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CATANIA - LA VEDOVA DI FILIPPO RACITI RINGRAZIA CHI LE E' STATO VICINO E
RICORDA IL SACRIFICIO DEL MARITO UCCISO DAI RAGAZZI CHE TANTO AMAVA
7 febbraio 2007

CATANIA - Marisa
Grasso, la vedova dell'ispettore capo della polizia Filippo Raciti, ha
preso la parola nel corso di una conferenza stampa nella sede della Questura
di Catania e, ricordando il sacrificio del marito ucciso da quei giovani che
tanto amava, ha detto:
«In
queste ore penso alle famiglie dei giovani che sono stati arrestati, è
importante l'educazione che viene dalla famiglia, dalla scuola, dalla
società. Lasciatemelo dire, è altrettanto importante insegnare rispetto per
la divisa. Le forze dell'ordine vanno rispettate. Anzitutto vorrei
ringraziare tutte le persone, tantissime, che in questi giorni sono state
vicino a me, alla mia famiglia e ai colleghi di Filippo. Avrei preferito
rimanere in silenzio, però in questi giorni, ed oggi in particolare, mi sono
state attribuite parole che non ho detto, pensieri che non ho pensato,
situazioni che non ho vissuto.
«Quello
che voglio ribadire è che spero che la morte di mio marito serva a cambiare
qualcosa. Chi gli ha tolto la vita è una persona che non conosce il vero
senso della vita. Una persona che non è capace di vivere, che non conosce il
significato di questa parola, altrimenti non avrebbe mai fatto questo gesto.
Per una ironia della sorte ha tolto la vita a una persona che invece sapeva
vivere. Per me - ha aggiunto Marisa Grasso - è motivo di ulteriore
sofferenza vedere che in questi giorni, per i disordini allo stadio, sono
stati arrestati ragazzi molto giovani, che hanno la stessa età di mia
figlia.
Ricordo che Filippo, quando ritornava a casa dopo il lavoro, mi diceva
sempre: Lo sai Marisa che hanno tutti l'età di Fabiana?
Li guardava come padre. E loro, invece, come guardavano Filippo,
loro, questi ragazzi? Gli dispiaceva che a creare disordini fossero dei
ragazzini.
In queste ore penso alle famiglie dei giovani arrestati. L'importante è
l'educazione che viene dalla famiglia, dalla scuola e dalla società. E
soprattutto, lasciatemelo dire, è anche importante insegnare il rispetto per
la divisa. Sempre. Le forze dell'ordine vanno sempre RISPETTATE».
Poi, Marisa Grasso ha voluto ringraziare anche le mogli dei colleghi di
Filippo Raciti, che le sono state vicine in questi dolorosi momenti: "Al mio
posto - ha detto la vedova Raciti - avrebbero potuto esserci loro. Io
rappresento le mogli dei colleghi di Filippo e per questo non mi sento sola.
Vengo informata continuamente - ha concluso - di testimonianze, di
sottoscrizioni in nome di Filippo e a sostegno della mia famiglia, e questo
a Catania come in altre città d'Italia. Ora ringrazio di cuore tutti, datemi
del tempo, ho bisogno di ritrovare un po' di serenità e poi sarò pronta ad
andare ovunque per parlare di Filippo. Non voglio che il suo nome venga
dimenticato. Farò di tutto, dovunque, per parlare di Filippo, del suo
sacrificio, dell'importanza del lavoro degli agenti, del valore del rispetto
della vita.
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