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ROMA -
IL DISCORSO DI
PRODI ALLA CAMERA, DOPO L'ACCOGLIMENTO DIMISSIONI MASTELLA
ROMA
- Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha assunto ad
interim il dicastero della Giustizia, dopo la firma del
decreto con il quale il Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, ha accettato le dimissioni del ministro Clemente
Mastella.
In relazione alle dimissioni del ministro Mastella, il
presidente Prodi è quindi intervenuto oggi, alle ore 14,30,
alla Camera dei Deputati. Successivamente alle ore 17,30 Prodi
interverrà sulla questione presso il Senato della Repubblica.
Ecco il testo dell'intervento di Prodi alla Camera
"Signor Presidente,
onorevoli colleghe e colleghi
"sono qui oggi, di fronte a voi, rappresentanti del popolo
italiano, per comunicarvi l’orientamento maturato dal governo
a seguito degli avvenimenti della giornata di ieri.
Chiamato ieri mattina, in Parlamento ad illustrare le linee
della politica del governo in tema di giustizia, il ministro
Guardasigilli ha affrontato la situazione creatasi con
l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare per sua
moglie.
In quello che, sono certo, è stato il discorso più difficile e
sofferto della sua lunga vita politica, Clemente Mastella ha
parlato da uomo offeso nel proprio onore e colpito negli
affetti più cari.
A lui, come ministro, come collega, come politico e come
amico, voglio esprimere la mia profonda solidarietà.
Egli non ha esitato a far prevalere le ragioni dell’onore e
della dignità sua personale e della sua famiglia su tutte le
altre motivazioni che avrebbero potuto, come politico,
suggerirgli dei comportamenti diversi.
Non ha esitato e ha presentato le proprie dimissioni. Ha
scelto di presentare le sue dimissioni di fronte al
Parlamento, testimoniando, anche in questo modo, una
sensibilità istituzionale che, nella nostra società delle
comunicazioni ed in una stagione nella quale la politica che
troppo spesso si fa spettacolo, si va facendo sempre più rara.
Voi tutti, ieri, avete colto, l’emozione, la commozione con le
quali ha parlato il ministro Mastella.
La sincerità dei sentimenti che lo muovevano e la nobiltà
della scelta di rimettere il proprio mandato si sono riflesse
nella reazione dell’Aula che, con una coralità che ha
travalicato gli steccati che dividono gli opposti schieramenti
politici, ha espresso il proprio apprezzamento al ministro.
Questa medesima valutazione, con l’apprezzamento e la
condivisione del lavoro da lui fatto sin dall’avvio del
governo alla guida del dicastero della Giustizia, mi hanno
indotto, nella tarda mattinata di ieri, a respingere le
dimissioni del ministro Mastella e a chiedergli di continuare
la propria opera per assicurare un’amministrazione della
giustizia sempre più efficiente e all’altezza delle esigenze e
delle aspettative della società italiana.
Alla mia decisione di respingere le sue dimissioni, il
ministro Mastella aveva risposto chiedendo una pausa di
riflessione che gli permettesse, innanzitutto, di raccogliersi
con la sua famiglia.
Ieri sera e, di nuovo, questa mattina, Clemente Mastella mi
ha, però, confermato che la sua determinazione non era mutata.
L’estendersi, sempre nella giornata di ieri, dei provvedimenti
della magistratura direttamente alla sua persona, non aveva
fatto che rafforzare le ragioni di una decisione che il
senatore Mastella aveva già pienamente assunto.
A Clemente Mastella va, lo ripeto, la mia solidarietà piena ed
affettuosa. Ed analoga solidarietà voglio esprimere al suo
partito, ai Popolari Udeur, sul cui appoggio il governo ha
contato in passato e conta per il futuro.
Ho parlato di preoccupazione per un’azione di governo che deve
proseguire senza interruzioni e senza perdite di velocità.
Questa preoccupazione l’ha avvertita e riconosciuta il
senatore Mastella nel determinarsi a presentare e, poi, a
confermare le proprie dimissioni.
Come Presidente del Consiglio l’ho avvertita io stesso e l’ho
fatta mia. E’ per questo che ho proposto al Capo dello Stato
di assumere io stesso, ad interim, la responsabilità di
ministro della Giustizia.
In un incontro di poco fa, al Palazzo del Quirinale, il
Presidente Napolitano ha accettato questa mia proposta e ha
firmato il decreto della mia nomina a ministro della
Giustizia.
La scelta di caricarmi personalmente e in una prospettiva
limitata nel tempo di questa responsabilità è e vuole
dichiaratamente essere il segnale di un’attesa.
L’attesa, cioè, che dalla magistratura possa, nei tempi più
rapidi possibili, giungere un chiarimento forte che consenta
al senatore Mastella di riprendere con ritrovata e piena
autorità il suo posto di ministro della Giustizia.
Le scelte che vi ho testé illustrato e della cui maturazione
ho costantemente tenuto informato il Capo dello Stato,
assicurano e assicureranno al governo una intatta capacità di
conduzione della politica giudiziaria.
Egualmente, esse assicurano e assicureranno al governo la
solidità e la continuità dell’appoggio politico della propria
maggioranza.
La giornata di ieri era dedicata, nel calendario della Camera,
al dibattito sullo stato della Giustizia.
A questo era dedicata l’ampia relazione che il ministro
Guardasigilli aveva preparato e che gli avvenimenti della
giornata l’hanno costretto a consegnare per iscritto senza che
su di essa potesse, poi, svolgersi il previsto e dovuto
dibattito.
Nella mia nuova funzione di ministro della Giustizia
assicurerò che questo dibattito possa avvenire, nei tempi
decisi dal Parlamento, in forma esaustiva, a partire proprio
dalla relazione consegnata ieri alla Camera.
Potranno, così, essere compiutamente esaminati e discussi
tanto il bilancio consuntivo quanto le prospettive dell’azione
di governo e della giustizia nel nostro Paese.
Come ministro Guardasigilli mi impegno sin d’ora a proseguire
la politica di trasparenza, di rispetto dell’indipendenza
della magistratura e della tutela dei diritti delle persone, a
partire dalla presunzione di innocenza del cittadino indagato,
che ha caratterizzato l’attività di questi primi venti mesi di
governo e che è presupposto di ogni sistema democratico.
Sempre nel corso della prossima settimana, l’inaugurazione
dell’anno di giudiziario, mi offrirà un’ulteriore occasione
per illustrare le linee guida dell’azione che il governo
intende seguire per dare agli italiani quella giustizia sempre
più giusta, rapida ed efficiente a cui gli italiani hanno
diritto".
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