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ENNA -
ARRESTATI I RESPONSABILI DELLA COMUNITA' PER MINORI "IL
QUADRIFOGLIO": AVEVANO TRASFORMATO IL CENTRO IN UN LUOGO DI
TORTURE E SOPRUSI
ENNA
- Arrestati i responsabili della casa per minori "Il
Quadrifoglio", che avrebbero trasformato la comunità alloggio
per minori e anche disabili, in un luogo di torture a Enna.
Con questa accusa sono stati arrestati dalla squadra mobile la
responsabile della struttura Olimpia Arangio, 36 anni, e il
suo vice Mario Marasà di 33, entrambi ennesi e rispettivamente
direttrice e supervisore della casa alloggio "Quadrifoglio".
Dove, secondo gli investigatori, sarebbero state inflitte
punizioni continuate e violente sia corporali - schiaffi,
punture con spilli - sia psicologiche, quali la minaccia
costante di non far incontrare per lungo tempo i familiari in
caso di disubbidienza. Senza responsabilità, i
bambini sarebbero stati addirittura alimentati con cibi di
scarsa qualità, spesso scaduti. Indecente, poi, secondo gli
inquirenti, il quadro igienico dei minori a causa di prodotti
inadeguati alla pulizia, tra l'altro il vestiario dei piccoli
era malandato e logoro. Arangio e Marasà sono indagati anche
per il reato di abbandono di minori, in quanto dalle indagini
della squadra mobile ennese, diretta da Tito Cicero, è emerso
che il personale di sorveglianza era del tutto insufficiente,
per cui i minori vivevano in un stato di promiscuità che
avrebbe favorito casi di abusi sessuali, ancora in corso di
accertamento, ad opera di ospiti disabili più grandi. Inoltre
i due dirigenti sono indagati per violenza privata nei
confronti di alcuni dei dipendenti della casa alloggio per
averli obbligati, con minacce di licenziamento, a fatturare
alcune loro spese private a nome del "Quadrifoglio", per
vantaggi fiscali. E si aggiunge anche l'accusa di
malversazione in danno dello Stato, in quanto avrebbero
distratto la destinazione delle rette pagate dagli enti
territoriali per il mantenimento dei minori e dei disabili
alloggiati. Infine, la sola Olimpia Arangio è indagata anche
per avere attestato falsamente al Tribunale per i Minorenni di
Caltanissetta, una serie di fatti del tutto inventati, tesi a
conseguire la permanenza dei minori presso la struttura da lei
diretta, continuando ad incassare le rette corrisposte dai
Comuni. E' in corso il trasferimento dei minorenni e dei
disabili in altre strutture.
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