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Cronache

 26 gennaio 2010

www.siciliamillennium.it                                                                           

FAVARA (AG) - CENTINAIA DI PERSONE ALLE ESEQUIE DELLE DUE BIMBE MORTE IN SEGUITO AL CROLLO DELLA LORO ABITAZIONE FATISCENTE, PRIMI INDAGATI PER LA TRAGEDIA DELLA POVERTA': NEL 2003 LA FAMIGLIA BELLAVIA CHIESE L'ASSEGNAZIONE DI UNA CASA POPOLARE
di Enza Garipoli



LA MAMMA DI MARIANNA E CHIARA ANCORA SOTTO CHOC
 

FAVARA (AGRIGENTO) - Centinaia di persone hanno salutato con un forte applauso le due piccole bare bianche delle sorelline Bellavia, Marianna e Chiara Pia, le cui esequie sono state celebrate nella chiesa madre di Favara  delle bare bianche di Marianna e Chiara Pia le due sorelline di 14 e 3 anni morte nel crollo della palazzina nel centro storico di Favara. La prima bara bianca, portata da uomini della protezione civile e dei vigili del fuoco, è stata quella di Chiara, preceduta da una ghirlanda di fiori bianchi inviata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Anche la bara di Marianna, portata dai vigili del fuoco, era adornata con numerosi fiori bianchi e un foglio di cartone rosa con disegni e messaggi scritti dai compagni di scuola. Qualcuno ha fatto volare, fuori dalla chiesa, decine di palloncini bianchi tra le lacrime e il dolore delle centinaia di persone che hanno assistito ai funerali.
I genitori di Marianna e Chiara Pia ancora sotto choc per la tragedia che ha decimato la loro famiglia, hanno seguito le bare entrambi sostenuti e confortati dagli uomini della Protezione civile che non li hanno mai lasciati da soli. Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello hanno ancora i segni sul volto delle ferite riportate nel crollo della palazzina di tre piani.
Dietro i due feretri hanno sfilato i parenti delle due povere vittime. Le bare sono, infine, state poste su due auto grigie, con sopra due grandi corone di fiori, tra due ali di folla, e sotto una pioggia battente, che ha salutato, tra lacrime e tanta commozione le due sorelline, per molti vittime di una tragedia definita annunciata.

L’inchiesta giudiziaria sul crollo va avanti. Gia' domani potrebbero essere iscritti i primi responsabili della tragedia nel registro degli indagati dalla Procura: si ipotizza il proprietario della palazzina di tre piani crollata in via Del Carmine, il sindaco Domenico Russello, in quanto responsabile della sicurezza pubblica e i vertici dell'ufficio tecnico comunale. Alla Procura agrigentina, nell'ambito degli accertamenti preliminari sull'inchiesta relativa al crollo, si e' avuto ieri mattina un vertice fra il procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale, l'aggiunto Ignazio Fonzo e il capitano dei carabinieri Giuseppe Asti.
Il pm Fonzo, facendo il punto sul crollo ha detto: «Abbiamo delegato le indagini ai carabinieri». «Stiamo facendo diversi accertamenti - ha aggiunto il magistrato - e soltanto dopo che avremo ottenuto dati certi procederemo all'eventuale iscrizione di indagati». Alla stato è pendente un fascicolo contro ignoti che ipotizza i reati di disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Indagini anche sulle eventuali inottemperanze alle ordinanze di sgombero e sull'iter amministrativo relativo ai 56 alloggi popolari di contrada Piana dei Peri, costruite e mai assegnate e nel frattempo fatte oggetto di atti di vandalismo. La procura sta acquisendo carte e documenti al Comune di Favara, al Genio civile e all'Istituto autonomo della case popolari di Agrigento. «Vi sono altre zone del centro storico di Favara in condizioni di rischio» ha detto il sindaco Domenico Russello.
«Nelle prossime ore - ha spiegato Russello - vi saranno dei sopralluoghi e seguiremo le istruzioni dei tecnici anche nel caso fossero necessari altri sgomberi». Al momento sono 19 le persone evacuate dall'area di piazza del Carmine dove si è verificato il crollo di sabato mattina. Due edifici pericolanti sono stati abbattuti e tutta la è stata messa in sicurezza.

L'OMELIA DI DON ZAMBITO, SOSTITUTO DELL'ARCIVESCOVO

L'arcivescovo di Agrigento per protesta, come aveva annunciato, non ha celebrato i funerali delle due sorelline Bellavia e pertanto è stato sostituito dall'arciprete don Mimmo Zambito.

"Favara è un luogo generoso ma disgraziato. A chi ha il potere chiediamo di guardare in basso, a chi nel popolo fa una fatica incredibile anche se con estrema dignità, alla famiglia Bellavia chiediamo di guardare in alto, a Cristo crocifisso", ha detto Zambito nella sua omelia. Con la voce rotta per la commozione, l'arciprete ha invitato tutti a pregare per Mariannna e Chiara Pia.
Nelle prime file Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, i genitori delle due vittime, hanno seguito l'omelia sorretti da amici e parenti. La madre, straziata dal dolore ha più volte baciato le due bare, sistemate davanti l'altare. Carabinieri e uomini della Protezione civile hanno chiuso i cancelli della Chiesa, stracolma in ogni ordine di posto, con tanta gente in piedi e decine di bambini, tra cui compagni di classe di Marianna.
All'esterno, nella piazza di fronte la Chiesa, centinaia di persone hanno assistito alla celebrazione funebre ascoltando le parole dell'arciprete da alcuni altoparlanti. Durante l'omelia alcune persone si sono sentite male e sono intervenuti i volontari della Protezione civile.

IL SINDACO RUSSELLO E' SERENO
"Sono stato ingiustamente additato come l'unico responsabile di questa tragedia, ma io sono sindaco solo da due anni e mezzo e ho fatto quello che dovevo fare. Ho la coscienza pulita". Lo ha detto il sindaco di Favara, Domenico Russello, che fa il penalista, poco prima di entrare nella chiesa madre dove si stanno celebrando i funerali.
"Il procuratore di Agrigento Renato Di Natale - ha aggiunto il sindaco ha detto che non ci sono al momento indagati, l'iscrizione nel registro non è un atto dovuto, non si fa automaticamente ma solo a seguito dell'acquisizione dei primi elementi indiziari. Mi possono insegnare a fare il sindaco ma non l'avvocato penalista, conosco bene le procedure e so che chi ha responsabilità in questa storia verrà chiamato a pagare".

IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO

In chiesa il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, ha letto il messaggio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

"Partecipo al dolore della famiglia Bellavia - ha scritto il presidente Giorgio Napolitano - e spero che il piccolo Giovanni possa riprendersi presto. Ho seguito con attenzione e trepidazione le operazioni di soccorso, apprendendo con dolore quanto accaduto".
"Cordoglio alla famiglia Bellavia - ha scritto invece il presidente Schifani - con animo commosso di padre". "Auguri di pronta guarigione, oltre al cordoglio per la grave perdita delle due bambine, - ha scritto, infine, il presidente Fini - per il piccolo Giovanni".
Anche una compagna di classe di Marianna, che frequentava la terza H della scuola media, ha letto il messaggio dei suoi compagni: "Eri una ragazza timida ed introversa, una persona che non faceva trasparire i suoi reali problemi. Ti chiediamo scusa per non averti capita, per non averti dato le attenzioni che meritavi e ti diciamo grazie per quanto hai saputo darci. Il tempo cancella i ricordi, ma noi non ti dimenticheremo".
Infine ha preso la parola la catechista di Marianna, che ha parlato a nome della comunità del Carmine: "Avevi 8 anni quando il Signore ti ha affidata a me. Adesso ti accingevi a ricevere il sacramento della Cresima, ma ora hai raggiunto la piena conoscenza di Dio e stai contemplando il suo volto. Sarai sempre nei nostri cuori, così come la tua sorellina Chiara".



 

 

 

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