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CATANIA -  TARSU, PAGAMENTI RINVIATI AL 15 MARZO
23 febbraio 2007

 

CATANIA - Pubblichiamo integralmente il "comunicato del Comune di Catania",  raro esempio di ambiguità tutta da impugnare presso le sedi competenti.
 E intanto i cittadini sono esasperati e stufi di pagare esosi importi per il ritiro della spazzatura. Inoltre, nel comunicato, si informano, tra l'altro, gli stessi, che l'amministrazione rimborserà il maltolto l'anno prossimo, qualora si dovessero riscontrare errori (termine, quest'ultimo, che una penna non proprio eccelsa definisce, nel comunicato, inopinatamente "scompensi", citando ridicolmente un termine cardiologico: ma forse voleva accennare, in senso lato, agli infarti che sono in agguato specialmente nei confronti dei contribuenti più anziani e inviperiti, che sono poco meno di 50mila)!!!!!!!!

Ecco il Comunicato:

In riferimento alla vicenda del pagamento della Tarsu (Imposta sui rifiuti soldi urbani) l’amministrazione comunale rende noto.

“Innanzitutto è opportuno precisare che l’incremento della Tarsu è legge dello Stato (il Decreto Legge “Ronchi” del 5 febbraio 1997 n. 22 - Primo Governo Prodi) che impone ai comuni la copertura integrale dei costi del servizio entro il 31 dicembre 2007.
Nel caso del comune di Catania si è voluto rendere il meno pesante possibile per il contribuente tale incremento, spalmandolo nel triennio 2005/2007.
Poiché quest’anno, che doveva servire da equilibratore intermedio del processo triennale per il raggiungimento dell’obiettivo fiscale previsto dalla legge dello stato, si sono verificati scompensi che hanno gravato impropriamente su alcune fasce di contribuenti, l’Amministrazione ha deciso:
1. di prorogare il termine ultimo di pagamento delle cartelle esattoriali emesse, che scadrebbe il 28 febbraio 2007, al prossimo 15 marzo;
2. di verificare i casi di eventuali
scompensi, onde potere provvedere al necessario riequilibrio nel caso si siano accertati errori in eccedenza o in difetto questi saranno conguagliati nella tassazione dell’anno futuro;
3. in conclusione, alla fine dei tre anni, ogni contribuente, così come prescrive la legge dello Stato, avrà rispettata la copertura del 100% dei consti del servizio, con l’assoluta garanzia di non avere versato 1 euro di troppo”.

L'ultimo comma non spiega bene se il 100 per cento che si pretende, viene calcolato sull'importo della cartella Tarsu all'inizio del triennio, che alla fine verrà raddoppiato al termine del triennio stesso. I contribuenti sperano che sia così, ma moltissimi pertanto non si spiegano il perché la tassa pretesa, con la raffica delle 50mila cartelle emesse, abbia già abbondantemente superato la prefissata "boa del raddoppio"?

 

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