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AGRIGENTO
- RAPIMENTO DENISE: FORSE ORGANIZZATO DA UN'INTERA FAMIGLIA
AGRIGENTO - Dietro il rapimento di
Denise Pipitone ci sarebbe un intero clan familiare. La bimba
di 4 anni scomparve misteriosamente l'1 settembre di tre anni
fa mentre giocava davanti casa, in via Domenico La Bruna, alla
periferia di Mazara del Vallo. La tesi sui presunti
autori del sequestro di Denise viene sostenuta dal
settimanale "Oggi", in edicola con un articolo che
ricostruisce gli ultimi sviluppi della vicenda.
Il periodico, ha pubblicato che "la Procura di Marsala
sta indagando su cinque (o forse sei) persone, tutte
parenti di Piero Pulizzi o dell'ex moglie Anna Corona,
i genitori di Jessica, la ragazza sospettata fin dal
2004 di aver avuto un ruolo nella vicenda". I nuovi spunti
d'indagine sarebbero originati "dalle dichiarazioni fatte
al procuratore Antonino Sciuto da un detenuto per omicidio,
Giuseppe D'Assaro, cognato di Pulizzi".
D'Assaro, sempre secondo questa ricostruzione, non
conoscerebbe il destino della bimba, ma ha raccontato come e
perché sarebbe stata presa, aggiungendo che "i rapitori non
hanno saputo gestire il sequestro e hanno consegnato la
bambina agli zingari".
Ma perché Denise sarebbe stata rapita? Per l'aspirante
collaboratore di giustizia, che ha confessato di avere ucciso
nella primavera scorsa la sua convivente, Sabine Maccarrone,
di 39 anni, non doveva trattarsi di un rapimento ma di una
"punizione temporanea" nei confronti della madre della bimba,
Piera Maggio, o dello stesso Piero Pulizzi.
Il procuratore Antonio Sciuto, in occasione
dell'anniversario della scomparsa della bimba, del primo
settembre scorso, aveva sostenuto che le indagini erano a una
svolta: "I complici o presunti complici ignoti non sono più
tali", aveva dichiarato puntualizzando che "sono più delle
dita di una mano". Lunedì sera, nel corso della trasmissione
televisiva "Chi l'ha visto?" l'avvocato Giacomo Frazzitta,
legale di Piera Maggio, ha inoltre affermato che Denise
sarebbe stata "segregata per parecchi mesi" dopo il sequestro.
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