|
L'ASSASSINIO DEL POLIZIOTTO ALLO STADIO MASSIMINO
L'AUTOPSIA SU FILIPPO RACITI, SECONDO IL DIFENSORE, POTREBBE
PROVARE L'INNOCENZA DEL 17ENNE INDAGATO

CATANIA
- Occorre saper
leggere tutte le sequenze, gli orari e gli spostamenti dei
protagonisti degli scontri della sera del 2 febbraio scorso
all'esterno dello stadio Massimino di Catania, in occasione
del derby con il Palermo. Quella sera venne ucciso l'ispettore
della polizia Filippo Raciti, a 38 anni: ora ci sono i
risultati dell'autopsia che confermano le cause:
"spappolamento del fegato con conseguente, mortale, emorragia.
In base
a questi risultati, agli orari ed ai filmati prodotti
dall'accusa, l'avvocato Giuseppe Lipera, che assiste in
giovane catanese accusato di avere sferrato il colpo fatale al
fegato dell'ispettore Raciti, sostiene con convinzione
l'innocenza del giovane indagato per omicidio.
Gli
orari che raccontano quella tragica sera:
la morte di Filippo Raciti è avvenuta all'ospedale Garibaldi
alle ore 22.15;
l'ora del suo arrivo al pronto soccorso è alle ore 20.40;
l'ora dello scontro tra gli ultras del Catania e le forze
dell'ordine alle ore 19.08.
L'autopsia ha sancito un'altra certezza: la causa del decesso è stato "lo
spappolamento del fegato". Ed è da questo dato che nasce lo
'scontro' tra difesa del minorenne, accusato dell'omicidio, e
gli inquirenti. In pratica, quanto tempo un uomo può restare
in vita dopo aver ricevuto un colpo che gli ha spappolato il
fegato.
L'avvocato Giuseppe Lipera, nei giorni scorsi, a Roma, ha
illustrato i punti chiave della istanza di scarcerazione,
presentata al gip di Catania, per "sopravvenuta mancanza di
indizi di colpevolezza", dove in ventidue pagine "dimostriamo
- aveva detto Lipera - che quello dell'accusa è un teorema,
smentito da verbali, testimonianze, foto e videofilmati".
Lipera, basandosi sulla sua tesi riguardante soprattutto gli
orari, mette in dubbio anche che l'ispettore Raciti abbia
partecipato agli scontri delle 19.08, e sostiene che il
poliziotto non avrebbe avuto neanche il tempo materiale per
recarsi sul luogo, dato che era arrivato, al seguito dei
pullman dei tifosi palermitani, nei pressi dello stadio
Massimino 1 minuto e 25 secondi prima.
Adesso, in seguito ai risultati dell'autopsia sull'ispettore
ucciso l'avvocato Lipera sostiene con maggior convinzione
l'innocenza del 17enne. Lipera, pertanto, sostiene che non
coinciderebbe l'orario dello scontro, dove Raciti avrebbe
subito il colpo fatale al fegato, con il tempo che tale trauma
provoca la morte di un uomo. Ed infine ribadisce che
l'ispettore potrebbe essere stato colpito da "fuoco amico",
cioè da uno sportello di un defender della Polizia apertosi
mentre stava facendo i caroselli per disperdere i tifosi.
|