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ROMA - Crisi di Governo, le direttive di Palazzo Chigi
ROMA
- (regioni.it) Dopo l'incarico a Marini e nell'attesa che la
crisi politica evolva, è il Governo Prodi a gestire
l’ordinaria amministrazione. Proprio sullo svolgimento delle
funzioni dell’esecutivo durante la crisi sono state emanate da
palazzo Chigi alcune direttive.
“Il Governo – si legge nella direttiva firmata da Romano
Prodi - rimane impegnato nel disbrigo degli affari
correnti, nell'attuazione delle determinazioni gia assunte
dal Parlamento e nell'adozione degli atti urgenti. Dovrà in
particolare, essere assicurata la continuità dell'azione
amministrativa, con particolare riguardo ai problemi
dell'occupazione, degli investimenti pubblici ed ai processi
di liberalizzazione e di contenimento della spesa pubblica”.
Per quanto riguarda l’attività del Consiglio dei Ministri
“si procederà alla convocazione nel rispetto delle
procedure ordinarie stabilite dal relativo Regolamento e
previa la consueta riunione preparatoria, nei limiti previsti
dalla presente direttiva, nonché per 1'approvazione degli atti
urgenti, tra i quali va ricompreso l'esame delle leggi
regionali, ai sensi dell'articolo 127 della Costituzione, e
dei contralti collettivi nazionali di lavoro.
Più limitati i compiti relativi all’attività normativa:
“il Consiglio dei Ministri non esaminerà nuovi disegni di legge, salvo
quelli imposti da obblighi internazionali o comunitari; nonché
la legge comunitaria annuale. Qualora ricorrano i presupposti
di cui all'articolo 77 della Costituzione, potrà procedersi
all'adozione di decreti legge. Ai soli fini di evitare la
scadenza dei termini, si provvederà agli adempimenti
prescritti dalla Costituzione, dalla legge n. 400 del 1988 e
dalle rispettive leggi di delega per 1'approvazione, anche in
esame preliminare, di decreti legislativi.
In ogni caso, qualora sia intervenuto il previsto
parere parlamentare, si provvederà in coerenza con lo stesso.
Non saranno adottati regolamenti governativi o
ministeriali, salvo che la legge preveda termini per la
loro emanazione o quest'ultima sia richiesta come condizione
di rispetto degli obblighi derivanti dall'appartenenza
all'Unione europea o di operatività delle pubbliche
amministrazioni; saranno, comunque, approvati soltanto i
regolamenti per i quali risulti gia in stato avanzato il
procedimento di adozione. Resta subordinata all'assenso della
Presidenza del Consiglio dei Ministri l'emanazione di
regolamenti, direttive o circolari ministeriali.
Sul tema “caldo” delle nomine la circolare del
Presidente del Consiglio stabilisce che “potrà procedersi
soltanto a nomine, designazioni e proposte strettamente
necessarie perché vincolate nei tempi da leggi o regolamenti,
ovvero derivanti da esigenze funzionali, non procrastinabili,
per assicurare pienezza e continuità all'azione
amministrativa. Ogni nuova iniziativa in merito dovrà essere
preventivamente sottoposta all'assenso del Presidente del
Consiglio al fine di garantire uniformità di comportamenti.
Ciascun Ministro dovrà curare che enti, aziende e società
dipendenti, vigilati o direttamente controllati, si attengano
agli anzidetti criteri, anche per quanto riguarda le
procedure. Resta salva l'autonomia di organismi disciplinati
da statuti o regole privatistiche che li sottraggono a
direttive o indirizzi del Governo.
Sul fronte delle relazioni internazionali “le missioni
all'estero dei componenti del Governo saranno sottoposte ad
autorizzazione della Presidenza del Consiglio. Potranno
regolarmente svolgersi le riunioni gia programmate per
Commissioni a livello tecnico o preparatorie di riunioni
obbligatorie (nelle quali sarà garantita la partecipazione
italiana, anche a livello governativo) previste in sede ONU,
UE, NATO, OCSE, OSCE, INCE e di Vertici tra i Paesi pin
industrializzati, etc”.
Per quanto concerne le relazioni parlamentari “dovrà
essere assicurata la partecipazione di rappresentanti del
Governo in Assemblea e nelle Commissioni, per l'esame di
disegni di legge di conversione di decreti-legge e nelle altre
occasioni in cui sarà richiesta dalle Camere. Le posizioni del
Governo saranno preventivamente concordate con il Ministro per
i rapporti con il Parlamento”.
“I rapporti tra le amministrazioni e le organizzazioni
sindacali potranno – invece -continuare per l'esame e
l'approfondimento di problematiche di rilievo riguardanti la
sicurezza nei luoghi di lavoro ed i contratti da rinnovare”.
La circolare si chiude con un invito ai “Signori Ministri”
affinché predispongano “sollecitamente ogni utile elemento e
documentazione circa l'organizzazione ed il funzionamento dei
Dicasteri e dei Dipartimenti cui sono preposti, nonché sullo
stato delle attività e delle iniziative in corso, al fine di
una completa, tempestiva informazione nei confronti della
Presidenza del Consiglio”.
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