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DALL'ITALIA

9 dicembre 2007

SAN CATALDO (CL)- "LA STIGMATIZZAZIONE DI SAN FRANCESCO" DI TIZIANO VECELLIO
Mostra dal 9 dicembre al 15 gennaio 2008, nella Chiesa di San Francesco dei Padri Cappuccini, annessa alla Casa di Ospitalità Canonico Cataldo Pagano, amministrata dal Consiglio di Amministrazione composto da Baldassarre Mannella, Bartolo Mangione ed Ernesto Gattuso


L'ALTARE

SAN CATALDO - SCHEDA CHIESA
Era l’11 dicembre 1722 quando il principe Giuseppe Galletti e De Gregorio otteneva il rescritto per la fondazione del Convento dei Padri Cappuccini. Il 3 maggio 1724, lo stesso principe, accompagnato dalla moglie, principessa Perna Gravina, con una pubblica cerimonia, gettava le basi del nuovo istituto religioso. Mons. Pietro Galletti, nativo di San Cataldo, Vescovo di Catania, fratello del fondatore del Convento, consacrava la nuova Chiesa che allora, in omaggio allo stesso principe, veniva dedicata al patriarca San Giuseppe, il 9 luglio 1738.
 Nella Chiesa si ammira, in particolare, l’altare maggiore, vero gioiello d’arte in legno. Sotto la Chiesa vie erano, inoltre, le catacombe o cripte, ancora ispezionabili ed oggetto di un altro progetto di recupero. Il 29 maggio 1868, su proposta del Sindaco, il Cav. Uff. Luigi Baglio, l’ex Convento fu trasformato in “ricovero di mendicità”. Il 24 marzo 1872, Sua Maestà Vittorio Emanuele II elevava il Ricovero ad Ente Morale. Dopo essere stato intitolato ad “Umberto II, nel 1900, il ricovero, è divenuto casa di riposo per anziani, intitolato al “Canonico Cataldo Pagano”.

Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, Belluno, 1490 ca. - Venezia, 1576) Stimmate di San Francesco
SCHEDA PALA
La Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta, diretta da Rosalba Panvini, ha organizzato l'esposizione della Pala, raffigurante la 'Stigmatizzazione di San Francesco', un'unica opera di Tiziano Vecellio presente in Sicilia e datata intorno al 1525. Quest'ultima è stata concessa in prestito dalla Dott.ssa Maria Luisa Famà, direttore del Museo Regionale Pepoli di Trapani dove appunto l'opera è conservata. Con questa importante esposizione realizzata in stretta sinergia con il Comune di San Cataldo nella persona del Sindaco Dott. Giuseppe Di Forti, segnerà la ricorrenza del 400° anno della fondazione del Comune di San Cataldo. La mostra ha avuto come sponsor ufficiale la Banca Nuova del Gruppo Banca Popolare di Vicenza, ma la sua realizzazione si deve all'impegno proficuo dell'On. Alessandro Pagano, quale componente della commissione Culturale dell'Assemblea Regionale Siciliana. L'importante dipinto sarà esposto dal 9 dicembre 2007 al 15 gennaio 2008 nella Chiesa settecentesca di San Francesco ai Cappuccini ubicata a San Cataldo nell'omonima piazza lungo il corso V. Emanuele; quest'ultima è stata messa a disposizione dal Presidente dell'IPAB Baldassare Mannella.
La scelta del locale espositivo è apparsa consona non solo per la dedica al Santo ma anche per tutti i dipinti ivi conservati raffiguranti scene della vita di San Francesco. Farà da sfondo al magnifico dipinto il prezioso altare ligneo intagliato con inserti in madreperla opera ottocentesca di eccellente fattura.
La mostra è stata realizzata dal Servizio per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici diretto dall'Arch. G. Crisostomo Nucera collaborato dal Dott. A. Bruccheri, dal Geom. M. A. Nicosia e i Sigg. Salvatore Mulè e Rosario Savasta.
Da una breve sintesi esposta dall'Arch. G. Crisostomo Nucera, la tela di Tiziano Vecellio, olio su tela di cm. 270*204 raffigurante “Le stigmate di San Francesco”, proveniente dalla Chiesa di San Francesco a Trapani, annessa al Convento dei Padri Conventuali Francescani fu trasferita al Museo Regionale Pepoli nel 1928.
Una tradizione erudita locale assegnava criticamente l'opera al raffaellesco Vincenzo da Pavia ma nel 1964 il critico Roberto Longhi l'attribuisce a Tiziano Vecellio datandola intorno al 1525 rilevando nella intensa drammaticità del dipinto analogie con il San Pietro Martire, opera realizzata dal codorino nel 1528, andata distrutta nel 1867. In particolare l'ambientazione paesaggistica, drammaticamente resa attraverso le luci del tramonto, animato dalle nubi che incombono sullo sfondo, rivela ancora un carattere tizianesco reso con una pennellata fluttuante e libera, entro cui si svolge il tema sacro. Anche l'analisi della tela ha evidenziato l'omogeneità con quelle utilizzate a Venezia nei primi del '500.
Dopo aver subito un pessimo restauro – probabilmente nel secondo Ottocento – il dipinto è stato sottoposto a successivi interventi nel 1953, presso l'Istituto Centrale del Restauro di Roma, e nel 2003; in occasione di quest'ultimo si è provveduto a liberare la tela da antichi rifacimenti presenti soprattutto sullo sfondo paesistico, conferendo maggiore rilievo alle due figure.
Durante l'inaugurazione sarà possibile assistere alla Lectio Magistralis tenuta dal Mons. Giovanni Speciale Direttore del Museo Diocesano di Caltanissetta sul tema 'San Francesco nell'arte tra medioevo e rinascimento'; inoltre Nonò Salamone, ultimo cantastorie Siciliano eseguirà un repertorio di musiche e canzoni dedicate soprattutto al Natale e alla Madonna.
Grazie all’impegno dell’ex Assessore ai Beni Culturali, on. Alessandro Pagano, anche questo importante monumento della città di San Cataldo sarà restaurato e restituito, quanto più possibile, alla sua originale configurazione, infatti nei giorni scorsi si sono avviati i lavori di restauro e risanamento conservativo della Chiesa di San Francesco d’Assisi e dell’ex Convento dei Cappuccini, sede dell’IPAB, Casa di ospitalità e Centro di servizi per anziani “Canonico Cataldo Pagano”.
Nel periodo natalizio e della mostra verranno realizzati altri momenti di importante prestigio che allevieranno i dolori della solitudine agli ospiti della casa e non solo anche a quei Sancataldesi che con affetto frequentano l’Ipab.
 

 

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