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PALERMO -
UCCISO SORVEGLIATO SPECIALE NICOLO' INGARAO, SI TEME NUOVA
GUERRA DI MAFIA: UN KILLER LO HA FREDDATO CON 4 COLPI DI
PISTOLA
PALERMO
- L'esecuzione di oggi, del
sorvegliato speciale Nicolò Ingarao, avvenuta a Palermo nei
pressi di piazza Noce fa temere agli inquirenti l'inizio di
una nuova e sanguinosa guerra di mafia.
Ingarao, pregiudicato in odor di mafia, era uscito dal
commissariato dopo aver firmato il registro dei sorvegliati.
Evidentemente il killer, o forse c'erano anche altri complici,
si è avvicinato a lui e lo hanno freddato con almeno 4
pistolettate. Sul luogo del delitto si sono recati i
carabinieri, che stanno conducendo le indagini.
Nicolò Ingarao, che aveva 46 anni, al momento dell'agguato si
trovava in via Pietro Geremia, una traversa della trafficata
via Lancia di Brolo. In mano aveva un quotidiano e una
bottiglia d'acqua. Non è morto subito ma è spirato dopo un
tentativo di rianimazione da parte degli operatori sanitari di
un'ambulanza.
La via Pietro Geremia è molto frequentata e ad un isolato dal
luogo dell'omicidio c'è anche l'ospedale Aiuto Materno. Subito
dopo gli spari, dai balconi delle abitazioni in via Geremia si
sono affacciate delle persone, alcune delle quali hanno anche
fotografato col videofonino la scena del delitto.
Secondo gli inquirenti, Ingarao era uno dei boss emergenti ai
vertici di Cosa nostra palermitana, che controllano il
territorio del mandamento di Porta nuova. L'ucciso era stato
condannato lo scorso febbraio dal gup a 9 anni di carcere per
associazione mafiosa. Aveva ricevuto ordini di custodia
cautelare in carcere nell' ottobre 2005 e nel giugno 2006,
nell'ambito dell'operazione Gotha: era inquisito per mafia ed
estorsioni, ed era stato chiamato in causa da vari
collaboratori di giustizia tra cui Francesco Famoso ed
Emanuele Andronico.
"C'è il rischio che al delitto Ingarao ne seguano altri
nello stesso segno o come reazione dell'altra fazione", ha
detto il procuratore di Palermo, Francesco Messineo. "Con la
cattura di Provenzano - ha proseguito - poteva esserci o una
continuità nella linea moderata o una fuga in avanti per
tentare di modificare gli equilibri del territorio. E' presto
per dire cosa accadrà ma siamo preoccupati. Dietro il delitto
Ingarao potrebbe esserci la forte contrapposizione in corso
fra il capo mafia detenuto Nino Rotolo e il boss latitante
Salvatore Lo Piccolo legata al controllo del territorio di una
zona della città, quella della Noce, appetibile in quanto
ricca di attività commerciali. Ingarao potrebbe essere stato
eliminato perché ritenuto vicino a Rotolo".
"Quello avvenuto alla Noce - ha concluso - è il primo
innegabile omicidio di mafia di un personaggio di grosso
calibro degli ultimi tempi". Messineo si è detto convinto che
"non dovrebbero esserci correlazioni tra l'omicidio di oggi e
quello di Vassallo tre giorni fa a S. Giuseppe Jato".
Messineo ha specificato che "Ingarao era stato scarcerato
nel novembre del 2006 per scadenza dei termini di custodia
cautelare". Il capomafia di Porta nuova, ritenuto vicino al
boss Nino Rotolo, detenuto, nel corso dell'operazione Gotha
contro i fiancheggiatori di Provenzano era stato arrestato
nuovamente "ma - ha detto Messineo - per la regola del divieto
di contestazione a catena, era stato liberato in quanto i
termini di carcerazione erano decorsi".
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