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PALERMO -
PROSEGUONO GLI SBARCHI DEI CLANDESTINI
ALL'INDOMANI DELLE TRAGEDIE DEL MARE IN SICILIA E CALABRIA,
CON 17 MORTI E UNA TRENTINA DI DISPERSI

UN NAUFRAGO SALVATO IERI A VENDICARI
PALERMO - Il giorno dopo il naufragio di
ieri sul litorale siracusano in cui sono morti almeno nove
clandestini, mentre altri sette extracomunitari sono riusciti
a raggiungere la riva, ancora sbarchi in Sicilia.
Nella notte altri 41 immigrati sono stati intercettati
a terra sulla spiaggia di Vendicari, nella stessa zona dove è
avvenuta la tragedia di ieri.
All'alba di oggi altri dieci disperati sono stati
fermati in contrada Pantano, nei pressi di Porto Palo di Capo
Passero.
Un terzo sbarco si è invece registrato sul litorale
agrigentino, nei pressi di Porto Empedocle; il numero
dei clandestini è ancora imprecisato.
RIPRESE
LE RICERCHE DEI DISPERSI
Le motovedette della Capitaneria
di porto hanno ripreso già da questa mattina le ricerche dei
numerosi dispersi del naufragio di ieri. I superstiti non sono
stati ancora in grado di indicare con precisione il numero
delle persone - si parla di una trentina - che si trovavano
con loro sul barcone naufragato per le cattive condizioni del
mare. Tra i naufraghi che sono morti anche un ragazzo
dell'apparente età di 14 anni.
BILANCIO TRAGICO DEI NAUFRAGHI DELLA DISPERAZIONE
Troppe le tragedie del mare, con le tante vittime dei traffici
di esseri umani. Il bilancio degli ultimi due tragici approdi
sulle coste siciliane e calabresi è pesante: 17 morti
accertati e moltissimi dispersi.
E per fronteggiare la gravissima situazione la politica torna
a chiedere una strategia europea, affinché vi sia una maggiore
collaborazione da parte di tutti i Paesi Ue per contrastare il
mercato dei nuovi schiavi.
IN SICILIA - A Vendicari, uno dei luoghi naturalistici
più rinomati della Sicilia, si è consumata la tragedia di
ieri. Sulla spiaggia e in acqua sono stati recuperati 9
cadaveri.
Un altro clandestino morto è stato trovato stamattina, nei
pressi della riserva. Ma il bilancio delle vittime del mare
potrebbe ancora aumentare. Infatti, a bordo del gommone,
sbattuto a riva dal mare agitato, c'erano all'imbarco 24
persone, secondo il racconto dei 7 sopravvissuti raccolti
sulla spiaggia del siracusano.
Questo gommone, e un altro recuperato tra gli scogli,
sarebbero i mezzi utilizzati dagli immigrati per raggiungere
terra, dopo essere stati trasbordati da un peschereccio che li
ha abbandonati in mare, nonostante la tempesta.
IN CALABRIA - I naufraghi erano partiti dall'Egitto, da
Haiza, i circa 150 palestinesi che da tempo coltivavano un
sogno: l'Italia (o l'Europa). Il viaggio per approdare in
Calabria è iniziato circa una settimana fa.
Ma non tutto è filato liscio, poiché vicino alla costa
calabrese, il motore del barcone di legno su cui viaggiavano,
lungo una trentina di metri, ha avuto un'avaria e il mezzo è
diventato ingovernabile a causa del mare a forza otto. L'urto
con una secca ha reso la situazione drammatica, aggravata dal
fatto che il barcone è andato letteralmente in pezzi. Sulla
spiaggia, raggiunta a nuoto, è stato trovato il grosso degli
immigrati. Un gruppo di 25 persone è riuscito ad allontanarsi
ed è stato individuato nel cimitero di Gioiosa Jonica. Altri
sono stati trovati a piccoli gruppi nelle vicinanze. I sette
cadaveri sono stati recuperati in parte sulla spiaggia e in
parte in mare. All'appello, se si considera che gli immigrati
trovati sono stati 126 e sette sono quelli morti,
mancherebbero altri 24 clandestini.
Ancora il numero dei dispersi resta incerto. Le
ricerche continuano. Nessuna traccia, almeno per il momento,
degli scafisti. L'ipotesi è che si siano confusi tra gli
immigrati. Ma potrebbero anche essere riusciti a fuggire.
"E' indispensabile una strategia europea con programmi
coordinati che puntino allo sviluppo socio-economico delle
aree più povere del mondo", ha detto il presidente della
regione siciliana Salvatore Cuffaro; "é ora che la comunità
internazionale si adoperi per interrompere i flussi regolati
da interessi criminali e mafiosi", sottolinea Agazio Loiero.
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