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FAVARA (AG) - LA FAMIGLIA BELLAVIA AVEVA
CHIESTO L'ASSEGNAZIONE DI UNA CASA POPOLARE NEL 2003, MA NE
VENNE ESCLUSA NEL 2004

FAVARA, CITTA' A RISCHIO CROLLI
FAVARA (AG) - La
famiglia Bellavia, che ha perso due figlie nel crollo della
palazzina fatiscente a Favara (Ag), aveva presentato istanza
per avere una casa popolare nel 2003. Lo ha appurato il
sindaco di Favara, Domenico Russello, che subito dopo la
tragedia aveva dichiarato che i Bellavia non risultavano tra i
56 assegnatari degli alloggi popolari costruiti nella
cittadina, ma distrutti e vandalizzati.
"Avevo affermato che avrei accertato la situazione della
famiglia Bellavia - ha detto il sindaco - ho acquisito tutti
gli elementi e oggi è un dato certo: la famiglia Bellavia ha
presentato una sola domanda e non 10, come è stato scritto dai
giornali. Purtroppo la domanda nel 2004 non è stata ammessa
perchè mancava la documentazione da allegare. Gli è stata
chiesta con notifica del messo comunale ma il signor Bellavia
non l'ha mai prodotta. Quindi è stato escluso assieme ad altre
64 famiglie".
Il sindaco chiarisce che furono redatti due elenchi, il primo
con 394 famiglie le cui domande sono state ammesse e il
secondo elenco con 65 esclusi tra cui la famiglia Bellavia.
"La rogatoria definitiva è stata formata sulla base degli
ammessi - ha proseguito il sindaco - stiamo provvedendo alla
assegnazione formale degli alloggi, ma sono distrutti. Per
questo motivo questa tragedia non era evitabil
Migliora il fratellino delle vittime
Favara, «Assassini» La scritta compare sulla palazzina
crollata
Andrea Riccardi FAVARA Il giorno dopo la morte delle sorelline
Marianna e Chiara di 14 e 3 anni, schiacciate dalle macerie
per il crollo della propria abitazione a Favara (Ag), ieri è
stato il giorno del dolore e delle polemiche, mentre è ormai
fuori pericolo il fratellino delle due vittime, Giovanni, 12
anni, trasferito sabato sera per precauzione nell'ospedale dei
Bambini a Palermo
I coniugi Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, feriti
leggermente, sono stati dimessi ieri pomeriggio dall'ospedale
San Giovanni di Dio di Agrigento. In via del Carmine, davanti
a quel che rimane della palazzina nel cuore del degradato
centro storico di Favara, qualcuno con la vernice rossa ha
scritto la parola «Assassini» sulla palizzata che delimita la
zona transennata dai vigili del fuoco, attaccando anche un
foglio di carta con una preghiera per Marianna e Chiara, «I
nostri angeli». Oggi pomeriggio nella chiesa madre sarà
celebrato il funerale. In strada, un budello di case
fatiscenti e pericolanti, ci sono solo tecnici ed esperti del
Comune; le tre famiglie, che con i Bellavia abitavano in via
del Carmine, sono state sfollate. Una palazzina disabitata e
pericolante all'angolo con via Umberto è stata demolita ieri
mattina. Le ruspe, su disposizione dell'unità di crisi del
Comune, sono entrate in azione a circa 20 metri dal luogo dove
ieri si è sbriciolatolo lo stabile dove abitava la famiglia
Bellavia. Un altro immobile, sempre nello stesso quartiere, è
stato nel frattempo sgomberato. Le decisioni sono state prese
dopo il sopralluogo dei funzionari dell'ufficio tecnico
comunale di Favara, della protezione civile e dei vigili del
fuoco di Agrigento. Salgono così a 19 le persone che al
momento hanno lasciato le proprie case
I carabinieri, su delega della procura di Agrigento, stanno
acquisendo negli uffici comunali di Favara e nell'istituto
autonomo case popolari la documentazione relativa ai 56
alloggi costruiti in contrada Piana dei Peri e mai consegnati
alle famiglie indigenti che ne avevano fatto richiesta. Per
indagare su tutti gli aspetti relativi al crollo della
palazzina di tre piani in via Del Carmine, la procura ha
costituito un pool di magistrati. "Abbiamo in corso - spiega
il procuratore di Agrigento Renato Di Natale - un'attività di
indagini preliminari per appurare le cause del crollo e tutti
gli altri eventi che possono aver agevolato la morte delle due
bambine della famiglia Bellavia. Il primo obbligo che abbiamo
è giuridico, e cioé verificare l'accaduto. Poi c'é l'obbligo
morale di capire se dietro la non assegnazione delle case
popolari, che erano pronte e non sono state consegnate, vi
siano inadempienze. Per fare tutto questo abbiamo nominato dei
consulenti, delegato le indagini ai carabinieri e costituito
un pool di magistrati del quale fanno parte oltre al
sottoscritto, l'aggiunto Ignazio Fonzo e i sostituti Lucia
Bresia e Giacomo Forte". L'inchiesta della procura ipotizza,
al momento ancora a carico di ignoti, i reati di disastro
colposo, omicidio plurimo colposo e rovina di edificio. "Le
case popolari di contrada Piana dei Peri - chiarisce il
direttore generale dell'Iacp di Agrigento, Ulisse Saieva -
sono state ultimate nel 2003. Già nel 2000, quando si
procedeva con le commissioni per l'assegnazione degli alloggi,
avevamo sollecitato il Comune a preparare il bando per
l'assegnazione. Non so però per quale motivo le procedure non
siano state attivate e le residenze hanno finito con l'essere
vandalizzate. Abbiamo di recente presentato alla Regione un
progetto di ripristino per questi alloggi, finanziato con un
milione e 600 mila euro. Spero che si possa procedere al più
presto".
PER SCONGIURARE ALTRE TRAGEDIE è ripresa la demolizione
degli edifici pericolanti del quartiere Del Carmine. Gli
operai, dopo che in mattinata sono stati smaltiti da una
squadra speciale i rifiuti pericolosi derivanti dalle vasche
di eternit, stanno rimuovendo a mano, e con l'ausilio di un
cestello, le macerie. La decisione di procedere senza l'
intervento delle ruspe è stata presa dall'unità di crisi,
convocata al Comune di Favara perché accanto all'immobile da
abbattere ci sono altri stabili che sono in buone condizioni
di conservazione. Intanto, la prima squadra di calcio di
Agrigento, l'Akragas, ha deciso di devolvere l'intero incasso
della partita di ieri contro la Sancataldese alla famiglia
Bellavia.
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