USA - Primo incontro Berlusconi - Obama. Silvio Berlusconi:
Collaborerò come con Bush. Barack Obama: Silvio grande amico,
rapporti rafforzati con Italia
LO STORICO INCONTRO ALLA CASA BIANCA TRA
BERLUSCONI E OBAMA
WASHINGTON - Sulla soglia della Casa Bianca Silvio
Berlusconi si passa il fazzoletto sulla fronte. Complice il
caldo umido di Washington, certo, ma il gesto sembra tradire
anche lo stato d'animo di chi sa che sta per affrontare un
appuntamento importante. Al di là della vetrata, ad
aspettarlo c'è Barack Obama, e l'accoglienza che gli riserva
è subito 'friendly'.
"Sono felice di vederti amico" dice il presidente degli Stati Uniti
al premier italiano, poggiandogli le mani sulle spalle. E'
il loro primo bilaterale, programmato in vista del G8 che si
terrà all'Aquila e di cui l'Italia è presidente di turno. Al
centro dell'incontro, la crisi economica e la politica
internazionale.
Ma è anche il primo 'test' di un rapporto tutto ancora da
costruire tra il Cavaliere e il successore di quell'amico
personale che era George Bush che alla Casa Bianca lo
accoglieva con le fanfare. Questa volta niente salve di
cannone, ma il colloquio che doveva durare 75 minuti alla
fine si prolunga oltre le due ore. Poi l'incontro con la
stampa. Il premier non sfoggia la 'politica delle pacche
sulle spalle' e delle battute, ma è Obama che subito dà la
cifra del clima. "Buonasera" è l'esordio in italiano.
Berlusconi - dice il numero uno americano - è un "grande
amico", i buoni rapporti esistenti tra Italia e Usa si sono
"rafforzati". Quindi il ringraziamento per la decisione di accogliere
tre detenuti di Guantanamo, il riconoscimento all'Italia
di avere un ruolo "cruciale" nella coalizione impegnata in
Afghanistan e al Cavaliere di essere ottimo consigliere sui
rapporti con la Federazione russa. Silvio Berlusconi non è
da meno e ricambia le parole di elogio. "Apre il cuore - afferma - vedere che le sorti della più grande
democrazia del mondo sono in buone mani". Anche perché -
sottolinea - Obama, soprattutto sulla politica
internazionale, ha mostrato di avere iniziative improntate a
"precisione, conoscenza e puntualità". Ma soprattutto il
premier si dice pronto a collaborare con lui come fece con
l'amico George. "Se posso augurarmi di instaurare un
rapporto diretto e personale con Obama - dice il Cavaliere -
ne sarei lieto. Saranno i fatti a dirlo, ma abbiamo
cominciato bene". "Absolutely" è la risposta del presidente
degli Stati Uniti che sottolinea come Berlusconi gli piaccia
"personalmente" e come da lui si aspetti "opinioni oneste e
franche". Nelle due ore di colloquio, anche un focus sulla
crisi economica. Berlusconi auspica che il vertice
dell'Aquila contribuisca a sbloccare le trattative sul
commercio mondiale, il cossiddetto Doha Round. E spiega
che il G8 sarà il "primo step" per la messa a punto di
un "corpus" di regole che consenta in futuro di "evitare il
ripetersi di simili situazioni". Codice che sarà però
definito successivamente al G20 di Pittsburgh. Prima di lasciare Washington il premier si reca al
Congresso americano per incontrare la speaker Nancy
Pelosi, poi una tappa alla National Gallery dove è in mostra
un'opera del Museo dell'Aquila. Nessun altro commento con i
giornalisti, solo un pollice in su a mostrare la
soddisfazione per la sua giornata americana.