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FAVARA (AG) - CENTINAIA DI PERSONE ALLE
ESEQUIE DELLE DUE BIMBE MORTE IN SEGUITO AL CROLLO DELLA LORO
ABITAZIONE FATISCENTE, PRIMI INDAGATI PER LA TRAGEDIA DELLA
POVERTA': NEL 2003 LA FAMIGLIA BELLAVIA CHIESE L'ASSEGNAZIONE
DI UNA CASA POPOLARE
di Enza Garipoli

LA MAMMA DI MARIANNA E CHIARA ANCORA SOTTO CHOC
FAVARA (AGRIGENTO) -
Centinaia di persone hanno salutato con un forte applauso le
due piccole bare bianche delle sorelline Bellavia, Marianna e
Chiara Pia, le cui esequie sono state celebrate nella chiesa
madre di Favara delle bare bianche di Marianna e Chiara
Pia le due sorelline di 14 e 3 anni morte nel crollo della
palazzina nel centro storico di Favara. La prima bara bianca,
portata da uomini della protezione civile e dei vigili del
fuoco, è stata quella di Chiara, preceduta da una ghirlanda di
fiori bianchi inviata dal presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano.
Anche la bara di Marianna, portata dai vigili del fuoco,
era adornata con numerosi fiori bianchi e un foglio di cartone
rosa con disegni e messaggi scritti dai compagni di scuola.
Qualcuno ha fatto volare, fuori dalla chiesa, decine di
palloncini bianchi tra le lacrime e il dolore delle centinaia
di persone che hanno assistito ai funerali.
I genitori di Marianna e Chiara Pia ancora sotto choc per
la tragedia che ha decimato la loro famiglia, hanno
seguito le bare entrambi sostenuti e confortati dagli uomini
della Protezione civile che non li hanno mai lasciati da soli.
Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello hanno ancora i segni sul
volto delle ferite riportate nel crollo della palazzina di tre
piani.
Dietro i due feretri hanno sfilato i parenti delle due povere
vittime. Le bare sono, infine, state poste su due auto grigie,
con sopra due grandi corone di fiori, tra due ali di folla, e
sotto una pioggia battente, che ha salutato, tra lacrime e
tanta commozione le due sorelline, per molti vittime di una
tragedia definita annunciata.
L’inchiesta giudiziaria sul crollo va avanti. Gia'
domani potrebbero essere iscritti i primi responsabili della
tragedia nel registro degli indagati dalla Procura: si
ipotizza il proprietario della palazzina di tre piani crollata
in via Del Carmine, il sindaco Domenico Russello, in quanto
responsabile della sicurezza pubblica e i vertici dell'ufficio
tecnico comunale. Alla Procura agrigentina, nell'ambito degli
accertamenti preliminari sull'inchiesta relativa al crollo, si
e' avuto ieri mattina un vertice fra il procuratore capo di
Agrigento Renato Di Natale, l'aggiunto Ignazio Fonzo e il
capitano dei carabinieri Giuseppe Asti.
Il pm Fonzo, facendo il punto sul crollo ha detto: «Abbiamo
delegato le indagini ai carabinieri». «Stiamo facendo diversi
accertamenti - ha aggiunto il magistrato - e soltanto dopo che
avremo ottenuto dati certi procederemo all'eventuale
iscrizione di indagati». Alla stato è pendente un fascicolo
contro ignoti che ipotizza i reati di disastro colposo e
omicidio plurimo colposo. Indagini anche sulle eventuali
inottemperanze alle ordinanze di sgombero e sull'iter
amministrativo relativo ai 56 alloggi popolari di contrada
Piana dei Peri, costruite e mai assegnate e nel frattempo
fatte oggetto di atti di vandalismo. La procura sta acquisendo
carte e documenti al Comune di Favara, al Genio civile e
all'Istituto autonomo della case popolari di Agrigento. «Vi
sono altre zone del centro storico di Favara in condizioni di
rischio» ha detto il sindaco Domenico Russello.
«Nelle prossime ore - ha spiegato Russello - vi saranno dei
sopralluoghi e seguiremo le istruzioni dei tecnici anche nel
caso fossero necessari altri sgomberi». Al momento sono 19 le
persone evacuate dall'area di piazza del Carmine dove si è
verificato il crollo di sabato mattina. Due edifici
pericolanti sono stati abbattuti e tutta la è stata messa in
sicurezza.
L'OMELIA DI DON ZAMBITO, SOSTITUTO DELL'ARCIVESCOVO
L'arcivescovo di Agrigento per protesta, come aveva
annunciato, non ha celebrato i funerali delle due sorelline
Bellavia e pertanto è stato sostituito dall'arciprete don
Mimmo Zambito.
"Favara è un luogo generoso ma disgraziato. A chi ha il potere
chiediamo di guardare in basso, a chi nel popolo fa una fatica
incredibile anche se con estrema dignità, alla famiglia
Bellavia chiediamo di guardare in alto, a Cristo crocifisso",
ha detto Zambito nella sua omelia. Con la voce rotta per la
commozione, l'arciprete ha invitato tutti a pregare per
Mariannna e Chiara Pia.
Nelle prime file Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, i
genitori delle due vittime, hanno seguito l'omelia sorretti da
amici e parenti. La madre, straziata dal dolore ha più volte
baciato le due bare, sistemate davanti l'altare. Carabinieri e
uomini della Protezione civile hanno chiuso i cancelli della
Chiesa, stracolma in ogni ordine di posto, con tanta gente in
piedi e decine di bambini, tra cui compagni di classe di
Marianna.
All'esterno, nella piazza di fronte la Chiesa, centinaia di
persone hanno assistito alla celebrazione funebre ascoltando
le parole dell'arciprete da alcuni altoparlanti. Durante
l'omelia alcune persone si sono sentite male e sono
intervenuti i volontari della Protezione civile.
IL SINDACO RUSSELLO E' SERENO
"Sono stato ingiustamente additato come l'unico responsabile
di questa tragedia, ma io sono sindaco solo da due anni e
mezzo e ho fatto quello che dovevo fare. Ho la coscienza
pulita". Lo ha detto il sindaco di Favara, Domenico Russello,
che fa il penalista, poco prima di entrare nella chiesa madre
dove si stanno celebrando i funerali.
"Il procuratore di Agrigento Renato Di Natale - ha aggiunto il
sindaco ha detto che non ci sono al momento indagati,
l'iscrizione nel registro non è un atto dovuto, non si fa
automaticamente ma solo a seguito dell'acquisizione dei primi
elementi indiziari. Mi possono insegnare a fare il sindaco ma
non l'avvocato penalista, conosco bene le procedure e so che
chi ha responsabilità in questa storia verrà chiamato a
pagare".
IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO
In chiesa il prefetto di
Agrigento, Umberto Postiglione, ha letto il messaggio del Capo
dello Stato Giorgio Napolitano.
"Partecipo al dolore della famiglia Bellavia - ha
scritto il presidente Giorgio Napolitano - e spero che il
piccolo Giovanni possa riprendersi presto. Ho seguito con
attenzione e trepidazione le operazioni di soccorso,
apprendendo con dolore quanto accaduto".
"Cordoglio alla famiglia Bellavia - ha scritto invece il
presidente Schifani - con animo commosso di padre". "Auguri di
pronta guarigione, oltre al cordoglio per la grave perdita
delle due bambine, - ha scritto, infine, il presidente Fini -
per il piccolo Giovanni".
Anche una compagna di classe di Marianna, che
frequentava la terza H della scuola media, ha letto il
messaggio dei suoi compagni: "Eri una ragazza timida ed
introversa, una persona che non faceva trasparire i suoi reali
problemi. Ti chiediamo scusa per non averti capita, per non
averti dato le attenzioni che meritavi e ti diciamo grazie per
quanto hai saputo darci. Il tempo cancella i ricordi, ma noi
non ti dimenticheremo".
Infine ha preso la parola la catechista di Marianna, che ha
parlato a nome della comunità del Carmine: "Avevi 8 anni
quando il Signore ti ha affidata a me. Adesso ti accingevi a
ricevere il sacramento della Cresima, ma ora hai raggiunto la
piena conoscenza di Dio e stai contemplando il suo volto.
Sarai sempre nei nostri cuori, così come la tua sorellina
Chiara".
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