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PALERMO -
CELEBRAZIONI 60° REGIONE SICILIANA, NAPOLITANO NEL GIARDINO
DELLA MEMORIA

PALERMO - Secondo giorno di celebrazioni, con il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione
del 60° anniversario della nascita della Regione Siciliana.
Quella di oggi è stata e sarà ricordata come una giornata
all’insegna della festa e di emozioni per tante associazioni
di impegno civile e tanti siciliani onesti accorsi a Ciaculli
nel "Giardino della Memoria".
La rinascita della legalità è Il Giardino della Memoria,
che è un pezzo di quella famosa Conca d’Oro, di cui si parlava
nei libri della nostra infanzia, quel che rimane di quel
giardino mediterraneo di secoli fa. Negli ultimi 50 anni,
questo delizioso Giardino intensamente coltivato a mandarini,
era il regno del boss Michele Greco, da quasi due anni
in questo pezzo di terra confiscato alla mafia, è stato
realizzato il Progetto Giardino della Memoria, che ricorda,
una per una, le vittime di Cosa Nostra. E' il simbolo dei
colpi inferti alla mafia, quella mafia «bastonata» dagli
arresti che ora «sta rialzando la testa». Fatto che preoccupa
anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che
ben ricorda, commuovendosi ricordando i tragici giorni degli
omicidi degli ultimi 25 anni, come quello del segretario
regionale del Pci, Pio La Torre (1982). Il Giardino della
Memoria è una tappa che non è solo simbolica, come non sono
solo simbolici gli alberi «a futura memoria» che vengono
piantati sul terreno confiscato al boss papa della mafia.
Una fetta di territorio un tempo controllato da Cosa nostra,
che Unione cronisti e Ass. Nazionale Magistrati hanno
ottenuto, trasformandolo in un " luogo simbolo della
legalità". A passeggio fra gli alberelli piantati a cura
dell'Orto Botanico di Palermo si trovano i nomi di politici,
giornalisti, magistrati, commercianti, carabinieri caduti per
mano di mafia e terrorismo. Ci sono gli alberi dedicati a
Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, Pio La Torre e Rosario
Di Salvo, Peppino Impastato, le vittime di Portella della
Ginestra. «Continuate così, state facendo un ottimo lavoro»,
dice il Presidente ai cronisti ed a quei ragazzi di
«Addiopizzo» che hanno scosso l’apatia dei commercianti. E poi
prosegue: «Farete, e riusciremo a fare insieme, la nostra
parte nella lotta a Cosa Nostra». E avverte, riferendosi
all’ultimo omicidio eccellente di Palermo: Un richiamo a non
abbassare la guardia: «Non dimentichiamo - ha detto Napolitano
usando le parole del filosofo Norberto Bobbio - che purtroppo
l’Italia è anche un paese tragico, dove per alcune stragi non
si è fatta giustizia o la si è fatta molto parzialmente».
Tutti concordi col Capo dello Stato nel dire che l’allarme è
alto dopo l’assassinio del boss Ingarao avvenuto in pieno
centro. E questo avviene solo se la mafia si sente padrona del
territorio. «Evidentemente la mafia non era così immersa -
sottolinea Napolitano - Lo voglio dire in questo ”Giardino
della memoria” che è il simbolo dei colpi inferti alla mafia:
anche se tanti colpi sono stati subiti, altri ancora sono
stati inferti alla mafia». Ma ciò che più sta a cuore al Capo
dello Stato è «trasmettere la nostra memoria ai giovani. Ecco
perché nei mesi scorsi ho creduto di dover intervenire
affinché ci fosse una decisione del Parlamento per istituire
una giornata in memoria delle vittime del terrorismo e delle
stragi, ma vorrei accomunare lo stesso sentimento di
riconoscenza anche alle vittime della mafia. Eroi caduti per
la libertà, la democrazia e la legalità nel nostro Paese». E
dice che sì, il 9 maggio Giornata della Memoria «vorrei
accomunare nello stesso omaggio tutte queste vittime». «Si al
giorno della memoria » La mafia ha ricominciato a sparare
proprio a Palermo e il Capo dello Stato prima osserva che
evidentemente «non era poi così immersa» e poi incita a
«contrastarla immediatamente». II Ricordare ogni anno chi è
morto per la libertà e la democrazia a una data fissa. Il Capo
dello Stato, da Palermo, rivolge al Governo ed al Parlamento
la proposta, spiegando che la giornata della memoria
collettiva sarà rivolta sia alle vittime dei terroristi che
dei mafiosi. Nella visita a Palermo, per i 60 anni
dell'Assemblea dell'Assemblea Regionale Siciliana che, secondo
un sondaggio recentissimo,solo una sparuta percentuale di
isolani sa cosa sia. Il Presidente Napolitano, ricorda il
passato, ripercorre con le sue parole una stagione intera,
guarda al presente. Quella che volge al termine è stata una
stagione dalle emozioni; un grande attenzione delle scuole, e
la presenza di tanti giovani, che finora hanno mostrato il
grande spirito di sacrificio di testimoni di una gioventù
sensibile che non si arrende. E proprio ai veri protagonisti,
quelli che giorno dopo giorno lottano sul campo, va il
meritato elogio della sorella di Falcone : «Questi ragazzi
sono stati magnifici, con grande impegno e determinazione
stanno onorando il riscatto della gente del Sud: a loro va un
sentito riconoscimento, con la speranza che riescano a
regalarci enorme soddisfazioni. Di impegni a favore della
legalità dice Maria Falcone - negli ultimi anni sono
sviluppati, creando un movimento di associazioni e di
insegnanti che a poco a poco si stanno organizzando in rete.
Purtroppo, però, il punto dolente resta sempre la mancanza di
un'adeguata politica economica di sviluppo per il meridione e
se non si penserà a questo problema riconoscendogli una
priorità assoluta, resterà sempre a metà del guado. Le vorrei
chiedere - conclude la sorella di Giovanni Falcone,
rivolgendosi al Capo dello Stato - a nome di tanti giovani del
nostro Sud che lei si facesse interprete di questa priorità
essenziale della politica".
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