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PARTINICO -
AGGUATO MAFIOSO A PARTINICO, uccisi DUE figli
dell'imprenditore Salvatore Riina (omonimo del boss) ucciso 10
anni fa; FERITO anche un loro dipendente
PARTINICO (PA) - Agguato mafioso oggi a Partinico, in cui
sono stati uccisi due figli dell'imprenditore Salvatore Riina,
omonimo del boss Totò Riina; ferito anche un loro dipendente.
Partinico è un paese a 30 chilometri da Palermo, dove le
vittime erano i figli di Salvatore Riina, l'imprenditore
ucciso nel '98 e accusato di avere coperto la latitanza di
alcuni mafiosi.
Anche i figli di Riina, secondo le prime informazioni,
erano imprenditori edili; contro di loro l'agguato sarebbe
scattato nella stessa zona dove era stato assassinato il
padre, nei pressi di un bar in piazza Santa Caterina.
Ieri a Partinico si è svolta una manifestazione di
solidarietà nei confronti del responsabile
dell'emittente televisiva Tele Jato, bersaglio di
aggressioni e intimidazioni mafiose. All'iniziativa avevano
partecipato il presidente dell'ordine nazionale dei
giornalisti, Lorenzo Del Boca, il segretario nazionale della
Fnsi, Franco Siddi, e il segretario dell'Unci, Guido Columba.
Le vittime dell'agguato, Giuseppe e Giancarlo Riina,
avevano una piccola impresa nel settore del movimento terra.
Il ferito è un dipendente della loro impresa. Il padre dei
Riina, Salvatore, è stato assassinato nel '98 dai capi mafia
della zona, i Vitale, con i quali era in contrasto per ragioni
di controllo delle attività illecite del territorio.
L'AGGUATO AL BAR
La morte è venuta poco dopo le 7, davanti al Bar "Le goloserie"
di piazza Santa Caterina, chiamata così per la chiesa che vi
si affaccia, a poca distanza dal luogo dove nel '98 venne
ucciso Salvatore Riina, il padre delle vittime di stamani.
Uno dei fratelli è stato ucciso proprio davanti l'ingresso del
bar, e l'altro ad una decina di metri dal primo, vicino ad
un'automobile.
Sembra che in piazza, stamattina, si trovassero pochissime
persone e le uniche che potrebbero aver visto qualcosa erano
nel bar. L'uomo ferito è stato portato nell'ospedale di
Partinico e le sue condizioni non sarebbero gravi. Giuseppe e
Giancarlo Riina avevano ottenuto appalti, non di grossa
entità, anche da enti pubblici come i comuni di Partinico e
Giardinello. Proprio in una villetta, nel territorio di
Giardinello vennero arrestati, il 5 novembre scorso, i boss
Salvatore e Sandro Lo Piccolo insieme ad altri due capimafia.
Il ferito, un collaboratore dei Riina, si chiama Fulvio
Giordano ed è di Giardinello (Pa). Giuseppe Riina, di 37 anni,
e il fratello Giancarlo, di 31, erano appena usciti da casa,
in via Merla, quando è scattato l'agguato. I tre uomini hanno
tentato di fuggire ma sono stati raggiunti dai colpi dei
sicari che erano almeno due.
FORSE UNA SENTENZA DI MORTE ESEGUITA DOPO 10 ANNI
L'uccisione dei fratelli Giuseppe e Gianpaolo Riina è l'ultimo
atto di una lunga saga familiare intrisa di sangue. Giuseppe,
assassinato oggi a Partinico, doveva morire dieci anni fa. Fu
"graziato" perché era giovane, perché doveva sposarsi e perché
era considerato ancora inesperto. A cadere, quell'anno, fu
invece suo padre, Salvatore Riina, ucciso la notte del 20
giugno del 1998 a Partinico.
Salvatore Riina, detto "Mortadella", era solo un ex
salumiere ma voleva sfondare nel mondo degli appalti. Con la
sua mania di "allargarsi", si era permesso addirittura di
offendere i Vitale, all'epoca boss incontrastati di Partinico,
dicendo in giro: "Ma chi sono questi?". Venne zittito con un
paio di colpi di pistola.
La vicenda riemerge dieci anni dopo dal lungo racconto della
pentita Giusy Vitale, che per quell'omicidio fu condannata a
16 anni. Per lo stesso delitto, suo fratello Leonardo Vitale
sta scontando l'ergastolo e il suo ex marito, Angelo Caleca,
fu assolto dopo essere stato da lei scagionato.
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