UNO DEI TANTI IMPECCABILI SERVIZI DI FRANCESCA PATANE'
SULL'ULTIMO NUMERO DI
ATENEOPALERMITANO.IT dove e' possibile leggere oltre a
denunce tragicomiche, come questa sull'iMpari caccia al
"punteruolo rosso", anche denunce serissime e ancora
attualissime
PALERMO - Trappole per… topiruoli
Ecco la risposta dell’Università di Palermo a Mastro Agostino
il giardiniere, per sconfiggere l’infestazione delle palme dai
punteruoli rossi che intanto colpiscono ancora
di francesca Patane'
nella foto: Una delle trappole posizionate in loco dalla task
force palermitana
PALERMO - E noi che credevamo di trovarli citati sul
sito del Cineca i rimedi trovati dalla task force palermitana
contro il punteruolo rosso! Ma quando mai! Nessuna risoluzione
scientifica, piuttosto soluzioni che da quando esistono i topi
e i formaggi si chiamano semplicemente trappole!
Sì, avete capito bene: l’Università di Palermo ritiene di
combattere l’infestazione a tutto campo dei temibili
punteruoli rossi collocando qui e là delle trappole, non con
formaggio ma con un’altra leccornia, una melassa
appiccicaticcia a cui a quanto pare non sapranno rinunciare
restandovi impigliati.
Ma la cosa più divertente è che queste trappole
funzionano ciascuna per due (dicasi 2) punteruoli; quindi
fatevi un po’ di conti, Palermo è piena di giardini pubblici e
privati e di centinaia e centinaia di palme: quante trappole
occorreranno per sterminare a due a due tutti i punteruoli
rossi che le hanno infestate e continuano a infestarle
riproducendosi secondo il loro ciclo biologico?
L’équipe guidata dal prof. Stefano Colazza però
continua imperterrita sulla strada intrapresa ed è stato pure
creato un sito ad hoc dall’indirizzo tenero tenero – adotta
una trappola – che richiama alla mente poveri cuccioli di cani
indifesi e abbandonati in cerca di un nuovo padrone. La trappola consiste in un secchiello rosso con 4 fori
rettangolari sulla parte laterale e 4 fori circolari sul
coperchio, al quale sono agganciate una bustina contenente il
feromone commerciale Rhyfer 220 e una boccetta di plastica con
acetato di etile al 10%. All’interno, al di sotto delle aperture laterali, c’è
un imbuto bianco per agevolare l’entrata degli insetti che in
questo modo, secondo le aspettative della task force
accademica palermitana, verrebbero convogliati tutti sul fondo
del secchio. Dove appunto si trova la soluzione di melasso
(sottoprodotto della lavorazione delle barbabietole da
zucchero) diluito in acqua al 10%, che ha la duplice funzione
di aumentare l’attrazione delle trappole (la fermentazione del
melasso libera sostanze volatili che incontrano i gusti del
punteruolo) e di intrappolare gli insetti che cadono sul
fondo. La trappola viene parzialmente interrata e posta ad
almeno 20 m da ciascuna palma.
Una guerra ad armi impari, dunque, perché pensare di
poter eliminare – per giunta a due a due – tutti i punteruoli
presenti e… in itinere è come credere di poter sterminare un
intero reggimento di soldati armato fino ai denti con il solo
uso di una fionda.
... E così i punteruoli rossi pascono e crescono, come
gli ultimi arrivati ad infestare la palma della Palazzina
Cinese.