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PALERMO
- SANITA': SI RIAPRE IL CONFLITTO TRA REGIONE SICILIANA E
GOVERNO NAZIONALE
PALERMO -
(regioni.it) “A distanza di tre mesi dalla battaglia
sull’aumento imposto dallo Stato alla quota di
compartecipazione della Sicilia alla spesa sanitaria il
Governo nazionale si rimangia quanto scritto nella legge
finanziaria e tenta nuovamente di scaricare interamente sulle
casse della Regione i maggiori oneri unilateralmente imposti
da Roma in modo del tutto illegittimo.” Lo denuncia –
in un comunicato - il presidente della Regione Siciliana
Salvatore Cuffaro nell’approssimarsi della scadenza
del 30 aprile stabilita dalla stessa finanziaria per
raggiungere un accordo fra Stato e Regione per l’applicazione
di questi articoli di legge. In base alla Legge Finanziaria
statale per il 2007, come si ricorderà, il concorso
percentuale della Regione siciliana al finanziamento della
spesa sanitaria è destinato ad essere progressivamente
incrementato nel triennio 2007-2009. Si dovrebbe procedere
alla copertura della maggiore spesa attraverso il
trasferimento alla Regione di una percentuale delle accise sui
prodotti petroliferi immessi in consumo nel territorio
dell’Isola corrispondente proprio al maggiore onere.
Le modalità di questo incremento di spesa e del
relativo trasferimento compensativo di risorse devono essere
individuate con una apposita intesa tra Governo nazionale e
Governo regionale.
Poiché è previsto che l’intesa debba perfezionarsi entro il 30
aprile 2007, la Regione ha subito stimolato l’adozione delle
necessarie iniziative che, tuttavia, ad oggi non hanno
conseguito l’effetto sperato. “Questo perché – denuncia il
presidente della Regione - il Ministero dell’Economia,
contrariamente a quanto sostenuto dai parlamentari siciliani
del centro-sinistra, promotori delle disposizioni in
questione, e malgrado l’intervento della senatrice
Finocchiaro, intenderebbe far valere una interpretazione del
tutto diversa. Si vorrebbe far passare il principio secondo
cui l'attribuzione delle accise alla Regione, nella misura
necessaria ad assicurare l’elevazione della sua
compartecipazione, non riguarderebbe gli attuali aumenti
indicati nella stessa Legge finanziaria ma andrebbe a coprire
soltanto gli incrementi futuri ed ulteriori rispetto a questi.
La conseguenza aberrante di questa interpretazione sarebbe che
l’aumento dall’attuale aliquota del 42,5% al 44,85% per l’anno
2007, al 47.05% per l’anno 2008 e al 49,11% per l’anno 2009,
resterebbero, per decisione unilaterale dello Stato, a carico
della Regione”. “Si tratta di interpretazioni unilaterali e
del tutto inaccettabili - dice Cuffaro - alle quali ci
opporremo con forza”.
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