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CATANIA -
Lo Stato Italiano, che si dichiara contrario alla pena di
morte, all’eutanasia e all’aborto, CONDANNA A MORTE i disabili
gravi non prendendo provvedimenti seri e risolutivi per
assicurare loro una vita dignitosa
Una giovane donna, tetraplegica dall'età
di 19 anni per una malattia congenita ha cominciato lo
sciopero della fame per il suo sacrosanto "diritto a
vivere", cioè per ottenere l'assistenza domiciliare 24/24 h
come prevede la legge
Fra i tanti candidati e le loro
proposte, c'è finalmente qualcuno che si impegni seriamente
sul fronte della dignità umana?
CATANIA - Ecco la lettera di un'italiana che soffre
indicibilmente a causa della colpevole inettitudine del
Sistema Italia
"Il mio nome è Gabriella Villari, ho 44 anni e dall’età di
19 sono tetraplegica a causa di una rara malattia
congenita.
Fino ad ora sono stata assistita da mio padre che, ormai
anziano e malato (77 anni broncopatico), non può più far
fronte alle mie esigenze vitali.
La mia condizione di salute peggiora progressivamente
perché sono portatrice sana di talassemia e da un anno sono
stomizzata.
Ho bisogno di cure infermieristiche intense ed
assistenza continua, in maggior misura nell’immediato
perchè l’emoglobina è scesa a valori molto bassi:6.
Da anni chiedo ai responsabili dei diversi schieramenti
politici, che si sono alternati alla dirigenza degli Enti
locali, che mi sia data l’assistenza domiciliare 24/24 h, come
prevede la L.162/1998 ma, la risposta è stata sempre la
stessa: la Regione Sicilia non ha soldi.
LA PERENNE ANGOSCIA DI RESTARE SOLA
Oltre alle sofferenze causate dalla mia patologia, VIVO
NELLA PERENNE ANGOSCIA di restare sola all’improvviso senza
che qualcuno possa provvedere alle mie necessità quotidiane
che da sola non posso espletare.
I POTENTI DA SEMPRE SORDI AGLI APPELLI DI
CHI SOFFRE DAVVERO
Il 4 febbraio 2007 ho inviato al Capo dello Stato,
ai Presidenti della Camera e Senato e al Ministro della
Salute, delle Pari Opportunità, della Famiglia, delle
Politiche Sociali, nonché al Governatore della Regione Sicilia
Cuffaro, il mio J’ACCUSE ALLO STATO ITALIANO CHE
RITENGO IL MIO ASSASSINO POICHE', PRIVANDOMI
DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE CONTINUATA, ACCELERA LA FINE DELLA
MIA AVVENTURA TERRENA.
UN ANNO SENZA RISPOSTE E SENZA AIUTO
È già passato un anno, la mia richiesta, inoltrata ai
maggiori responsabili che gestiscono la res publica, è
stata ignorata, e perciò con la presente e tramite i media
COMUNICO:
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO, AL
PRESIDENTE DEL PDL, SILVIO BERLUSCONI, AL PRESIDENTE DEL PD
WALTER VELTRONI, AL MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO, AL
MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA’ BARBARA POLLASTRINI, AL
MINISTRO DELLA FAMIGLIA ROSI BINDI, AL MINISTRO DELLE
POLITICHE SOCIALI PAOLO FERRERO, AL VICEPRESIDENTE DELLA
REGIONE SICILIA NICOLA LEANZA, ALL’ASSESSORE DELL’ARS ALLE
POLITICHE SOCIALI E ALLA FAMIGLIA PAOLO COLIANNI,
ALL’ASSESSORE DELL’ARS ALLA SANITA’ ROBERTO LAGALLA
CHE COMINCIO
UNO SCIOPERO DELLA FAME AD OLTRANZA E RIFIUTO DI
CURARMI L’ANEMIA CON LE TRASFUSIONI, FIN QUANDO I
RAPPRESENTANTI DEI DIFFERENTI SCHIERAMENTI POLITICI CHE
CONCORRONO AL GOVERNO DELL’ITALIA NON METTANO IN PRIORITA’,
NEI LORO PROGRAMMI, I PROBLEMI DEI DISABILI ASSICURANDO A
QUESTI PARI OPPORTUNITA’ ED UNA VITA DIGNITOSA SENZA ADOTTARE
UNA POLITICA ASSISTENZIALISTICA.
ALTRESI’ CONTINUERO’ IL MIO SCIOPERO DELLA FAME AD OLTRANZA
FIN QUANDO
NON MI SARA’ DATA L’ASSISTENZA DOMICILIARE 24/24 h COME
PREVEDE LA LEGGE 162/98.
Ritengo che la cosa più bella che mi sia accaduta
è….VIVERE.
Tuttavia non è sempre necessario essere attaccati ad una
macchina per desiderare di morire e liberarsi dalle
sofferenze, non solo fisiche ma soprattutto morali, dovute al
fatto di vedersi negata la possibilità di condurre, nonostante
l’handicap, una vita dignitosa
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