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PALERMO - Ricreato il volto della siciliana più vecchia del mondo:
Thea visse 10mila anni fa
26 febbraio 2007

PALERMO - Ricreato il
volto della siciliana più vecchia del mondo: si tratta dell'immagine
scolpita di Thea, una donna non bella che visse 10mila anni. Il suo viso è
allungato per la mandibola sporgente. Ma erano gli unici dettagli che si
potevano scorgere sotto una montagna di capelli crespi e, si suppone, molto
neri. Le fattezze sono indubitabilmente umane ma con i canoni estetici di
oggi difficilmente si può definire una "bella donna". Forse Thea, il primo
volto femminile siciliano ricostruito dagli studiosi dell'Università di
Palermo, lo era ai suoi tempi che risalgono al Paleolitico, tra 14 e 11 mila
anni fa.
Il volto di Thea, regina della preistoria, si può ammirare in una
sala del museo naturalistico "Gemmellaro" nella quale sono stati ricostruiti
alcuni scorci della sua vita sociale, che trascorreva sui monti Nebrodi tra
la grotta, la caccia e la raccolta di frutta e verdure. Gli utensili e le
armi erano fatti di selce. E ancora non era praticata la coltivazione.
Di sicuro Thea apparteneva alla specie evoluta dell'homo sapiens. Per
millenni è rimasta sepolta nella grotta di San Teodoro ai piedi di monte San
Fratello, sopra Acquedolci, fino al 1937 quando il suo scheletro in uno
stato di conservazione quasi perfetto venne scoperto durante una campagna di
scavi promossa dalle Università di Palermo e di Firenze. La grotta era stata
individuata sin dal 1859 da Francesco Anca barone di Mangalavite, che le
cronache descrivono come "uomo eclettico e patriota".
In questi giorni, a quello scheletro è stata data una raffigurazione
umana attraverso un'operazione condotta con la regia di antropologi e
studiosi dell'evoluzione e con le stesse tecniche ricostruttive già
adoperate a Pisa sul cranio del conte Ugolino e in Egitto sui resti di
alcuni faraoni.
Sono stati l'antropologo Roberto Micciché e lo scultore Toni Rizzo a
ricostruire il volto della donna siciliana più vecchia che si conosca. Il
direttore del museo "Gemmellaro", Valerio Agnesi, che è anche direttore del
dipartimento di geologia dell' Università, assicura che non si è lavorato di
fantasia. Qualche libertà gli studiosi si sono magari presi sull'aspetto
finale del naso, delle labbra, delle orecchie e sul colore dei capelli. Ma
per il resto i risultati hanno un valore scientifico e dicono che Thea era
alta un metro e 65 centimetri, tanti per una donna di quel tempo, e aveva
circa 30 anni. Oggi si direbbe che era molto giovane ma Valerio Agnesi
assicura che per le aspettative di vita di quel tempo era anzi molto matura.
"Questo - spiega - vuol dire che conduceva un sano e, per
quanto possibile regolare, stile di vita". Il suo gruppo non era molto
numeroso: con il suo scheletro sono stati scoperti i resti incompleti di
altri sei individui (quattro maschi e due femmine), oggi esposti in vari
musei. Il sesso di Thea è stato determinato solo negli anni '80 quando sono
stati avviati studi piu' sistematici, giunti ora a un risultato di grande
interesse scientifico. E' la prima volta, ha sottolineato Agnesi
all'apertura della sala, in cui è ambientato il mondo di Thea, che è stato
ricostruito con tanta precisione il volto di un individuo vissuto migliaia
di anni fa.
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