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CATANIA - MARISA GRASSO, LA VEDOVA DI FILIPPO RACITI, RICORDA IL MARITO
"DOLCE ED AFFETTUOSO"
E A CATANIA IL PRIMATO DELLA DELINQUENZA MINORILE
di Enza Garipoli
6 febbraio 2007

LA ZONA IN CUI SI TROVA L'ABITAZIONE
DELLA FAMIGLIA RACITI AD ACIREALE
CATANIA - Dalla sua abitazione di Acireale, il giorno dopo i funerali di
Filippo Raciti, l'ispettore capo della polizia assassinato la notte di
venerdì 2 febbraio scorso a causa dei violenti scontri con delinquenti
organizzati nel derby Catania - Palermo, la signora Marisa Grasso ricorda il
marito in una nota affidata all'Ansa:
"Onore, dignità, lealtà, sincerità, altruismo, rispetto, generosità,
disponibilità, fedeltà, alto senso del dovere, dolce marito, padre
affettuoso. Questo era l'ispettore capo Filippo Raciti".
Oggi a Catania la solita vita, uffici scuole e negozi aperti,
Sant'Agata è già un ricordo ma non è stata la Festa degli altri anni. Tutto
è stato offuscato da un velo di dolore a causa del derby insanguinato.
L'uccisione, da parte di un esagitato, dell'ispettore Raciti continua a
occupare i discorsi della gente perbene e di tutte le età.
A CATANIA IL PRIMATO DELLA DELINQUENZA MINORILE
Naturalmente ci sono anche gli stupidi e gli ignoranti, che proprio
ad alcuni solerti giornalisti del "Nord" avrebbero dichiarato il loro
disappunto per questa triste Festa di Sant'Agata in tono minore.
Dichiarazioni discutibili e dalle quali si dissocia la stragrande
maggioranza di Catanesi ragionanti, ma che hanno fatto fare una figuraccia
proprio al sindaco Umberto Scapagnini che stasera è stato ospite
della trasmissione di Ferrara "Otto e mezzo" su La 7. ma cosa dire?
Che la madre dei cretini è sempre incinta? Ma questo è risaputo...
Io , però, una tiratina d'orecchi ai soliti colleghi oltre Stretto
che quando vogliono fare "scalpore" e "colore" per i loro triti "servizietti"
ti vanno ad individuare apposta le facce più truci ed ignoranti possibile,
nel tentativo di accontentare quelli che gridano "morte ai terroni". Ma
perché non intervistano invece le persone qualsiasi, quelle che s'incontrano
in via Etnea e non nelle estreme e sperdute periferie? Non si dimentichino,
questi colleghi, che Catania è anche sede di una prestigiosa Università e
che c'è un tasso di scolarizzazione altissimo rispetto a tante grandi città
del Nord Italia.
Ma è anche vero che, purtroppo, a causa della disastrosa economia
nazionale e non solo isolana, anche il tasso di disoccupazione è
altissimo. Se a questo aggiungiamo che tanti giovani vivono da
disadattati in famiglie tali solo di nome e non di fatto, non è difficile
comprendere il degrado sociale della maggioranza di questi emarginati.
Ma, mi si può certamente obiettare che tra i fermati per gli scontri di
contorno al derby di venerdì sera, ci sono anche due figli di medici ed il
figlio di un poliziotto: ed io rispondo che, intanto, occorre prima
vagliare la posizione di questi ragazzi e poi, certamente, non sarebbero
altro che l'eccezione che conferma la regola. Perché da troppi anni ha il
triste primato della delinquenza minorile, e non è la seconda in Italia dopo
Napoli, come erroneamente è stato riportate dalle cronache di questi giorni,
che hanno evidenziato erroneamente il relativo dato diffuso dal procuratore
generale presso il Tribunale di Catania.
Infatti, i dati relativi alla delinquenza minorile di Napoli comprendono
tutta la Campania, mentre quelli riguardanti Catania comprendono
soltanto il Distretto di Catania, che a sua volta comprende le città di
Siracusa, Ragusa e pochi altri centri della sicilia orientale.
Ad Acireale, dove abita la famiglia Raciti, non si può fare a meno di
ammirare la grande compostezza e forza d'animo della signora Marisa Grasso:
esempio di donna forte e generosa, degna di immensa stima da parte di tutti
gli abitanti del rione San Martino in cui risiede con i figli.
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