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SAN
CATALDO (CL)- "LA STIGMATIZZAZIONE DI SAN FRANCESCO" DI
TIZIANO VECELLIO
Mostra dal 9 dicembre al 15 gennaio 2008, nella Chiesa di San
Francesco dei Padri Cappuccini, annessa alla Casa di
Ospitalità Canonico Cataldo Pagano, amministrata dal Consiglio
di Amministrazione composto da Baldassarre Mannella, Bartolo
Mangione ed Ernesto Gattuso

L'ALTARE
SAN CATALDO - SCHEDA CHIESA
Era l’11 dicembre 1722 quando il principe Giuseppe Galletti
e De Gregorio otteneva il rescritto per la fondazione del
Convento dei Padri Cappuccini. Il 3 maggio 1724, lo stesso
principe, accompagnato dalla moglie, principessa Perna
Gravina, con una pubblica cerimonia, gettava le basi del nuovo
istituto religioso. Mons. Pietro Galletti, nativo di San
Cataldo, Vescovo di Catania, fratello del fondatore del
Convento, consacrava la nuova Chiesa che allora, in omaggio
allo stesso principe, veniva dedicata al patriarca San
Giuseppe, il 9 luglio 1738.
Nella Chiesa si ammira, in particolare, l’altare maggiore, vero
gioiello d’arte in legno. Sotto la Chiesa vie erano,
inoltre, le catacombe o cripte, ancora ispezionabili ed
oggetto di un altro progetto di recupero. Il 29 maggio 1868,
su proposta del Sindaco, il Cav. Uff. Luigi Baglio, l’ex
Convento fu trasformato in “ricovero di mendicità”. Il 24
marzo 1872, Sua Maestà Vittorio Emanuele II elevava il
Ricovero ad Ente Morale. Dopo essere stato intitolato ad
“Umberto II, nel 1900, il ricovero, è divenuto casa di riposo
per anziani, intitolato al “Canonico Cataldo Pagano”.
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, Belluno, 1490 ca. -
Venezia, 1576) Stimmate di San Francesco
SCHEDA PALA
La Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta, diretta
da Rosalba Panvini, ha organizzato l'esposizione della
Pala, raffigurante la 'Stigmatizzazione di San Francesco',
un'unica opera di Tiziano Vecellio presente in Sicilia
e datata intorno al 1525. Quest'ultima è stata concessa in
prestito dalla Dott.ssa Maria Luisa Famà, direttore del Museo
Regionale Pepoli di Trapani dove appunto l'opera è conservata.
Con questa importante esposizione realizzata in stretta
sinergia con il Comune di San Cataldo nella persona del
Sindaco Dott. Giuseppe Di Forti, segnerà la ricorrenza del
400° anno della fondazione del Comune di San Cataldo. La
mostra ha avuto come sponsor ufficiale la Banca Nuova del
Gruppo Banca Popolare di Vicenza, ma la sua realizzazione si
deve all'impegno proficuo dell'On. Alessandro Pagano, quale
componente della commissione Culturale dell'Assemblea
Regionale Siciliana. L'importante dipinto sarà esposto dal 9
dicembre 2007 al 15 gennaio 2008 nella Chiesa settecentesca di
San Francesco ai Cappuccini ubicata a San Cataldo nell'omonima
piazza lungo il corso V. Emanuele; quest'ultima è stata messa
a disposizione dal Presidente dell'IPAB Baldassare Mannella.
La scelta del locale espositivo è apparsa consona non solo per
la dedica al Santo ma anche per tutti i dipinti ivi conservati
raffiguranti scene della vita di San Francesco. Farà da sfondo
al magnifico dipinto il prezioso altare ligneo intagliato con
inserti in madreperla opera ottocentesca di eccellente
fattura.
La mostra è stata realizzata dal Servizio per i Beni Storico
Artistici ed Etnoantropologici diretto dall'Arch. G.
Crisostomo Nucera collaborato dal Dott. A. Bruccheri, dal
Geom. M. A. Nicosia e i Sigg. Salvatore Mulè e Rosario Savasta.
Da una breve sintesi esposta dall'Arch. G. Crisostomo Nucera,
la tela di Tiziano Vecellio, olio su tela di cm. 270*204
raffigurante “Le stigmate di San Francesco”, proveniente dalla
Chiesa di San Francesco a Trapani, annessa al Convento dei
Padri Conventuali Francescani fu trasferita al Museo Regionale
Pepoli nel 1928.
Una tradizione erudita locale assegnava criticamente l'opera
al raffaellesco Vincenzo da Pavia ma nel 1964 il critico
Roberto Longhi l'attribuisce a Tiziano Vecellio datandola
intorno al 1525 rilevando nella intensa drammaticità del
dipinto analogie con il San Pietro Martire, opera realizzata
dal codorino nel 1528, andata distrutta nel 1867. In
particolare l'ambientazione paesaggistica, drammaticamente
resa attraverso le luci del tramonto, animato dalle nubi che
incombono sullo sfondo, rivela ancora un carattere tizianesco
reso con una pennellata fluttuante e libera, entro cui si
svolge il tema sacro. Anche l'analisi della tela ha
evidenziato l'omogeneità con quelle utilizzate a Venezia nei
primi del '500.
Dopo aver subito un pessimo restauro – probabilmente nel
secondo Ottocento – il dipinto è stato sottoposto a successivi
interventi nel 1953, presso l'Istituto Centrale del Restauro
di Roma, e nel 2003; in occasione di quest'ultimo si è
provveduto a liberare la tela da antichi rifacimenti presenti
soprattutto sullo sfondo paesistico, conferendo maggiore
rilievo alle due figure.
Durante l'inaugurazione sarà possibile assistere alla Lectio
Magistralis tenuta dal Mons. Giovanni Speciale Direttore del
Museo Diocesano di Caltanissetta sul tema 'San Francesco
nell'arte tra medioevo e rinascimento'; inoltre Nonò Salamone,
ultimo cantastorie Siciliano eseguirà un repertorio di musiche
e canzoni dedicate soprattutto al Natale e alla Madonna.
Grazie all’impegno dell’ex Assessore ai Beni Culturali, on.
Alessandro Pagano, anche questo importante monumento della
città di San Cataldo sarà restaurato e restituito, quanto più
possibile, alla sua originale configurazione, infatti nei
giorni scorsi si sono avviati i lavori di restauro e
risanamento conservativo della Chiesa di San Francesco
d’Assisi e dell’ex Convento dei Cappuccini, sede dell’IPAB,
Casa di ospitalità e Centro di servizi per anziani “Canonico
Cataldo Pagano”.
Nel periodo natalizio e della mostra verranno realizzati altri
momenti di importante prestigio che allevieranno i dolori
della solitudine agli ospiti della casa e non solo anche a
quei Sancataldesi che con affetto frequentano l’Ipab.
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