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ROMA - Election
day, si decidera' giovedi'

ROMA
- (regioni.it) Il Consiglio dei Ministri si e' riunito ieri 6
febbraio alle ore 13,15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza
del presidente del Consiglio, Romano Prodi. Segretario, il
sottosegretario di Stato alla presidenza, Enrico Letta.
A seguito della decisione del presidente della Repubblica di
sciogliere le Camere, il Consiglio dei Ministri, appositamente
convocato, ha deciso di proporre al Capo dello Stato la data
di domenica 13 aprile, con proseguimento al lunedì
seguente, per lo svolgimento delle elezioni politiche,
nonché quella del 29 aprile per la prima riunione delle
nuove Camere, come da intesa con i Presidenti dei due rami
del Parlamento.
Il Consiglio ha inoltre approvato, su proposta del
Ministro dell'interno, i due decreti presidenziali per
l'assegnazione del numero dei seggi per l'elezione della
Camera dei deputati (circoscrizioni elettorali e
circoscrizione Estero) e del Senato della Repubblica (Regioni
e circoscrizione Estero).
Si voterà dunque ad aprile, ma nulla e' stato ancora
deciso sull'election day. Bisognera' aspettare probabilmente
la prossima settimana per sapere se si accorperanno le
politiche e le amministrative. Durante il Consiglio dei
Ministri – secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa -
Romano Prodi ha proposto di raggruppare più voti in una sola
giornata per ridurre i costi e agevolare i cittadini, come
anticipato ai giornalisti in una conferenza stampa a Palazzo
Chigi prima della riunione. Tutti i ministri hanno accolto
all'unanimita' la richiesta del presidente del Consiglio
dimissionario. A riferirlo e' il ministro per le Pari
opportunita',
Barbara Pollastrini, lasciando la sede dell'esecutivo.
“Prodi ha proposto di fare l'election day - racconta
Pollastrini - Eravamo tutti favorevoli. Nessuno si e' alzato
per dire no.
Il Consiglio dei ministri si riunirà quindi “la settimana
prossima, probabilmente giovedì”, ha annunciato il
ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento,
Vannino Chiti, lasciando Palazzo Chigi. In quell'occasione,
quindi, si potrebbe decidere sull'election day, cosi' come sul
decreto per consentire ai sindaci di candidarsi ed evitare
lunghi commissariamenti dei Comuni.
Election day o no si presenta già affollata la tornata delle
amministrative di primavera anche se due delle tre Regioni
(tutte a Statuto Speciale) chiamate alle urne hanno già
fissato la data delle elezioni: in Friuli l'8 e il 9 giugno e
il Valle d'Aosta il 25 maggio.
LA MAPPA DEI TUTTE LE ELEZIONI IN VISTA
In SICILIA le regionali dovrebbero svolgersi il 20 aprile,
mentre le amministrative (si voterà in 7 province siciliane su
9 e in 120 comuni inclusa Messina al momento commissariata) si
svolgeranno l'8 giugno. Sono complessivamente 13 le Province
che andranno alle urne, fra cui quella di Roma, e 539 Comuni,
fra cui 9 capoluoghi di provincia. I numeri sono tuttavia
ancora provvisori dal momento che sindaci, presidenti di
Provincia e di Regione che volessero candidarsi per le
politiche potrebbero dimettersi e in questo caso anche gli
enti da loro governati andrebbero al voto.
In FRIULI VENEZIA GIULIA l'appuntamento e' per l'8-9
giugno, secondo quanto già deciso dalla giunta regionale che
ha potestà in materia. Forza Italia ha indicato la candidatura
di Renzo Tondo e la Cdl sta lavorando per trovare l'accordo su
un nome e un programma unitario. Il presidente uscente,
Riccardo Illy, non ha ancora sciolto la riserva, legata al
contrasto con il Governo sui trasferimenti alla Regione dei
contributi Inps dei pensionati.
In VALLE D'AOSTA, dove si vota il 25 maggio, l'attuale
maggioranza autonomista (Union Valdotaine, Stella Alpina e
Federation Autonomiste) cerca una conferma con la nuova legge
elettorale, che prevede la possibilita' di indicare prima la
coalizione di governo. Le forze di sinistra in Consiglio (Pd e
Arcobaleno) hanno gia' annunciato di lavorare per confermare
l'alleanza autonomista-progressista che alle politiche 2006 ha
conquistato i due seggi parlamentari. A destra Forza Italia e'
l'unica forza rappresentata in Consiglio.
In VENETO riflettori puntati sui Comuni di Treviso e
Vicenza. Nel primo potra' tornare a correre Giancarlo
Gentilini, dopo due mandati consecutivi da sindaco e una
legislatura intermedia da vice-sindaco. A Vicenza possibile
candidato del centrodestra e' l'europarlamentare di Fi Amalia
Sartori, ma non e' escluso che la Lega candidi da sola Manuela
Dal Lago, gia' presidente della Provincia. Tutto questo sempre
che questi leader non siano 'tentati' dal voto politico
nazionale.
In LOMBARDIA si elegge il sindaco a Brescia (dove per
il centrosinistra correra' il deputato del Pd Emilio Delbono)
e a Sondrio, ora commissariato dopo la caduta della giunta a
guida leghista, e dove candidato del Pd dovrebbe essere Alcide
Molteni.
In PIEMONTE si decide per il Comune di Ivrea, dove An,
Fi e Udc hanno gia' scelto Pio Coda, ex sindaco di Azeglio
(Torino).
In TOSCANA urne aperte per la Provincia di Massa Carrara e i
comuni di Pisa, Massa e Viareggio (Lucca).
In LAZIO centrodestra diviso per la Provincia di Roma,
tanto che si pensa alle primarie. Non si trova infatti
l'accordo su Luciano Ciocchetti (Udc), mentre il presidente
della Provincia uscente Enrico Gasbarra e' orientato a
dimettersi dall'incarico per candidarsi al Parlamento. In
pista anche Teodoro Buontempo (La Destra) e Alessandra
Mussolini (Azione Sociale). Tra i comuni tornera' al voto
anche Nettuno (Roma), commissariato per infiltrazioni della
criminalita'.
In ABRUZZO candidature ancora aperta a Pescara, dove si
ripresenta l'attuale sindaco di centrosinistra, Luciano
D'Alfonso, mentre il centrodestra deve ancora scegliere il
proprio candidato tra una rosa di nomi.
Nelle MARCHE si sceglie il sindaco di Falconara
(Ancona), commissariata per il dissesto finanziario di una
precedente amministrazione di centrosinistra.
In PUGLIA si vota alla Provincia di Foggia, dove la
ricandidatura di Carmine Stallone (indipendente di
centrosinistra) potrebbe essere messa in discussione da Paolo
Campo (Pd). Si vota anche per il Comune di Gallipoli e Tricase.
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