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DALL'ITALIA E DAL MONDO

15 giugno 2007

PALERMO - CELEBRAZIONI 60° REGIONE SICILIANA, NAPOLITANO NEL GIARDINO DELLA MEMORIA

PALERMO - Secondo giorno di celebrazioni, con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del 60° anniversario della nascita della Regione Siciliana. Quella di oggi è stata e sarà ricordata come una giornata all’insegna della festa e di emozioni per tante associazioni di impegno civile e tanti siciliani onesti accorsi a Ciaculli nel "Giardino della Memoria".
La rinascita della legalità è Il Giardino della Memoria, che è un pezzo di quella famosa Conca d’Oro, di cui si parlava nei libri della nostra infanzia, quel che rimane di quel giardino mediterraneo di secoli fa. Negli ultimi 50 anni, questo delizioso Giardino intensamente coltivato a mandarini, era il regno del boss Michele Greco, da quasi  due anni in questo pezzo di terra confiscato alla mafia, è stato realizzato il Progetto Giardino della Memoria, che ricorda, una per una, le vittime di Cosa Nostra. E' il simbolo dei colpi inferti alla mafia, quella mafia «bastonata» dagli arresti che ora «sta rialzando la testa». Fatto che preoccupa anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ben ricorda, commuovendosi ricordando i tragici giorni degli omicidi degli ultimi 25 anni, come quello del segretario regionale del Pci, Pio La Torre (1982). Il Giardino della Memoria è una tappa che non è solo simbolica, come non sono solo simbolici gli alberi «a futura memoria» che vengono piantati sul terreno confiscato al boss papa della mafia. Una fetta di territorio un tempo controllato da Cosa nostra, che Unione cronisti e Ass. Nazionale Magistrati hanno ottenuto, trasformandolo in un " luogo simbolo della legalità". A passeggio fra gli alberelli piantati a cura dell'Orto Botanico di Palermo si trovano i nomi di politici, giornalisti, magistrati, commercianti, carabinieri caduti per mano di mafia e terrorismo. Ci sono gli alberi dedicati a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, Pio La Torre e Rosario Di Salvo, Peppino Impastato, le vittime di Portella della Ginestra. «Continuate così, state facendo un ottimo lavoro», dice il Presidente ai cronisti ed a quei ragazzi di «Addiopizzo» che hanno scosso l’apatia dei commercianti. E poi prosegue: «Farete, e riusciremo a fare insieme, la nostra parte nella lotta a Cosa Nostra». E avverte, riferendosi all’ultimo omicidio eccellente di Palermo: Un richiamo a non abbassare la guardia: «Non dimentichiamo - ha detto Napolitano usando le parole del filosofo Norberto Bobbio - che purtroppo l’Italia è anche un paese tragico, dove per alcune stragi non si è fatta giustizia o la si è fatta molto parzialmente». Tutti concordi col Capo dello Stato nel dire che l’allarme è alto dopo l’assassinio del boss Ingarao avvenuto in pieno centro. E questo avviene solo se la mafia si sente padrona del territorio. «Evidentemente la mafia non era così immersa - sottolinea Napolitano - Lo voglio dire in questo ”Giardino della memoria” che è il simbolo dei colpi inferti alla mafia: anche se tanti colpi sono stati subiti, altri ancora sono stati inferti alla mafia». Ma ciò che più sta a cuore al Capo dello Stato è «trasmettere la nostra memoria ai giovani. Ecco perché nei mesi scorsi ho creduto di dover intervenire affinché ci fosse una decisione del Parlamento per istituire una giornata in memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, ma vorrei accomunare lo stesso sentimento di riconoscenza anche alle vittime della mafia. Eroi caduti per la libertà, la democrazia e la legalità nel nostro Paese». E dice che sì, il 9 maggio Giornata della Memoria «vorrei accomunare nello stesso omaggio tutte queste vittime». «Si al giorno della memoria » La mafia ha ricominciato a sparare proprio a Palermo e il Capo dello Stato prima osserva che evidentemente «non era poi così immersa» e poi incita a «contrastarla immediatamente». II Ricordare ogni anno chi è morto per la libertà e la democrazia a una data fissa. Il Capo dello Stato, da Palermo, rivolge al Governo ed al Parlamento la proposta, spiegando che la giornata della memoria collettiva sarà rivolta sia alle vittime dei terroristi che dei mafiosi. Nella visita a Palermo, per i 60 anni dell'Assemblea dell'Assemblea Regionale Siciliana che, secondo un sondaggio recentissimo,solo una sparuta percentuale di isolani sa cosa sia. Il Presidente Napolitano, ricorda il passato, ripercorre con le sue parole una stagione intera, guarda al presente. Quella che volge al termine è stata una stagione dalle emozioni; un grande attenzione delle scuole, e la presenza di tanti giovani, che finora hanno mostrato il grande spirito di sacrificio di testimoni di una gioventù sensibile che non si arrende. E proprio ai veri protagonisti, quelli che giorno dopo giorno lottano sul campo, va il meritato elogio della sorella di Falcone : «Questi ragazzi sono stati magnifici, con grande impegno e determinazione stanno onorando il riscatto della gente del Sud: a loro va un sentito riconoscimento, con la speranza che riescano a regalarci enorme soddisfazioni. Di impegni a favore della legalità dice Maria Falcone - negli ultimi anni sono sviluppati, creando un movimento di associazioni e di insegnanti che a poco a poco si stanno organizzando in rete. Purtroppo, però, il punto dolente resta sempre la mancanza di un'adeguata politica economica di sviluppo per il meridione e se non si penserà a questo problema riconoscendogli una priorità assoluta, resterà sempre a metà del guado. Le vorrei chiedere - conclude la sorella di Giovanni Falcone, rivolgendosi al Capo dello Stato - a nome di tanti giovani del nostro Sud che lei si facesse interprete di questa priorità essenziale della politica".

 

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