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PALERMO -  APERTO ANNO GIUDIZIARIO
RISULTATI SIGNIFICATIVI NELLA LOTTA ALLA MAFIA
MA CHE CONTROLLA ANCORA GLI APPALTI E I SERVIZI
27 gennaio 2006

 

PALERMOInaugurato l'Anno giudiziario nel distretto della corte d'appello palermitana. Stamani si sono fatti i bilanci riguardo all'attività giudiziaria del 2006, che è stata caratterizzata dal clamoroso arresto di Bernardo Provenzano, per finire con l'efficace operazione dei giorni scorsi contro la cosca di Salvatore Lo Piccolo. Questi risultati hanno fatto, a ragione, ritenere che la pressione repressiva sulla mafia ha raggiunto questi ed altri risultati significativi.
Ma, nonostante i risultati e gli sforzi congiunti della magistratura e delle forze dell'ordine,  Cosa nostra continua a esercitare ancora in Sicilia un controllo forte e diffuso sull'economia e perfino sulla politica.
Questo è corroborato dalle inchieste più recenti che il presidente della corte d'appello di Palermo, Carlo Rotolo, ha ricordato nella sua relazione di stamani in occasione dell' apertura del nuovo anno giudiziario nel distretto di Palermo.

"I rapporti di collusione si realizzano in quella "zona grigia" su cui da tempo - ha detto  Rotolo -  si orientano le indagini più importanti", e così fa menzione e altre la relazione cita quella scaturita dalla collaborazione di Francesco Campanella, già presidente del consiglio comunale di Villabate, il quale ha "riferito anche del ruolo di alcuni esponenti politici di rilievo regionale e di alcuni imprenditori non solo siciliani". Sono proprio loro, ha sottolineato Rotolo, a trarre dal rapporto con le cosche "forza e vantaggi di vario tipo". Fino all'arresto, l'11 aprile dell'anno scorso nelle campagne di Corleone, Provenzano si era impegnato a comporre un vertice ristretto di Cosa nostra del quale fanno parte uomini di provata esperienza e "affidabilità personale" come Lo Piccolo e Matteo Messina Denaro. A loro è stato affidata la guida della transizione da una "fase emergenziale" a una "restaurazione della struttura organica di Cosa nostra, capace di restituire all'associazione la sua tradizionale capacità strategica".

I CONTATTI CON PROVENZANO
I contatti con Provenzano erano mantenuti da questo gruppo ristretto di boss, che talvolta sono "reggenti" temporanei di importanti mandamenti, aveva e ha il compito di tenere contatti con Provenzano attraverso canali riservatissimi sia per continuare a gestire le attività tradizionali come estorsione e usura sia per salvaguardare la struttura e la forza di aggregazione delle "famiglie". Proprio l'industria del "pizzo" mantiene un'estesa diffusione territoriale solo in parte intaccata dalle denunce (poche, per la verità) dei commercianti e dall'opera di sensibilizzazione portata avanti dai ragazzi di "Addiopizzo". Oltre che con gli arresti la mafia è stata colpita attraverso il sequestro e la confisca di beni. Il caso più eclatante è quello del costruttore Vincenzo Piazza al quale sono stati confiscati beni per un miliardo di euro e le quote (8,35 per cento) di una banca.

Gli sbarchi degli extracomunitari, OLTRE 23 MILA DI CUI OLTRE 1.500 BAMBINI
Nella relazione si è anche accennato agli sbarchi di extracomunitari sulle coste della Sicilia. Tra i clandestini che sbarcano in Sicilia cresce la presenza di bambini e di minori. L'anno scorso a Lampedusa e nelle coste agrigentine sono sbarcati quasi 23 mila clandestini.
Di questi, 1.541 erano minorenni. I ragazzi arrivano insieme agli altri disperati trasportati dalle "carrette del mare" e spesso non sono neppure accompagnati. Non hanno nè genitori nè parenti e di regola finiscono nel giro della prostituzione e della criminalità. Come è previsto in questi casi, i ragazzi sono stati condotti nelle comunità alloggio e affidati alle cure del comitato per i minori stranieri a cui la legge affida un compito di accudimento e di rimpatrio assistito. Ma solo in pochi casi vengono rimandati a casa. La maggior parte di loro fugge dai centri di assistenza e finisce, ha spiegato il presidente Rotolo, "nel mondo della clandestinità e del lavoro facile e immediato, quali la prostituzione e la manovalanza criminale".

 

 

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