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PALERMO -
Il capoluogo siciliano ricorda il sacrificio del generale e
prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela
Setti Carraro e dell'agente della scorta Domenico Russo,
trucidati dalla mafia 25 anni fa in via Carini

PALERMO
- Sono trascorsi 25 anni dalla strage di via Carini, dove il 3
settembre del 1982 a Palermo vennero trucidati dalla mafia
l'allora prefetto, generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, a 62
anni, la moglie Emanuela Setti Carraro, a 32, e l'agente di
scorta Domenico Russo, che all'epoca si era sposato da appena
due mesi.
Stamani, a Palermo, dopo la cerimonia religiosa officiata da
monsignor Gambino, e' stata intitolata al generale dei
carabinieri scomparso la caserma sede del comando regionale
dell'Arma.
Madrina della cerimonia è stata Agnese Borsellino, sorella di
Paolo, il giudice ucciso dalla mafia.
Presente anche Nando Dalla Chiesa, che ha ricordato
agli intervenuti il padre e come avesse imparato a conoscere
il suo lavoro proprio in quella stessa caserma.
Oggi Palermo si è fermata per rendere omaggio ad un grande servitore
dello Stato, al prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla
Chiesa, nato il 27 settembre 1920 a Saluzzo in
provincia di Cuneo. Stamani alle 9.15, nella chiesa di
Santa Maria di Monserrato in piazza Croci, è stata celebrata
una messa in memoria delle tre vittime. Al termine, sono state
deposte corone d'alloro in via Isidoro Carini, dove avvenne il
mortale attentato la sera del 3 settembre 1982.
Alle 10.45, la Caserma "Bonsignore", sede del Comando
Regione carabinieri Sicilia, è stata intitolata al generale
Dalla Chiesa. Presenti alla cerimonia: il comandante generale
dell'Arma dei Carabinieri, Gianfrancesco Siazzu, i familiari
di Dalla Chiesa, e le massime autorità civili, militari e
religiose.
"Penso mio padre quando lo incontravo in questa caserma,
ho imparato a conoscerlo qui, proprio in questo luogo ho
potuto apprezzare il lavoro che era capace di svolgere e ho
capito che era un lavoro fatto di rischi". Questo il commosso
ricordo di Nando Dalla Chiesa. "Ricordo mio padre - ha detto
Nando - mentre teneva discorsi di addio ai suoi carabinieri
schierati nel cortile, io stavo finendo la tesi di laurea e mi
affacciavo per ascoltare la sua buona retorica militare, così
piena di sentimenti".
"Non bisogna dimenticare il valore di questi uomini che
con coraggio, orgoglio e determinazione hanno servito l'Italia
a costo della loro stessa vita". Ha dichiarato Claudio
Scajola, presidente del Copaco (Comitato parlamentare di
controllo sui servizi segreti). Giuliano Amato ha
detto: "La sua eredità è ancora attuale per
sconfiggere finalmente la criminalità organizzata. Oggi
ribadiamo la ferma volontà dello Stato di proseguire la sua
battaglia sulla base di ciò che egli fece e quindi ci insegnò:
l'importanza del metodo di coordinamento e la ferrea volontà
di vincere la battaglia con la collaborazione di tutte le
forze della società".
Il senatore di Fi Carlo Vizzini, della commissione
parlamentare antimafia, ha ricordato che:"Il generale Carlo
Alberto Dalla Chiesa fu trucidato barbaramente insieme alla
moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente Domenico Russo da
una mafia forte sul territorio mentre un Governo pavido non
gli dava i necessari poteri mostrandolo così isolato e debole.
Dopo 25 anni la mafia, nonostante i successi della
magistratura e delle forze dell'ordine, c'è ancora; è forte, è
tra noi e si augura che alle commemorazioni non seguano mai
concreti impegni della politica".
Così Anna Finocchiaro: "Nel ricordo di quel tragico 3
settembre non possiamo che stringerci a Nando Della Chiesa ed
a tutti gli altri familiari delle vittime. Dalla Chiesa è
stato un esempio di strenua lotta alla mafia e di profondo
impegno per lo Stato, per la legalità, per il Sud, fino al
sacrificio personale. Un sacrificio che allora scosse gli
animi e che anche oggi deve continuare a scuotere la società
civile nella mobilitazione contro il potere mafioso, a partire
dalla Sicilia e dal Sud che molto devono a uomini come Dalla
Chiesa, come Falcone, come Borsellino".
"Palermo non dimentica l'impegno del generale Dalla Chiesa
- ha detto il sindaco di Palermo Diego Cammarata - Il
ricordo del suo sacrificio deve continuare ad essere per tutti
noi, come è già stato in questi anni, una spinta a guardare
avanti, a progettare il futuro, a costruire quello sviluppo
sociale ed economico che costituisce il primo vero risultato
vincente nella lotta contro la mafia".
Anteprima della miniserie Mediaset "Il Generale dalla Chiesa"
Mercoledì, alle 19, nel complesso monumentale di Santa
Maria dello Spasimo, verrà proiettata in anteprima, con
ingresso a inviti, la miniserie Mediaset in due puntate "Il
Generale dalla Chiesa", prodotta da Mediavivere, che andrà in
onda su Canale 5 il 10 e l'11 settembre. All'anteprima,
organizzata con il patrocinio del Comune di Palermo, saranno
presenti il sindaco Diego Cammarata, il presidente di Mediaset
Fedele Confalonieri, alti rappresentanti delle Istituzioni e
delle Autorità civili e militari e il regista Giorgio
Capitani.
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