|
www.siciliamillennium.it
oms - emergenza smog nelle principali
citta' italiane
OMS: EMERGENZA SMOG NELLE CITTÀ ITALIANE
Nelle principali città della Penisola continua l’allarme smog
che sottrae ad ogni italiano nove mesi di vita. A mettere in
guardia dagli effetti dell'inquinamento sulla salute è il
Centro europeo ambiente e salute dell’Oms, ricordando che “la
situazione ambientale relativa alle emissioni di polveri
sottili da trasporto urbano rimane critica nelle maggiori
città italiane”. Secondo dati recenti, nel 2010 48 capoluoghi
di provincia hanno superato il limite giornaliero di 50
microgrammi per metro cubo (mg/m3) di polveri sottili oltre i
35 giorni consentiti dalla legge. Una situazione confermata
dalle stime dell’Agenzia europea per l’ambiente, che riporta
17 città italiane tra le prime 30 europee più inquinate, con
Torino, Brescia e Milano ai primi posti della classifica.
A Roma la concentrazione media annua di polveri sottili
rilevata da centraline di fondo urbano situate nei parchi,
corrisponde a oltre 30 mg/m3 ed è più elevata della media
europea di 24,6 mg/m3. “Il Pm emesso dal trasporto su strada
rappresenta la principale fonte di emissione di particolato
nelle aree metropolitane italiane e il suo impatto si conferma
un problema di sanità pubblica considerevole. In Italia ogni
cittadino perde in media nove mesi di vita per esposizione al
particolato - afferma Marco Martuzzi, responsabile impatto
ambientale sulla salute del Centro europeo Oms - Morti
premature e malattie croniche e acute continuano a colpire
individui e famiglie, la diminuzione dell’attesa di vita e
della capacità produttiva pesa sulla nostra società. E infine,
il costo di migliaia di ricoveri ospedalieri indebolisce il
nostro sistema sanitario”.
L'ultimo studio sulla situazione in Italia, pubblicato nel
2006 dal Centro europeo dell'Oms per conto dell’Agenzia per la
protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat),
stimava oltre 8.000 decessi l'anno in 13 città italiane per
gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico da
particolato fine (Pm). La mortalità è legata agli effetti a
lungo termine attribuibili alle concentrazioni di Pm10
superiori ai 20 mg/m3, limite raccomandato dalle linee guida
sulla qualità dell’aria dell’Oms. Le principali malattie
killer dovute all’esposizione al particolato sono patologie
cardiocircolatorie e respiratorie e cancro al polmone, che
interessano in particolare le persone che già ne soffrono e
gli anziani.
L’impatto è importante anche per bronchiti, asma, sintomi
respiratori in bambini e adulti, ricoveri ospedalieri per
malattie cardiache e respiratorie e perdita di giornate
lavorative e di scuola. Rispetto ai dati 2006, la misurazione
delle concentrazioni di inquinanti nel nostro Paese è
cambiata. In molte città esaminate allora (Milano, Torino,
Roma, Bologna, Firenze, Napoli, Venezia-Mestre), da anni ormai
il Pm2.5 è misurato in maniera routinaria e altre città hanno
iniziato i rilevamenti (Genova, Verona, Padova, Trieste).
Considerando i soli 30 capoluoghi di provincia della Pianura
Padana, i morti dovuti alle polveri potrebbero superare i 7000
l’anno, in base a calcoli elaborati applicando la metodologia
dello studio precedente. Il centro europeo Oms invoca perciò
“un’azione politica che affronti il problema del trasporto in
maniera sistematica e strutturale: è necessaria e urgente. Un
guadagno in salute sostenibile - sottolinea l’Oms - può essere
ottenuto solo grazie a politiche che mirino al contenimento
delle emissioni dei mezzi privati a motore integrando
migliorie tecnologiche di veicoli e carburanti, incentivi
fiscali e con una pianificazione urbana che promuova la
pratica di camminare e andare in bicicletta in condizione di
sicurezza e un trasporto pubblico pulito ed efficiente”.
|