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ROMA - RIFORMA INTRAMOENIA, SÌ CON RISERVA DEI MEDICI
ROMA
- Arrivano nuove regole per il lavoro libero professionale dei
medici pubblici. Al ministero del Welfare se ne parlava già
dopo i primi giorni di insediamento del governo e, come
anticipato nei mesi scorsi dal ministro Maurizio Sacconi e
confermato ora dal sottosegretario Ferruccio Fazio, si
provvederà presto alla scrittura di nuove norme. Un annuncio
che arriva a poche settimane dal termine del 30 novembre entro
il quale i medici devono esprimere la scelta se vogliono
lavorare in esclusiva o no per il servizio pubblico,
percependo o rinunciando alla indennità sullo stipendio. E per
il 31 gennaio prossimo scatta un'altra scadenza: quella entro
la quale le regioni dovranno adeguarsi alla legge 120 del 2007
votata in modo bipartisan, che prevede la creazione di spazi
organizzati per permettere ai medici di svolgere la propria
attività libera professionale all'interno e per conto del
servizio pubblico. L'ipotesi in circolazione e' che l'arrivo
delle nuove norme avvenga all'interno del decreto sui ripiani
dei bilanci sanitari che potrebbe contenere, a questo punto,
anche una proroga dei termini fissati ora per legge. Sì alla
libera professione privata dei medici pubblici a patto che il
numero di prestazioni di attività pubblica siano uguali o
superiori a quelle non convenzionate con il sistema sanitario
nazionale, propone nello specifico Fazio. ''Stiamo
trasformando l'Agenas in ente terzo per la valutazione delle
prestazioni ospedaliere - ha aggiunto - quindi ricoveri,
prestazioni ambulatoriali, diagnostica e anche valutazione dei
medici. Saremo in grado in tempi brevi di fare la valutazione
del numero delle prestazioni dei medici e della loro qualità.
Questo ci consente di disegnare il nuovo sistema della libera
professione''. L'idea non e' ancora formalizzata e Fazio
lascia spazio ai suggerimenti del mondo politico e
professionale. ''Vogliamo - ha detto - ridare la
professionalità al medico e togliere quella figura del medico
'pedina della politica' della struttura ospedaliera. Ma
dall'altro vogliamo garantire ai cittadini che il medico che
prende l'impegno di lavorare in una struttura, pubblica o
privata, lavori per i cittadini'' senza abusare della libera
professione. ''Pensiamo ad un unico rapporto di lavoro
esclusivo – ha precisato Fazio - dove il medico può alla fine
dell'orario di lavoro fare attività professionale dentro o
anche fuori dall'ospedale, a sua scelta, ovviamente sono cose
che vanno regolamentate. Il punto cruciale e' che il medico
non dovrà fare più prestazioni private di quelle che fa
all'interno dell'ospedale durante l'orario di lavoro. Se vorrà
fare molta attività libera professionale - ha concluso - dovrà
fare ancora di piu' attività pubblica''. ''Ben venga questo
controllo di un ente terzo - ha spiegato Domenico Iscaro,
presidente dei medici dell'Anaao-Assomed - così come
osserviamo con attenzione la proposta di allargare a tutti il
rapporto in esclusiva introducendo però obblighi e diritti''.
''E' un obiettivo condivisibile - ha detto il segretario
nazionale della Cgil-Medici, Massimo Cozza - per garantire ai
cittadini che il medico non abusi dalla libera professione''.
Entrambi i sindacalisti ricordano che alcuni passaggi indicati
da Fazio sono già previsti per legge fra i capisaldi
dell'intramoenia. ''Visto che siamo d'accordo, chiediamo - ha
aggiunto Cozza - di applicare la legge che già prevede la
possibilità di commissariare le regioni inadempienti. Siamo
d'accordo sul rapporto in esclusivo e si rinnova la richiesta
di rivalutazione dell'indennità di esclusività ferma ai valori
del 2000, ma per ridare professionalità ai medici liberandoli
dalla politica bisogna partire da una riforma del sistema
degli incarichi a partire dagli incarichi che devono essere
fatti all'interno di un sistema trasparente e condiviso di
valutazione''.
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