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Cronache

 26 gennaio 2010

www.siciliamillennium.it                                                                           

FAVARA (AG) - LA FAMIGLIA BELLAVIA AVEVA CHIESTO L'ASSEGNAZIONE DI UNA CASA POPOLARE NEL 2003, MA NE VENNE ESCLUSA NEL 2004




FAVARA, CITTA' A RISCHIO CROLLI

FAVARA (AG) - La famiglia Bellavia, che ha perso due figlie nel crollo della palazzina fatiscente a Favara (Ag), aveva presentato istanza per avere una casa popolare nel 2003. Lo ha appurato il sindaco di Favara, Domenico Russello, che subito dopo la tragedia aveva dichiarato che i Bellavia non risultavano tra i 56 assegnatari degli alloggi popolari costruiti nella cittadina, ma distrutti e vandalizzati.
"Avevo affermato che avrei accertato la situazione della famiglia Bellavia - ha detto il sindaco - ho acquisito tutti gli elementi e oggi è un dato certo: la famiglia Bellavia ha presentato una sola domanda e non 10, come è stato scritto dai giornali. Purtroppo la domanda nel 2004 non è stata ammessa perchè mancava la documentazione da allegare. Gli è stata chiesta con notifica del messo comunale ma il signor Bellavia non l'ha mai prodotta. Quindi è stato escluso assieme ad altre 64 famiglie".

Il sindaco chiarisce che furono redatti due elenchi, il primo con 394 famiglie le cui domande sono state ammesse e il secondo elenco con 65 esclusi tra cui la famiglia Bellavia. "La rogatoria definitiva è stata formata sulla base degli ammessi - ha proseguito il sindaco - stiamo provvedendo alla assegnazione formale degli alloggi, ma sono distrutti. Per questo motivo questa tragedia non era evitabil


Migliora il fratellino delle vittime
Favara, «Assassini» La scritta compare sulla palazzina crollata

Andrea Riccardi FAVARA Il giorno dopo la morte delle sorelline Marianna e Chiara di 14 e 3 anni, schiacciate dalle macerie per il crollo della propria abitazione a Favara (Ag), ieri è stato il giorno del dolore e delle polemiche, mentre è ormai fuori pericolo il fratellino delle due vittime, Giovanni, 12 anni, trasferito sabato sera per precauzione nell'ospedale dei Bambini a Palermo

I coniugi Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, feriti leggermente, sono stati dimessi ieri pomeriggio dall'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. In via del Carmine, davanti a quel che rimane della palazzina nel cuore del degradato centro storico di Favara, qualcuno con la vernice rossa ha scritto la parola «Assassini» sulla palizzata che delimita la zona transennata dai vigili del fuoco, attaccando anche un foglio di carta con una preghiera per Marianna e Chiara, «I nostri angeli». Oggi pomeriggio nella chiesa madre sarà celebrato il funerale. In strada, un budello di case fatiscenti e pericolanti, ci sono solo tecnici ed esperti del Comune; le tre famiglie, che con i Bellavia abitavano in via del Carmine, sono state sfollate. Una palazzina disabitata e pericolante all'angolo con via Umberto è stata demolita ieri mattina. Le ruspe, su disposizione dell'unità di crisi del Comune, sono entrate in azione a circa 20 metri dal luogo dove ieri si è sbriciolatolo lo stabile dove abitava la famiglia Bellavia. Un altro immobile, sempre nello stesso quartiere, è stato nel frattempo sgomberato. Le decisioni sono state prese dopo il sopralluogo dei funzionari dell'ufficio tecnico comunale di Favara, della protezione civile e dei vigili del fuoco di Agrigento. Salgono così a 19 le persone che al momento hanno lasciato le proprie case

I carabinieri, su delega della procura di Agrigento, stanno acquisendo negli uffici comunali di Favara e nell'istituto autonomo case popolari la documentazione relativa ai 56 alloggi costruiti in contrada Piana dei Peri e mai consegnati alle famiglie indigenti che ne avevano fatto richiesta. Per indagare su tutti gli aspetti relativi al crollo della palazzina di tre piani in via Del Carmine, la procura ha costituito un pool di magistrati. "Abbiamo in corso - spiega il procuratore di Agrigento Renato Di Natale - un'attività di indagini preliminari per appurare le cause del crollo e tutti gli altri eventi che possono aver agevolato la morte delle due bambine della famiglia Bellavia. Il primo obbligo che abbiamo è giuridico, e cioé verificare l'accaduto. Poi c'é l'obbligo morale di capire se dietro la non assegnazione delle case popolari, che erano pronte e non sono state consegnate, vi siano inadempienze. Per fare tutto questo abbiamo nominato dei consulenti, delegato le indagini ai carabinieri e costituito un pool di magistrati del quale fanno parte oltre al sottoscritto, l'aggiunto Ignazio Fonzo e i sostituti Lucia Bresia e Giacomo Forte". L'inchiesta della procura ipotizza, al momento ancora a carico di ignoti, i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo e rovina di edificio. "Le case popolari di contrada Piana dei Peri - chiarisce il direttore generale dell'Iacp di Agrigento, Ulisse Saieva - sono state ultimate nel 2003. Già nel 2000, quando si procedeva con le commissioni per l'assegnazione degli alloggi, avevamo sollecitato il Comune a preparare il bando per l'assegnazione. Non so però per quale motivo le procedure non siano state attivate e le residenze hanno finito con l'essere vandalizzate. Abbiamo di recente presentato alla Regione un progetto di ripristino per questi alloggi, finanziato con un milione e 600 mila euro. Spero che si possa procedere al più presto".

PER SCONGIURARE ALTRE TRAGEDIE è ripresa la demolizione degli edifici pericolanti del quartiere Del Carmine. Gli operai, dopo che in mattinata sono stati smaltiti da una squadra speciale i rifiuti pericolosi derivanti dalle vasche di eternit, stanno rimuovendo a mano, e con l'ausilio di un cestello, le macerie. La decisione di procedere senza l' intervento delle ruspe è stata presa dall'unità di crisi, convocata al Comune di Favara perché accanto all'immobile da abbattere ci sono altri stabili che sono in buone condizioni di conservazione. Intanto, la prima squadra di calcio di Agrigento, l'Akragas, ha deciso di devolvere l'intero incasso della partita di ieri contro la Sancataldese alla famiglia Bellavia.

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