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APERTURA ANNO GIUDIZIARIO A CATANIA
LA GIUSTIZIA IN SECONDO PIANO
27 gennaio 2006

 

CATANIA -   Anche in Sicilia la giornata odierna è stata dedicata all'apertura dell'Anno giudiziario nei distretti delle Corti di Appello. A Catania si lamentano - "Le restrizioni di bilancio e l'ulteriore riduzione delle spese, che non potevano non incidere in senso peggiorativo sulle dotazioni per l' amministrazione della giustizia".
E' stato il presidente della Corte d'appello di Catania, Guido Marletta, a leggere la sua  relazione introduttiva all'inaugurazione dell'anno giudiziario del distretto di Catania, che comprende anche Siracusa, Ragusa, Caltagirone e Modica, rileva che "l'organico di magistratura degli uffici giudicanti e requirenti è pressoché inadeguato".

"Il punto critico" per il magistrato, è che le restrizioni "sono irrazionali ed ancorati a una cultura del servizio della giustizia che non può essere condiviso", perché,  "sono disposte a tappeto, senza la minima considerazione della peculiarità di moltissimi servizi della giustizia".

"Nel settore dell'amministrazione della giustizia - continua Marletta - non può operarsi alcun serio rapporto tra costi e benefici in una visione strettamente aziendalistica che non tenga conto del rilievo per cui la giurisdizione è garanzia ineliminabile per tutti indipendentemente da costi dei servizi e vantaggi economici per lo Stato o i singoli utenti".
Nella relazione, infatti, si evidenzia che il problema economico incide sulle strutture, sul numero dei magistrati in servizio, sui materiali utilizzati e "investe pesantemente anche la posizione del personale giudiziario" che è "spesso mortificato da trattamenti economici e normativi non adeguati".

Per il presidente della Corte d' appello di Catania Marletta: "E' da potenziare anche lo sforzo economico per l' informatizzazione dei servizi" senza il quale "il pur provvido intervento dello Stato negli ultimi anni perderebbe di efficacia".
 E parla anche della riforma dell'ordinamento giudiziario rilevando che le ultime iniziative del governo "hanno conseguito l' apprezzabile risultato di un rasserenamento del clima politico intorno a un riforma tanto istituzionalmente delicata quanto improrogabilmente necessaria" anche se, osserva il presidente Marletta, "permangono però alcuni effetti perversi" che "continuano a determinare una proliferazione di domande di trasferimento" alla sezione giudicante di pubblici ministeri.
 Il presidente Marletta plaude anche al "grande sforzo e il massiccio impegno" dei magistrati e delle forze dell' ordine del distretto e la "fattiva collaborazione con gli ordini forensi".
L' attività della Procura della Repubblica a Catania nel 2006 ha "prodotto risultati sicuramente apprezzabili" grazie alla "determinazione e allo spirito di sacrificio di magistrati e forze dell' ordine". Afferma il presidente Marletta. "Tuttavia, nonostante l' impegno profuso - rileva il magistrato - non risulta alcuna attenuazione dell'attività estorsiva delle cosche mafiose, mentre appare addirittura in espansione il traffico di sostanze stupefacenti. In particolare, continua l'attività estorsiva ai danni d' imprenditori e commercianti e le vittime di tale reato spesso, anzichè procedere alla denunzia degli estortosi, si assicurano l' esercizio dell' attività d'impresa scegliendo quello che ritengono essere il male minore: vale a dire il sistematico versamento di somme di denaro".

LA MAFIA E' MENO ESOSA
"L' unica novità meritevole di essere segnalata, legata alle attuali difficoltà congiunturali del nostro sistema economico - sottolinea il presidente Marletta - è rappresentata dalla scelta delle organizzazioni criminali di autolimitare le loro pretese, confermando la doverosità del pagamento del pizzo, ma riducendone la misura in modo da adeguare la pretesa antigiuridica alle ridotte capacità economiche dei soggetti passivi".

INFILTRAZIONI MAFIOSE NEGLI APPALTI E SERVIZI PUBBLICI
"Viva preoccupazione - aggiunge il magistrato - deve suscitare il tema delle infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti e servizi pubblici. Dalle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia emerge che le gare d'appalto si distinguono in 'libere' e 'non libere', intendendosi con quest'ultimo termine le gare in cui l'imprenditore, cui dovrà essere assegnato l'appalto, è predeterminato rispetto all'espletamento della gara, per cui nessun altro imprenditore deve presentare offerte che non siano state preventivamente concordate".

"Diminuiscono del 18 per cento rispetto allo scorso anno i delitti denunciati contro noti, rimangono praticamente invariati i delitti denunciati contro ignoti". Rileva il presidente Guido Marletta. "Come gli altri anni - aggiunge il magistrato - i delitti contro il patrimonio sono quelli che hanno un' incidenza maggiore, infatti rappresentano il 45% dei delitti denunciati e tra questi sono i furti i più frequenti e nel 95% l' autore rimane ignoto".
Questi sono solo alcuni dei dati riportati nelle tabelle comparative allegate alla relazione. Gli omicidi sono passati da 49 a 51 (con una crescita del 4%); i tentativi di omicidio da 98 a 80 (-18%); gli omicidi colposi da 433 a 384 (-11%); le lesioni personali volontarie da 3.010 a 2.802 (-7%); le lesioni personali colpose da 4.697 a 4.216 (-10%); i furti da 42.074 a 38.608 (-15%); le estorsioni da 428 a 482 (+13%); i reati per associazione mafiosa da 110 a 105 (-5%).

 

 

 

 

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