MILANO - Nuovi servizi in farmacia: si attende il testo
approvato
MILANO - Il presidente della Federazione degli ordini
dei farmacisti, Andrea Mandelli, commenta così le prime
notizie che parlano di un ridimensionamento della
possibilità delle farmacie di avvalersi di infermieri
professionali. “Sarebbe un’occasione persa per rispondere ai
bisogni quotidiani dei cittadini nel rispetto delle
competenze di tutti”.
La Federazione degli Ordini dei Farmacisti è
intervenuta sull’approvazione del decreto legislativo
intitolato “Individuazione di nuovi servizi erogati dalle
farmacie nell'ambito del Servizio sanitario nazionale,
nonché disposizioni in materia di indennità di residenza per
i titolari di farmacie rurali”, che detta le linee delle
nuove attività rivolte al cittadino da parte delle farmacie
di comunità.
“Sarebbe scorretto esprimere un giudizio su un testo
di legge che non è ancora noto nei dettagli” premette Andrea
Mandelli, presidente della Federazione. “Siamo soddisfatti
nell’apprendere che sono state accolte molte delle proposte
che già nel 2006 la Federazione aveva avanzato per aumentare
l’integrazione e le funzioni della farmacia in seno al
servizio sanitario, per esempio la partecipazione
all’assistenza domiciliare integrata e alle cure palliative.
Però, sempre restando alle prime notizie, sembra sia stata
ridotta la possibilità per la farmacia di avvalersi di
personale infermieristico, anche se fino a poco prima del
Consiglio dei Ministri del 31 luglio era dato per certo che
nelle farmacie potessero operare degli infermieri
professionali” spiega Mandelli.
“Non conoscendo nei dettagli il testo approvato
posso ripetere che, a nostro avviso, la presenza
dell’infermiere avrebbe permesso alla farmacia di
intercettare i bisogni dei cittadini senza sottrarre
funzioni e competenze del medico prescrittore ma, anzi, dare
immediata attuazione alle sue specifiche indicazioni”.
Infatti, se il medico prescrive un antidolorifico iniettivo,
per esempio, oggi il paziente può cercarsi da solo un
infermiere per praticare l’iniezione, cosa difficile, o
rivolgersi al vicino di casa più o meno “esperto”, che è
oltre che sbagliato, pericoloso.
“Una farmacia che si avvalga di un infermiere
potrebbe invece offrire un servizio rapido, sicuro e
professionale, e soprattutto senza alcun onere per lo Stato”
conclude Mandelli. “Non vorrei che su un eventuale
rifiuto di questa ipotesi pesi il timore di alcuni che
il farmacista voglia mettersi a fare diagnosi e
prescrizioni: non è legalmente possibile, non rientra nelle
nostre intenzioni e nemmeno nei nostri interessi”.