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ROMA - Gli ITALIANI SI SENTONO BENE, MA FANNO POCO
SPORT E 31% FUMA
ROMA - Gli italiani si sentono bene, nonostante alcuni
'talloni d'Achille' negli stili di vita: poco sport, chili di
troppo e, per oltre 1 su 3, il vizio del fumo. E' l'istantanea
che emerge dal Rapporto Passi su salute e prevenzione del
Ministero del Welfare. E se l'invito e' a migliorare abitudini
e comportamenti, ha spiegato il sottosegretario alla Salute
Ferruccio Fazio, e' pur vero che gli stili di vita degli
italiani non sono peggiori di quelli in altri paesi Ue, come
dimostra il dato relativo alla più lunga aspettativa di vita
nel nostro paese.
Passi: Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la
Salute in Italia) e' un sistema di sorveglianza promosso
dal ministero del Welfare e portato avanti dalle regioni
con il coordinamento del Centro di epidemiologia dell'Istituto
superiore di sanità (Cnesps). Passi effettua una raccolta
continua dei dati sui principali fattori di rischio per la
salute. L'indagine è condotta dalle aziende sanitarie con
interviste telefoniche. Dal 2007, la rilevazione è partita in
149 aziende sanitarie di 20 Regioni coinvolgendo 21.498
persone tra 18 e 69 anni.
Gli Italiani si sentono in forma: il 65% degli
intervistati dice di ritenere buono o molto buono il proprio
stato di salute. Hanno una percezione meno positiva le persone
con livello di istruzione basso e difficoltà economiche.
Ma poco sport: È sedentario il 28% del campione e solo
il 33% dichiara di aderire alle raccomandazioni sull'attività
fisica.
Fumo: il 31% degli intervistati si dichiara fumatore.
L'84% degli intervistati riferisce che il divieto di fumare
nei locali pubblici viene rispettato quasi sempre.
Chili di troppo: il 43% degli intervistati ha un peso
eccessivo, mentre i veri e propri obesi sono l'11% della
popolazione.
Il consumo di frutta e verdura risulta abbastanza diffuso,
anche se solo il 10% aderisce alle raccomandazioni
internazionali, consumandone cinque volte al giorno.
Alcol per il 16%: il 61% della popolazione dice di aver
consumato almeno un'unità di bevanda alcolica nell'ultimo mese
e il 16% ha abitudini di consumo d'alcol a rischio, cioè beve
prevalentemente fuori pasto o smodatamente.
Sicurezza in strada: l'uso dei dispositivi di sicurezza
non e' ancora del tutto soddisfacente. Mentre l'82% degli
intervistati dichiara di usare la cintura di sicurezza nei
posti anteriori, solo il 19% la utilizza sui sedili
posteriori. Il 13% dichiara, inoltre, di aver guidato sotto
l'effetto dell'alcol e il 10% di essere stato trasportato da
un conducente che aveva bevuto.
In pochi si vaccinano contro l’influenza: solo il 28%
delle persone con almeno una condizione a rischio per le
complicanze dell'influenza (malattie respiratorie croniche,
diabete, tumori), dichiara di essersi vaccinato nella stagione
2006-2007.
Allerta rosolia: per eliminare la rosolia congenita è
necessario che il numero di donne suscettibili alla rosolia
sia inferiore al 5%. La percentuale di donne suscettibili o
con stato immunitario sconosciuto è invece risultata pari al
45%.
Rischio cardiovascolare: al 17% degli intervistati non
e' mai stata misurata la pressione. Il 22% dichiara invece di
essere iperteso e, tra questi, il 71% è trattato con farmaci.
Sottovalutati i rischi in casa: nonostante la frequenza
degli infortuni, la percezione del rischio in ambito domestico
non e' elevata: il 91% degli intervistati ritiene questo
rischio basso. Uno su 10 depresso: il 9% del campione
riferisce di aver avuto di recente sintomi di depressione. Tra
questi, il 47% non ha chiesto aiuto, mentre il 40% si e'
rivolto a un medico.
Più prevenzione: l'83% delle donne ha effettuato almeno
un Pap test nella vita, ma solo il 73% l'ha eseguito negli
ultimi 3 anni come raccomandato. Quanto allo screening del
tumore della mammella, l'84% delle donne ha fatto almeno una
mammografia ma solo il 68% negli ultimi 2 anni.
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