto. La brava Irene Ponte
inscena la Giustizia, agghindata a donna dai facili costumi viene schernita
dal popolo per essere venuta meno al principio di imparzialità. La metafora
è chiara quanto pesante, un coup de theatre di grande suggestione.
Salvo Rubino trova terreno fertile per il suo talento nello schetck
“Autobus”. Ben coadiuvato dalla brava Marisa Capone, spalla ideale, si
esibisce in maniera magistrale con tutta la verve di cui è capace. Un
exploit che riesce a coinvolgere il pubblico, rapito dalle sue movenze, dai
suoi timbri vocali, dal suo grande carisma istrionesco.
Lo spettacolo chiude con la scena “Dal dottore”. Qui viene esaltata la
comicità di gruppo (Maurizio Tusa – Michele Molinelli- Filippo Minneci –
Maria Teresa Ricotta)
la composita formazione recita in sinergia con effetti esilaranti, grazie
anche ad una certa estemporaneità di accenti.
Le ultime notazione riguardano l’oculata scelta delle musiche, gli ottimi
ballerini Paolo Lombardo e Federica Catalano, il simpatico ed efficace
cambio scena effettuato da Valentina Raccuglia e Sonia Reina, le belle voci
di Alfredo e Aurora Furma, l’impeccabile gestione della fonica e delle luci
da parte di Davide Velardi, la scenografia della stessa Valentina Raccuglia,
l’allestimento di Marco Ferrazzi e Emanuela Di Meglio
Infine, Anna Mauro, dalla cui mente tutto è nato e il tutto è stato
assemblato. Sono ben felice di rimettermi al giudizio del nostro direttore
Enza Garipoli: “… alla vulcanica e mitica Anna Mauro che, oltre ai pregi
artistici ed umani, oramai è come la Nutella!!! guai se non l'avessero
inventata!”.
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Sket... ciù
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Impollonia Via delle Alpi
Diskery Via Aquileia
DUE PAROLE
di Aldo Reina
"Buongiorno a tutti, vorrei lasciare alcune impressioni ricevute durante lo
spettacolo "Sket...ciù!". In primis non mi aspettavo una linea di continuità
fra i vari quadri, Anna in questo senso è stata brava, e non immaginavo
fosse così gradevole. In genere quando ci si diverte si lievita in allegria,
ecco: questo è l'esatto stato d'animo in cui mi sono trovato. Ho apprezzato,
in particolare, la cura con cui lo spettacolo è stato inscenato, la vivacità
caricaturale dei giovani attori, la professionalità ormai consolidata dei
cast del "Carrozzone", la freschezza del testi, con alcune battute veramente
irresistibili, e altro ancora... che mi conservo per lo spettacolo di sabato
prossimo in vista di una recensione più dettagliata. BRAVI, BRAVISSIMI !!!!
Sul palcoscenico noi, con le nostre ridicole manie, il buon senso allo stato
grezzo e i comici malintesi. E poi la politica, la televisione, la falsa
religiosità; le mode nuove e quelle dure a morire, entrambe superficiali e
rassicuranti per i più.
SKET . . . CIU’! non è solo un’irritazione per le ingiustizie della vita, ma
soprattutto una grassa risata alla vista dei comportamenti (altrui?), una
risata infettiva che contagerà tutto il pubblico.
SKET...CIU’!
Testo di Anna Mauro
Scenografie di Valentina Raccuglia
Fonica e luci di Davide Velardi
Allestimento di Marco Ferrazzi, Emanuela Di Meglio
Interpreti: Filippo Minneci, Maria Teresa Ricotta, Alice Anselmo, Giulio
Giardina, Francesco Vinci, Simonetta Genova, Silvana Sardina, Michele
Molinelli, Pietro Di Napoli, Salvo Rubino, Marisa Capone, Marilia Chiovaro,
Clara Montalbano, Claudio Mandalà, Davide Di Meglio, Sara Lucido, Pinella
Barone, Katia Russo, Alfredo Furma, Aurora Furma, Vittoria Pupella, Paolo
Lombardo, Federica Catalano, Sonia Reina, Dario Farina, Federica Cafiso,
Maurizio Tusa, Irene Ponte, Rebecca Ciani
Regia di Anna Mauro
LA PAGINA DEDICATA
A
SPETTACOLO&CULTURA
PALERMO -“ CCA’ C’E’ SEMPRI U’ SULI ” - SOLE DI PASSIONE E D'ALLEGRIA
di Aldo Reina
....
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