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CATANIA - MORTO AGENTE COLPITO DA BOMBA CARTA, GETTATA DENTRO L'AUTO
IN CUI SI TROVAVA MENTRE SI EFFETTUAVANO CONTROLLI L'ESTERNO DELLO STADIO
MASSIMINO IN OCCASIONE DEL DERBY VINTO DAL PALERMO: FILIPPO RACITI AVEVA 38
ANNI E LASCIA LA MOGLIE E DUE FIGLI PICCOLI
2 febbraio 2007
CATANIA -
Questa sera allo stadio, per il derby con il Palermo si sono dati
appuntamento la violenza e la morte. MORTO AGENTE COLPITO DA BOMBA CARTA
ALL'ESTERNO DELLO STADIO IN OCCASIONE DEL DERBY CON IL PALERMO: FILIPPO
RACITI AVEVA 39 ANNI E LASCIA LA MOGLIE E DUE FIGLI PICCOLI.
Un centinaio i feriti, di cui 70 sono poliziotti e fra questi è
grave un altro agente ferito negli scontri. Venti gli ultras fermati.
Campionato fermato sabato e domenica, mentre sono state bloccate anche le
partite della Nazionale. La Figc ha infatti deciso che dopo la morte del
poliziotto a Catania, oltre a tutti i campionati di calcio non si
giocheranno neanche le gare della nazionale maggiore e dell’under 21, che la
prossima settimana dovevano giocare due amichevoli contro Romania e Belgio.
Gli incidenti di Catania fanno seguito alla morte del dirigente sportivo
calabrese, percosso a morte alla fine di un incontro dilettantistico.
Il gravissimo episodio è stato condannato anche dal mondo politico e
sportivo.
Prodi: "Ci vuole un segnale forte"
ROMANO PRODI (Presidente del Consiglio): "Sono rimasto scioccato. Ho
approvato in pieno la decisione di sospendere il campionato: c'è bisogno di
riflettere, c'è bisogno di una disciplina forte su queste cose. Il primo
pensiero va al morto ed ai suoi figli. Fino a poco fa ho sperato che ce la
facesse, questo militare che è morto dando la vita per il suo lavoro. Ma non
si può rischiare la vita per lo sport.
Non è possibile continuare in questo modo. Dopo i gravissimi incidenti che
si sono verificati questa sera a Catania, il primo pensiero va alle persone
rimaste coinvolte e alle loro famiglie. Ma subito dopo, sento il dovere di
dire che è necessario un segnale forte e chiaro per evitare la degenerazione
dello sport a cui siamo purtroppo drammaticamente sempre più spesso
assistendo".
GIOVANNA MELANDRI (ministro delle Politiche Sportive): "Esprimo il
mio più sincero cordoglio alla famiglia dell'agente caduto. La morte di un
poliziotto a Catania, aggravata dall'entità degli scontri che hanno
coinvolto la città e causato moltissimi feriti è una notizia sconvolgente,
che lascia attoniti ma che chiama a decisioni immediate e drastiche. Il
Governo non tollererà più che ogni giornata di campionato siano dispiegati
migliaia di agenti delle forze dell'ordine se a rischio rimane l'incolumità
loro e quella dei cittadini. D'accordo con il Ministro dell'Interno Giuliano
Amato :riteniamo che la sospensione della prossima giornata dei campionati
decisa dalla Figc sia una decisione quanto mai opportuna. Il governo e il
mondo dello sport nelle prossime ore dovranno però far sì che il campionato
riparta in maniera totalmente diversa".
GIULIANO AMATO (ministro dell'Interno): Il ministro ha espresso al
capo della Polizia, prefetto Gianni De Gennaro, il suo cordoglio per la
morte dell'ispettore Raciti durante gli scontri di stasera a Catania. Il
pensiero di Amato va - secondo quanto si apprende al Viminale - alla
famiglia dell'agente al quale il ministro esprime vicinanza. Il responsabile
del Viminale sta seguendo, in continuo contatto con il capo della Polizia,
l'evolversi della situazione.
FAUSTO BERTINOTTI (presidente della Camera): "La morte di Filippo
Raciti addolora le coscienze di ciascuno di noi e nello stesso tempo ci
chiama a condannare ogni fenomeno di violenza, sia esso legato a una
manifestazione sportiva o a quant'altro". "Che una partita di calcio -
osserva Bertinotti - si trasformi in uno scontro violento tra presunti
sostenitori di squadre diverse è elemento da deplorare e combattere. Ma oggi
da respingere sono tutte le forme di barbarie che contaminano i nostri
tempi. Alla famiglia di Filippo Raciti vanno le mie più sincere condoglianze
e la mia vicinanza".
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'Garibaldi' di Catania, che attesta la morte dell'ispettore capo della
Polizia. Al suo arrivo al pronto soccorso del nosocomio catanese, Raciti era
in condizioni definite dai medici "disperate".
Il primario del reparto di rianimazione dell'ospedale, Sergio Pintaudi, ha
ricostruito ai microfoni di Sky i momenti drammatici dall'arrivo di Raciti
al pronto soccorso, giunto assieme a diversi feriti, al suo decesso. "Sono
partiti subito i tentativi di rianimarlo e - ha spiegato il medico - per
circa tre quarti d'ora il cuore ha continuato a battere dopo una prima
ripresa. Alla fine però le pupille si sono dilatate e sono diventate vitree
e lì abbiamo capito che non c'era più nulla da fare e non è rimasto altro
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