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CATANIA - SCOPERTO IL FONDATORE DEL
GRUPPO CONTRO I BAMBINI DOWN, LA POLIZIA POSTALE DI CATANIA
INCASTRA UN CINGALESE DI 19 ANNI, CHE CONFESSA
di Enza garipoli

CATANIA - La polizia postale ha scoperto il fondatore
del gruppo su Facebook contro i bimbi down. E' un
diciannovenne cingalese il promotore del gruppo-choc
intitolato "Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini
down". Il gruppo, prima della chiusura, aveva oltre 1.800
iscritti. Ma e' scattata la protesta dei "Facebookiani" per
bene e il ministro Carfagna ha annunciato che i responsabili
sarebbero stati ricercati e denunciati.
E oggi e' stato scoperto il demente fondatore dalla polizia
postale di Roma e della Sicilia Orientale che ha sede a
Catania. Il giovane cingalese che sembra affetto da disturbi
comportamentali e' stato denunciato alla procura di Catania
per istigazione a delinquere.
Il gruppo antidown era stato
collocato nella nella categoria Salute e benessere, ed era
stato fondato e amministrato da due improbabili Il signore
della notte e Il vendicatore mascherato, dietro i quali si
celava il giovane cingalese che è stato identificato dalla
polizia postale tramite le tracce lasciate su Internet.
Gli insulti contro i bimbi affetti da sindrome di Down
postati su Facebook erano assurdi e farneticanti: "Perché
dovremmo convivere con questi ignobili creature... con questi
stupidi esseri buoni a nulla? I bambini down - scriveva il
colpevole - sono solo un peso per la nostra società. Come
liberarci di queste creature in maniera civile? Ebbene si
signori... io ho trovato la soluzione: Esso consiste
nell'usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei
poligoni di tiro al bersaglio. Una soluzione facile e
divertente per liberarci di queste immonde creature".
Secondo chi scrive, però,
questi proclami sono stati scritti in un italiano troppo
fluente e corretto per essere attribuibili unicamente ad
un cingalese di 19 anni e per di piu' afflitto da probabili
disturbi mentali.
La prima segnalazione della presenza del gruppo-choc su
Facebook che inneggiava all'eliminazione dei bambini down
è arrivata lo stesso giorno della sua comparsa sul social
network alla polizia postale del compartimento della Sicilia
Orientale, che ha sede a Catania, dal quale sono state a
avviate le indagini. Per questo, in applicazione della legge
sui reati commessi su Internet, la competenza sul caso è del
capoluogo etneo.
Le indagini della polizia postale di Catania sono state
coordinate dal procuratore aggiunto Michelangelo Patané,
che ha aperto subito un fascicolo di reato contro ignoti che
ipotizzava il reato di istigazione a delinquere e disposto
l'immediato oscuramento e la cancellazione on line del gruppo
su Facebook. La polizia postale ha poi individuato il 'punto
di partenza' del gruppo, tramite accertamenti su codici di
computer e server di Internet, risalendo alla casa dove
sarebbe stato commesso il reato.
Su delega della Procura di Catania gli agenti hanno fatto
irruzione nell'abitazione dove hanno trovato e sequestrato il
computer e il cingalese di 19 anni che ha subito ammesso le
sue responsabilità e denunciato in stato di libertà.
E ancora: "Per non farli soffrire oltre questa è l'unica fine
che meritano questi parassiti". L'indignazione ha fatto
scattare la protesta via internet, al grido di "fate schifo" e
"vergognatevi! Siete ignobili". Ma soprattutto in molti hanno
chiesto a chi ha messo in moto il gruppo di farsi avanti con
nome e cognome, anziché trincerarsi dietro un'identità
inventata Il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna
era intervenuta parlando di "atto indegno di persone civili,
inaccettabile e pericoloso" e aveva annunciato che i
responsabili "saranno perseguiti per il reato di istigazione a
delinquere".
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