CATANIA -
INCLUSIONE SOCIALE PIU’ FACILE PER SOGGETTI IN ESECUZIONE
PENALE ESTERNA CHE PER EX DETENUTI
I detenuti recidivi di Catania e provincia sono 554, su un totale di 2812
detenuti nelle carceri siciliane e oltre 6 mila della media
italiana
CATANIA
- Approda a Catania la ''Progettazione integrata tra autorità
pubbliche e privato sociale-Nap Italia''. Dopo l'applicazione dell'indulto, 30 giugno 2006 i
detenuti che hanno lasciato le carceri di Catania e provincia
sono stati circa 307: la più alta percentuale di ‘’fruitori’’
del provvedimento sono stati i detenuti di Caltagirone (136) e
Catania, Piazza Lanza (115) seguiti a pari merito da Bicocca e
Giarre con 28 scarcerati. Per quanto riguarda, invece, gli
indultati da misura alternativa al 31 dicembre 2006 sono 281.
Questa e' la fotografia di Catania e provincia,
scattata
dal dipartimento amministrazione penitenziaria, tra detenuti
ex detenuti usciti con l'indulto, tossicodipendenti ed ex
tossicodipendenti, a cui si rivolge la ''Progettazione
integrata tra autorità pubbliche e privato sociale-Nap Italia''.
Un dato interessante e’ quello relativo ai recidivi di Catania
e provincia: 554 su un totale di 2812 detenuti nelle carceri
siciliane e oltre 6 mila della media italiana. Di questi 359 sono i recidivi colti in flagranza di reato,
quasi 200 per provvedimenti vari dell’ autorità giudiziaria.
“ Sono dei dati che fanno riflettere – dice Maria Annunziata
Riccioli, dirigente ufficio esecuzione penale esterna (Uepe)
di Palermo in rappresentanza del provveditorato regionale per
la Sicilia – Mentre sono stabili i dati relativi ai casi di
affidamento a misure alternative le carceri stanno avviandosi
sempre più verso un’altra inesorabile sovraffollamento. Non a
caso anche le previsioni della comunità europea confermano
questo trend. Un altro dato da non sottovalutare e’ la minore
percentuale di recidivi provenienti da detenzione alternative
Uepe rispetto agli ex carcerati. Questo vuol dire che le
misure alternative funzionano per la maggiore valenza
rieducativa e che la chiave di svolta è accompagnare l’ex
detenuto nel suo percorso di inclusione sociale”.
Il progetto Nap prevede l'attivazione nell'arco del 2007, in
tutte le province siciliane di seminari con cadenza mensile
aperti a operatori penitenziari in cui sara' illustrata la
strategia europea di ''Inclusione sociale''. I seminari nelle
province saranno gestiti da almeno cinque rappresentanti di
enti
pubblici e del privato sociale locale che da anni lavorano nel
settore. Alla fine sara' stilato un report finale, che sara'
consegnato a rappresentanti della Comunita' europea, sulla
base
del quale definire le misure e le azioni da applicare in
Sicilia
e all'assegnazione dei fondi 2007-2013.
Per quanto riguarda reati legati alla tossicodipendenza “ non
ci sono dati particolarmente allarmanti – dice Vincenza
Speranza, direttore ufficio di servizio sociale per i
minorenni di Catania – sono piu’ diffusi anche tra i minorenni
i reati contro il patrimonio, rapine e furti aggravati con un
abbassamento dell’età anche ai 13 anni: i cosiddetti primari”.