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CATANIA -  PER SANT'AGATA SOLO FESTEGGIAMENTI RELIGIOSI, DOPO LA MORTE DI FILIPPO RACITI
3 febbraio 2007

CATANIA -  I festeggiamenti in corso a Catania in onore della Patrona Sant'Agata avranno uno sfondo solo religioso.
Questa decisione è stata adottata oggi dopo il vertice in Prefettura con le autorità cittadine. Con il prefetto Anna Maria Cancellieri, si sono incontrati il sindaco Umberto Scapagnini e l'arcivescovo Salvatore Gristina.
"Come fa una città civile come Catania - ha detto il prefetto, parlando dei festeggiamenti per la patrona - a non pensare a quello che è accaduto a un suo concittadino. Gli aspetti religiosi vanno bene, quelli ludici un po' meno...".

Umberto Scapagnini ha dichiarato: "Abbiamo deciso l'abolizione
di qualunque evento folcloristico e il mantenimento dell'aspetto religioso. Il Trofeo sant'Agata in programma questo pomeriggio non si correrà, le candelore rimarranno in cattedrale. La processione della santa, invece, si farà. La nostra patrona deve girare per le vie della città, illuminarci e invitarci a riflettere: non è possibile che per 200 delinquenti si sia privati della nostra santa". Salta dunque innanzitutto la sera del 3, per altri eventi le autorità stanno ancora valutando.

L'autopsia sul corpo dell'ispettore sarà eseguita domani: lo ha deciso la Procura della Repubblica di Catania, che ha nominato un perito di parte. Nella camera mortuaria allestita nell'ospedale Garibaldi stanno intanto arrivando amici, parenti e colleghi dell'ispettore. Alcuni parenti della vittima hanno chiesto ai colleghi di Filippo Raciti di non prestare più servizio durante le partite di calcio. "Lasciate che si scontrino fra di loro - grida un parente ad alcuni agenti -, lasciateli nella loro violenza. Questo non è sport, questa non è civiltà, è solo un massacro".

"Non si può morire per una partita...", dice ancora sotto choc Salvatore Renda,
24 anni, agente del reparto mobile della polizia rimasto ferito ieri negli scontri al Massimino, ancora sotto choc. Ricoverato nel reparto di osservazione del pronto soccorso dell' ospedale Garibaldi ricorda con dolore e commozione gli scontri di ieri.

"Non si può morire per una partita perché un tifoso cerca di fare rivalere le proprie convinzioni sugli altri usando violenza", continua a ripetere dal letto l'agente. Che poi ricostruisce quanto gli è accaduto. "Stavo scortando con dei colleghi un gruppo di tifosi del Palermo al Massimino - ricorda - quando all'improvviso siano stati assaliti dagli ultras del Catania. Ci è arrivato addosso di tutto. E' stata un'imboscata da guerriglia organizzata. All'improvviso l'aria si è resa irrespirabile, mi sono sentito male e sono svenuto".

L'agente Renda
si è svegliato in ambulanza mentre lo portavano al pronto soccorso. "In ospedale - aggiunge visibilmente commosso - ho saputo della morte di Filippo Raciti. Io lo conoscevo: era un amico, un grande professionista stimato da tutti. Conosco anche la moglie. E' una tragedia, non si può morire per una partita...".

Aggiunge Scapagnini: "Quello che è accaduto è inaccettabile,
dobbiamo unirci al massimo livello per combattere questa deriva che non è più sport ma delinquenza". Scapagnini sollecita "tolleranza zero contro dei delinquenti che si fingono tifosi e danneggiano un'intera città".

"Catania - aggiunge il primo cittadino - è una città civile, ma occorre colpire con fermezza e durezza chi sbaglia in questa maniera incredibile. Abbiamo assistito a scene da guerriglia urbana, cose intollerabili. Il lancio della bomba carta è avvenuto all'interno dell'auto dove si trovava il poliziotto, quindi con il chiaro intento di uccidere". Per questo Scapagnini ipotizza che si "possa parlare di omicidio volontario".

"Io - sottolinea il farmacologo - in 40 anni di attività ho assistito a scene strazianti, ma vedere un giovane morire nella sala di rianimazione dell'ospedale Garibaldi, dopo che in un primo momento sembrava si fosse ripreso, mi ha colpito profondamente come uomo e come medico. Giuro a me stesso che farò di tutto e di più perché cose del genere non possano e debbano ripetersi".

Intanto è stato regolarmente montato in piazza Spedini il tradizionale mercatino del sabato allestito nel rione Cibali, nella stessa zona teatro degli incidenti. Ci sono meno bancarelle del solito e meno clienti, ma l'attività continua regolarmente.
 

 

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L'ispettore capo della polizia Filippo Raciti è morto alle ore 22.10 di ieri sera per arresto cardio-respiratorio a seguito delle esalazioni di una bomba carta. Questo in sintesi il referto medico dei sanitari dell'ospedale 'Garibaldi' di Catania, che attesta la morte dell'ispettore capo della Polizia. Al suo arrivo al pronto soccorso del nosocomio catanese, Raciti era in condizioni definite dai medici "disperate".

Il primario del reparto di rianimazione dell'ospedale, Sergio Pintaudi, ha ricostruito ai microfoni di Sky i momenti drammatici dall'arrivo di Raciti al pronto soccorso, giunto assieme a diversi feriti, al suo decesso. "Sono partiti subito i tentativi di rianimarlo e - ha spiegato il medico - per circa tre quarti d'ora il cuore ha continuato a battere dopo una prima ripresa. Alla fine però le pupille si sono dilatate e sono diventate vitree e lì abbiamo capito che non c'era più nulla da fare e non è rimasto altro che constatare il decesso".


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