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MODENA - Un siciliano fra i sequestratori di Vanessa Mussini
8 febbraio 2007
MODENA - Un siciliano
è stato sottoposto a fermo, nella tarda di mattinata di oggi, con l'accusa
di avere partecipato al sequestro di Vanessa Mussini, rapita in autostrada
tra Modena e Reggio Emilia. L'uomo, hanno reso noto gli inquirenti durante
una conferenza stampa nella questura di Modena, è stato un "esecutore
materiale, ideatore, favoreggiatore del sequestro e ha offerto supporto
logistico".
Gli investigatori hanno confermato solo il fermo di una persona
(anche se le indiscrezioni continuano a parlare di due) e su molti dettagli
dell'indagine hanno preferito non fornire risposte perché "ci sono ancora
accertamenti in corso". Comunque è stato confermato che era stato chiesto un
milione di euro di riscatto e che l'obiettivo dei sequestratori era tenere
segregata Vanessa Mussini fino al pagamento.
I sequestratori, per convincere la ragazza a fermarsi hanno finto di
essere poliziotti in borghese, poi hanno indotto Vanessa a fermarsi
mostrando dei distintivi falsi.
Gli inquirenti hanno solo detto che al momento non risulta che la persona
fermata conoscesse il padre della vittima. Riguardo all'ipotesi che le
indagini abbiano preso il via dalle minacce ricevute in passato da Vanni
Mussini, gli inquirenti hanno spiegato che "si tratta di due filoni separati
dell'inchiesta", ma che al momento comunque non è più ritenuta credibile
l'ipotesi - avanzata da alcuni organi di stampa - che all'origine del
sequestro ci sia stato uno scambio di persona.
Quanto al luogo dove la giovane è stata segregata, gli inquirenti non
hanno voluto spiegare come si è arrivati alla sua individuazione anche se
non hanno escluso "che una parte determinante l'abbia avuta la memoria della
ragazza". Nessun commento infine alle domande se il fermato (che si trova
già nel carcere di Sant'Anna a Modena) abbia confessato o se abbia
collaborato o meno con gli inquirenti.
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